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mercoledì, 18 Febbraio 2026

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Il coraggio delle donne

di Melissa Frulloni – Sto leggendo Manuale per ragazze rivoluzionarie, di Giulia Blasi. Per molti seguaci è già Il Manuale. Un libro che, secondo me, potrebbe (e dovrebbe!) diventare un cult per la mia generazione o comunque per tutte quelle persone, non solo donne, che provano a vivere senza seguire gli stereotipi che la società patriarcale ci ha imposto da diversi secoli a questa parte. Provano, non è detto che ce la facciano… Ma già riuscire ad aprire gli occhi su quello che ci circonda, capire che certi modelli sono sbagliati, provare appunto, ognuno nel suo piccolo, a fare qualcosa per cambiarli, è già un passo avanti, un protendersi verso atteggiamenti diversi, che portano indubbiamente a una società migliore.

“Ecco perché oggi è giunto il momento che le ragazze di ogni età raccolgano il testimone delle loro nonne e bisnonne per proporre un cambiamento epocale… un mondo in cui ciascuno non si senta più obbligato a aderire ai modelli patriarcali – cacciatori & dominatori vs angeli del focolare & muti oggetti di desiderio sessuale – che, spesso in forme subdole, continuano a esserci proposti. Sembra impossibile? Non lo è!” (dall’introduzione del Manuale).

Anche io, nello scrivere queste prime righe, mi sono lasciata intrappolare da un pregiudizio. Il sottotitolo del libro è Perché il femminismo ci rende felici; l’ho volutamente omesso perché credevo potesse appesantire troppo il mio attacco, agli occhi dei lettori. La parola “femminismo” sembra così vecchia, sdoganata, abusata che solo a sentirla, in molti di noi sale un senso di repulsione. La Blasi dedica un capitolo proprio a questo tema… Però, sono felice almeno di essermene accorta e alla fine di avervi dato il titolo completo.

E poi arriva marzo, il “mese della donna”, “la nostra festa”, le mimose, i fiori, i “ve lo meritate”, e il femminismo può davvero andarsene a fanc… Pensare che qualcosa o qualcuno necessiti di essere festeggiato con una giornata a tema, farebbe rivoltare nella tomba chiunque abbia, nella sua vita, lottato un minimo per veder riconosciuti dei diritti a qualcun’altro. Tranquilli, non voglio addentrarmi troppo in questo tema… Cosa è il femminismo, chi sono le femministe, cosa ne è rimasto oggi e soprattutto, se ci rendiamo conto o meno, di quanto siamo intrappolati negli schemi della società patriarcale; tutti, uomini e donne, prendendo per buoni comportamenti che, se ragionati, mostrano tutte le loro contraddizioni.

Per tutti questi ragionamenti vi rimando quindi alla lettura del libro, adatto ovviamente anche agli uomini (non lasciatevi intimorire dalla copertina fuxia).
Lasciando quindi da parte gli svariati ragionamenti che si possono fare, accantonando per un attimo le mimose, abbiamo deciso di concentrarci su una storia in particolare che, in redazione, ha colpito davvero tutti… La storia di Chiara che si è trovata ad affrontare una malattia bastarda che è anche troppo di parte, colpisce solo le donne. E così davanti alla suo racconto disarmante e alla sua lotta contro l’endometriosi, tutte le tesi sulle donne, sul femminismo, sulla festa della donna, sono crollate. Lei è una casentinese che nella nostra vallata vive e lavora da sempre. Chi la conosce, la prima cosa che ha in mente di lei è il suo sorriso, da lottatrice vera.

Anche a noi la cosa che è rimasta, nitida e presente nella testa quando l’abbiamo incontrata, è stato il suo coraggio e quello delle altre donne che come lei stanno affrontando la stessa malattia, lo stesso percorso tortuoso, in salita, spesso solitario.
Il coraggio delle donne è il loro, vero, concreto, tangibile in una vita come quella di Chiara, piegata già a 14 anni nelle grinfie di questo mostro silenzioso. L’endometriosi non si vede, solo chi ce l’ha dentro la può sentire, forte e chiara, con dolori lancinanti e invalidanti.

La storia di Chiara ve la raccontiamo a pagina 18 e 19 di CASENTINO2000 in edicola e nella versione digitale, una testimonianza la sua che vogliamo mettere in evidenza non tanto per “festeggiare” questo mese, ma per parlarvi di una malattia ancora oggi poco conosciuta e per aiutare Chiara e le altre donne a sensibilizzare tutti su questo tema. Andando avanti così, come fa Chiara. Col sorriso. Con speranza. Con il coraggio delle donne.

(tratto da CASENTINO2000 | n. 316 | Marzo 2020)

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