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martedì, 5 Luglio 2022

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Il costo della vita in una famiglia casentinese

di Francesca Corsetti – Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un rincaro dei prezzi dovuto a numerosi fattori, principalmente all’aumento della domanda delle materie prime (gas e altri combustibili, ma non solo) a seguito della ripresa dalla pandemia da Covid-19 e, nelle ultime settimane, delle tensioni tra Russia e Occidente. I rincari dei prezzi sono arrivati su ogni fronte e hanno colpito famiglie e imprese.

Ma quale impatto hanno avuto sulle famiglie del Casentino? Ne abbiamo parlato con Anna, sposata e con due figli adolescenti, per capire quanto sono aumentate le spese per il suo nucleo familiare e come i rincari hanno condizionato le abitudini.

I rincari più evidenti per la vita domestica sono quelli che hanno colpito le bollette, però non sono stati percepiti tutti alla stessa maniera.
«In questa ultima bolletta abbiamo visto che l’aumento c’è stato, ma non una cifra stratosferica come è successo a molti. Circa otto mesi fa abbiamo stipulato un nuovo contratto e, prima che la situazione peggiorasse, un’offerta ci ha permesso di bloccare il prezzo per alcuni mesi. L’aumento c’è stato anche ultimamente, ma ho notato che è stato graduale negli ultimi due anni, anche se la differenza con i contratti nuovi l’abbiamo vista meno. I nuovi contatori hanno anche il vantaggio di fare la lettura automatica, perciò ogni bolletta è sempre aggiornata. A parità di periodo e di consumo, rispetto allo scorso anno abbiamo visto una differenza di 50 euro».

La situazione è quindi molto varia, tra chi è riuscito ad attutire di più l’impatto del caro energia e chi si è visto raddoppiare i costi in un paio di mesi. Ma anche quei cinquanta euro rappresentano comunque una spesa in più per una famiglia, soprattutto se si sommano più fattori.
«Prima potevamo anche usufruire sia degli assegni familiari, e con due figli ricevevamo almeno 150 euro mensili, sia delle detrazioni. Da marzo, con l’assegno unico riceviamo 50 euro per ogni figlio, mentre le detrazioni non ci sono più».

Sebbene la situazione non sia disperata, anche Anna, come molti, adesso ha un maggiore riguardo verso il consumo domestico, specialmente nell’uso degli elettrodomestici, cercando il più possibile di sfruttare la fascia di consumo più bassa.
«La lavatrice, l’asciugatrice e la lavastoviglie che posso programmare, le faccio partire di notte. Oppure per le stoviglie faccio dei lavaggi più rapidi».
A marzo abbiamo assistito anche al caro-carburante, con un preoccupante superamento della soglia dei 2 euro al litro alla pompa, che ha avuto anch’esso un peso diverso per ciascuna famiglia.
«Io per fortuna ho la macchina a gas, ma ricordo che quando si riabbassarono i prezzi feci un bel pieno, – dice Anna – Fortunatamente la distanza dal lavoro non è tanta, perciò personalmente non ho percepito molto il rincaro. Però, come dicevano i miei colleghi, se la benzina continua a salire in questo modo conviene non andare nemmeno al lavoro, perché i prezzi salgono e lo stipendio rimane sempre lo stesso».

E dai rincari non si è salvata nemmeno la spesa. Oltre al carburante e quindi al trasporto, i costi delle materie prime, incluse quelle agricole, hanno portato anche ad un aumento dei generi alimentari nei supermercati. Anna mi spiega che, oggi più che mai, è sempre attenta alle offerte ed evita certi negozi perché sa che potrebbe acquistare quello che non le serve.
«Non compro nei discount, avendo due figli adolescenti su certi prodotti non si transige: tutto deve essere di quella marca precisa! Però su tutto il resto, detersivi, acqua e quant’altro, compro quello che c’è in offerta. Avendo più supermercati a disposizione qui vicino, me la cavo bene».

I prodotti più colpiti sono quelli derivanti dal grano tenero e gli oli vegetali, a tal punto da assistere ad una corsa agli approvvigionamenti prima che arrivassero i rincari, perché è la cosa più conveniente da fare, egoisticamente parlando.
«Ho visto che un pacco da mezzo chilo della pasta che usiamo abitualmente è arrivata a costare 1,59 euro, quindi ne faccio scorta quando è a metà prezzo. Di solito faccio la scorta di pasta o di detersivi quando sono in offerta, però per il resto compro al dettaglio».
Questi rincari sono quelli che toccano le nostre necessità: la spesa, il trasporto per scuola o lavoro, la luce e il riscaldamento. Spesso si leggono storie di famiglie in difficoltà dove il caro-bollette ha comportato scelte decisamente più drastiche, fino alla rinuncia a quei pochi extra che si potevano permettere fino a poco tempo prima. Parlo di vacanze, di un vestito nuovo, insomma, di uno sfizio in più. Poi ci sono casi in cui tutto ciò fortunatamente non accade, però in un’ottica di una spesa futura bisogna fare delle considerazioni diverse.

Anna non deve rinunciare alle vacanze estive con la sua famiglia, ma ammette di dover fare e di aver fatto i suoi conti.
«Per le vacanze non so dire se il rincaro sia dovuto anche all’età dei miei figli, perché sotto i dodici anni sono considerati bambini, mentre dai tredici sono quasi adulti e le cose cambiano. A prescindere da questo, se adesso prenotiamo una vacanza, la organizziamo diversamente. Solo il biglietto aereo, con il caro carburante, avrà sicuramente un prezzo diverso».
Programmare un viaggio a lungo termine può dunque diventare difficile, specialmente in alta stagione, quando i prezzi sono normalmente più alti e quest’anno lo saranno certamente di più.
«Ricordo che nel 2018 abbiamo preso il traghetto da Civitavecchia a Cagliari, con macchina e cuccetta, e abbiamo speso circa 700 euro. Quest’anno il prezzo è salito sopra i mille».

Per Anna l’aumento è stato lento e graduale. Non lo ha notato tanto nelle bollette, quanto nelle piccole cose.
«È tutta una somma di piccole cifre che messe insieme fanno la differenza. Per l’estetista, dai 25 euro che spendevo prima, ho visto aumentare i prezzi prima a 28 e poi a 30 euro. Sono cinque euro in più che devo spendere lì. Oppure ho visto locali con affisso un cartello con su scritto che per l’aumento dei costi delle materie prime i prezzi aumentavano anche di 3 euro… Fortunatamente grosse rinunce non le abbiamo fatte e non le stiamo facendo. Se vogliamo farci una vacanza, cerco di trovare la soluzione più economica. Abbiamo macchine standard che non ci richiedono costi eccessivi per la manutenzione. Per la spesa guardo le offerte e per le bollette sto più attenta. Se prima compravo qualche vestito in più, adesso acquisto quello di cui abbiamo bisogno sul momento. Molto dipende anche dalle scelte di vita e dagli investimenti di ciascuno, anche se, probabilmente, il peggio dovremo ancora vederlo».

L’Italia e l’Unione Europea stanno facendo numerosi sforzi per cercare di contrastare i rincari, ad esempio, cercando una maggiore diversificazione dei fornitori e accelerando la transizione alle rinnovabili.

Nel frattempo, però, la guerra e l’inflazione si protraggono e a noi cittadini non resta che restare a guardare come muteranno gli sviluppi.

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