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domenica, 26 Giugno 2022

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Hanno ucciso il Casentino…

Difficile trovare le parole per esprimere l’amarezza nel constatare il declino del Casentino. Manca troppo alle prossime elezioni comunali (2019), per non rischiare di perdere altri servizi e altre opportunità. Il non aver creato un obiettivo comune né una prospettiva di Casentino che verrà, ha fatto sì che i nostri sindaci adottassero la tattica del “ognuno fa per se” che ha portato ai risultati catastrofici in cui riversiamo.
Hanno pensato alle piccole cose che portano consensi immediati, mentre si sono “lasciati guidare” da altri nelle questioni importanti come sanità, rifiuti, acqua, trasporti, ecc.
Abbiamo un Unione dei Comuni che non funziona come dovrebbe, con sindaci come quello di Bibbiena e di Pratovecchio Stia (Bernardini e Caleri) che ne stanno fuori; una lotta fraticida che ha portato a due referendum diversi sulle fusioni; una politica del compromesso che ha avuto la faccia tosta di creare il fenomeno de la “Scozia libera” prima, e poi di fare tutto l’opposto come giustificare la richiesta di Lorenzoni di entrare nel PD, di dichiarare di fare le barricate per difendere il punto nascite e poi firmarne la chiusura.
Abbiamo assistito a silenzi imbarazzanti, ma anche a dichiarazioni altrettanto imbarazzanti … esattamente come l’ultima querelle Bernardini – Ducci.
Bernardini, adesso che ha perso la battaglia per le fusioni e che si ritrova solo (scaricato da Destra e Sinistra) torna a fare il paladino della giustizia e lo fa attaccando il sindaco di Talla e vicepresidente della Provincia di Arezzo, Eleonora Ducci (che si difende), sulla questione LFI. Questione che va avanti dal 2014, ma sulla quale tutti hanno taciuto fino ad adesso.

Il risultato è più o meno questo:
Bernardini: Non capisco come il sindaco Ducci possa avvallare la scelta della provincia di vendere le sue quote, non considerando strategico il servizio. Così rischiamo lo scioglimento di LFI. Come fa un sindaco del Casentino ad andare contro i suoi cittadini. Siamo in balia di altre maree.
Ducci: Bernardini fa il finto tonto, perché insiste sulla questione del “ non strategico”, sapendo benissimo che si tratta solo di una definizione riferita alle attuali competenze delle provincie. Io lavoro con gli altri sindaci per risolvere il problema ai cittadini, mica come lui. Capisco che dopo aver perso sulla fusione sia in balia delle maree.
Insomma, uno scontro tra premi nobel.

Lasciando da parte le dichiarazioni dei sindaci, cerchiamo di fare lume sulla questione perché il rischio è quello di veder privatizzato un altro servizio.
Se oltre alla provincia di Arezzo (dopo sentenza tribunale), anche quella di Siena seguirà l’esempio di cessione delle quote, la società LFI non sarà più a maggioranza pubblica e quindi dovrà andare verso lo scioglimento.
Considerato che i comuni non hanno i soldi per comprare le quote dismesse, molto probabilmente il servizio verrà privatizzato.
Se nel 2017 in Casentino arrivano treni nuovi e si investono 20 milioni di euro per migliorare la rete ferroviaria, dal 2014 invece la stessa politica lavora per la privatizzazione del servizio.
Ma allora tutti questi milioni di investimenti coi soldi pubblici, saranno regali per il privato?
Ecco perché trovo ridicolo e pericoloso il battibecco continuo tra i sindaci del Casentino.
Possibile che anche stavolta non vedano l’ennesimo muro sul quale ci stanno portando a sbattere?
Nessuno di loro si è mai messo di traverso alle logiche politiche calate dall’alto, che ci hanno visto depotenziare l’ospedale, contare lo zero virgola sui rifiuti, assecondare la privatizzazione dell’acqua, ecc.
Adesso tocca al trenino del Casentino … e la musica non è cambiata.
Siccome all’orizzonte non c’è traccia di una possibile cooperazione tra i sindaci di vallata, necessaria per difendere ciò che è rimasto e per rilanciare il territorio, una dimissione di massa sarebbe opportuna. Ma attaccati come sono alle loro poltrone, assisteremo da qui a fine mandato alla morte del Casentino … mentre, beatamente, loro continueranno a farsi fotografare accanto a 100 metri di strada asfaltata e a puntare il dito verso un altro collega per poter continuare a scaricare su altri le proprie colpe e incapacità.

Pietro Pennisi – Consigliere Indipendente Bibbiena

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