da Fdi CASENTINO – Nomi di località come Basovizza, Tarnova della Selva, Monrupino, Opicina, Prosecco, Comeno, Tabor, Barbana, Prepotto  sono solo alcune delle quasi cento località nelle cui foibe –  spaccature  profonde delle terre carsiche – dove vennero massacrati  oltre  quindicimila persone, anziani, uomini, donne , bambini  la cui unica  colpa era  quella di essere Italiani.

Accanto ai martiri dalle terre di Istria e Dalmazia oltre trecentomila italiani lasciarono le loro case, i loro affetti, la loro terra natia e come esuli peregrinarono in Italia ed all’estero.  Una volta giunti in Italia con il loro carico di lutti e dolori, trovarono spesso ostracismo e mal accoglienza.  Alcune consistenti componenti della sinistra italiana del tempo ebbero  nei loro confronti un vero e proprio ostracismo. Esempio che ci ricorda Pansa in uno dei suoi libri  “ a La Spezia dove gli esuli furono  concentrati in una caserma in disuso,   durante un comizio per le elezioni del 18 aprile 1948, un dirigente della CGIL urlò dal palco “ in Sicilia hanno il bandito Giuliano, noi qui abbiamo i banditi giuliani”.

L’oblio istutizionale, che si inseriva nel quadro di un  preciso atteggiamento riguardo alle tragiche pagine della storia nazionale di quel tempo, durò fino al 30 marzo del 2004.  Quando la legge n. 92 – con primi firmatari gli on.li La Russa e Menia oggi entrambi in FDI – decretò  il 10 febbraio di ogni anno Solennità Civile Nazionale. La data del 10 febbraio, non è casuale, ma richiama il 10 febbraio  1947, data nella quale venne firmato il trattato di Parigi. Trattato che toglieva all’Italia  assegnando  alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro, Zara e la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia in precedenza facenti parte dell’Italia.

Anche quest’anno – sottolineano Dini, Gallai, Caruso  responsabili dei circoli di FDI casentinesi – desideriano nuovamente ricordare questa tragica pagina di storia nazinale con un evento che si terrà domenica 23 febbraio nel quale grazie alla partecipazioni di storici e personalità della cultura, ripercorremo le tappe di questa tragedia.

L’iniziativa si mantiene sul solco di quaanto fatto   lo scorso anno – sottolinea Dini – quando  con l’evento tenuto a Soci si  colmava, a livello locale ,    un vuoto istituizionale sorprendente. Confidiamo – continuano  Gallai e Caruso –  che oggi il  mondo della scuola – sempre attento alle tristi pagine della storia del secolo scorso – il 10 febbraio non  continui a “far finta di niente”.

La Giornata del Ricordo 2020  pur generata dai locali circoli di Fdi, si prefigge di  andare oltre i  perimetri di una iniziativa di partito,  per abbracciare tutti coloro che pur portatori di sensibilità politiche diverse ritengono che le tragedie subite dalle inermi popolazioni istriano-dalmate debbano essere conosciute e declinate nei loro aspetti umani e sociali. Anche perché – concludono Dini, Gallai, Caruso – tali  storie  appartengono alle vicende   nazionali , e l’Italia di oggi nasce anche dal   sacrificio di innocenti uomini, donne, bambini la cui unica colpa era quella di essere Italiani. Una vicenda che riteniamo  debba essere compiutamente ricordata alle nuove generazioni,  affinchè comprendendone tutti gli aspetti si possano rafforzare gli antidoti che evitino il possibile replicarsi futuro.

Per coloro che desiderano avere ulteriori informazioni e dettagli dell’iniziativa si possono rivolgere alla nostra casella di posta elettronica  FDICasentino@gmail.com