Mentre la dirigenza della ASL Toscana SudEst nella conferenza stampa di fine anno enumerava le cifre dell’anno appena trascorso e annunciava in pompa magna le magnifiche sorti e progressive per il 2018, negli stessi giorni al Pronto Soccorso la coda delle ambulanze in attesa sembrava quella di via Roma e via Crispi.
Siccome i disagi natalizi non sono una novità, il problema era stato oggetto di raccomandazioni e accordi presi con le organizzazioni sindacali. Accordi e misure organizzative evidentemente insufficienti, dato che la GCIL FP ha giustamente protestato, ed la dirigenza ASL è dovuta ricorrere a ridicole giustificazioni, scaricando la colpa sulle tardive forniture delle barelle.
Secondo Rifondazione Comunista – Federazione di Arezzo invece i disagi di questi giorni non possono essere ricondotti a problemi organizzativi (che pure ci saranno) o scaricando la colpa sui fornitori (anche se le forniture potrebbero essere programmate un po’ meglio). Il problema è ormai sempre lo stesso: a furia di tagliare sulla spesa per la sanità pubblica la coperta è ormai insufficiente. E le responsabilità non sono limitate a errori gestionali dirigenziali o cattive politiche regionali (che pure ci sono).
Le manchevolezze sono l’inevitabile risultato del grave attacco al sistema sanitario pubblico e universalistico. Nel nostro Paese la percentuale di PIL destinata alla spesa sanitaria è inferiore alla soglia di rischio indicata dall’
organizzazione Mondiale della Sanità, e le politiche liberiste del Governo di centro sinistra, sulla scia dei precedenti di destra, non hanno fatto che procedere con ulteriori tagli. Le conseguenze sono evidenti: livelli assistenziali in caduta libera, liste d’attesa in crescita, diseguaglianza di accesso ai servizi, cioè: i poveri rinunciano a curarsi, mentre i ricchi possono rivolgersi alla sanità privata, che infatti si sta attrezzando anche con i servizi di Pronto Soccorso.
Per le prossime elezioni del 4 marzo Rifondazione Comunista invita a votare per il movimento Potere al Popolo, nel cui programma si legge fra l’altro:
– garanzia di livelli essenziali di assistenza erogati dal SSN e la loro omogeneità su tutto il territorio nazionale;
– taglio drastico dei tempi d’attesa, anche attraverso la modifica delle norme che regolano l’intra moenia;
– un nuovo programma di assunzioni per sanità e servizi socio-assistenziali, che elimini il precariato, con l’immediato sblocco del turn-over;
– l’uscita dell’impresa privata dal business sanitario;
– il potenziamento dei servizi sanitari esistenti, con il blocco dei processi di ridimensionamento e chiusura di ospedali periferici e lo sviluppo di una rete capillare di centri di assistenza sanitaria e sociale di prossimità.
PRC – Federazione di Arezzo


