di Mauro Meschini – Da sempre fondamentale, la figura del medico di famiglia, o ,come recita la denominazione ufficiale, medico di medicina generale, rimane per tutti un punto di riferimento. Con la salute non si scherza e avere una persona fidata a cui rivolgersi e a cui chiedere consigli e cure è importante. Probabilmente chi ha qualche capello bianco, tornando alla sua infanzia, ricorda quando il medico si presentava, con la sua inconfondibile borsa, alla porta di casa per rispondere ad una chiamata e visitare chi aveva necessità. Erano momenti particolari in cui, almeno agli occhi dei bambini, sembrava davvero che la sua presenza rendesse tutto più austero e solenne. Oggi le cose sono un po’ cambiate, il medico in genere visita più spesso nel proprio ambulatorio e anche per i contatti possono essere utilizzati diversi strumenti, come il cellulare o la posta elettronica, che, velocizzano il passaggio di informazioni ma, forse, hanno portato a perdere un po’ di “poesia”.
In ogni caso la visita presso l’ambulatorio rimane un punto fermo del rapporto tra medico e paziente, in ogni paese possiamo vedere le targhe al di fuori degli studi medici che indicano orari e tempi per le visite in più, adesso, con l’apertura delle diverse Case della Salute, si sono creati ulteriori studi associati in cui si possono trovare all’interno della stessa sede più medici di famiglia, a cui si aggiungono, in alcuni casi, anche dei medici specialistici.
Nelle intenzioni di chi ha pensato queste soluzioni il tutto dovrebbe portare benefici anche perché rafforza il già presente rapporto di studio associato creato tra i dottori di uno stesso comune o realtà vicine, questo permette, in caso di necessità o assenza del proprio medico, di beneficiare dell’assistenza del dottore presente in quel momento. Oltre a questo la presenza di segreterie, all’interno di studi medici o Case della Salute, rende più agevole la prescrizione delle ricette, che possono essere richieste al medico e poi ritirate presso la segreteria. Infine, la presenza del CUP, per esempio nella Casa della Salute di Stia, permette anche di prenotare appena usciti dalla visita eventuali controlli, analisi o accertamenti specialistici prescritti dal proprio medico.
Ma, proprio partendo dal CUP sopra citato, ci sono anche novità e nuove modalità di erogazione dei servizi sanitari che hanno portato qualche problema, in particolare a chi lavora e deve trascorrere la maggior parte del giorno durante la settimana lontano dal propri luogo di residenza e, quindi, anche dalle sedi degli ambulatori e dei servizi sanitari.
Per esempio il CUP di Stia adesso, essendo all’interno della Casa della Salute che è chiusa, come si legge nel sito del Comune di Pratovecchio Stia, “sabato, domenica e il pomeriggio dei prefestivi”, non è più aperto proprio il sabato mattina e questo è un grosso limite proprio per chi potrebbe avere solo in quel giorno possibilità e tempo per rivolgersi allo sportello. Da Stia adesso è necessario spostarsi fino a Bibbiena, cosa che in molto eviterebbero volentieri.
Oltre al CUP, e per le stesse ragioni, adesso anche fare i prelievi ematici è diventato più complicato e, visto anche il gran clamore fatto al momento della loro apertura, non sarebbe male se l’orario delle Case della Salute fosse ampliato anche nei giorni prefestivi e festivi, fornendo alcuni servizi e prestazioni.
Tra l’altro la Casa della Salute potrebbe essere l’adeguata sede anche dell’ambulatorio del medico di continuità assistenziale (Guardia Medica), che a Stia è invece ancora all’interno dell’edificio dove è situata la residenza per anziani. Collocando questo servizio nella Casa della Salute, nei modi e nei tempi adesso previsti, si darebbe un ulteriore senso a questo luogo, creato per la cura e la tutela della salute e che sembra strano dover pensare che vada in vacanza il sabato e la domenica.
Tornando poi alle modalità di accesso alle visite ambulatoriali dei medici di famiglia e ai problemi che in qualche caso sono nati proviamo a capire in quali modi è possibile prenotare una visita.
C’è la possibilità in qualche caso di prenotare l’appuntamento ad un orario specifico, e questo chiaramente dà il massimo di possibilità di scelta. Altre volte, invece, occorre, all’inizio della mattina o del pomeriggio in cui è previsto l’orario di apertura dell’ambulatorio, recarsi personalmente allo sportello per prendere uno dei numeri disponibili. Questo si sta dimostrando un metodo che crea qualche problema, sempre e in particolare a chi lavora, perché non tutti hanno la possibilità di recarsi personalmente, o delegare qualcuno, a ritirare preventivamente il numero, sia la mattina che il pomeriggio, anche perché spesso i posti disponibili si esauriscono in pochissimo tempo. Di conseguenza andare dal medico per alcuni sta diventando quasi impossibile mentre, in precedenza, si avevano situazioni con un libero accesso in cui si seguiva l’ordine di arrivo, in quel caso anche chi usciva da lavoro più tardi poteva avere la possibilità di accodarsi ai presenti, se valutava che il numero permettesse di prolungare l’attesa entro un orario adeguato.
Adesso non è più così, senza numero non si trova posto, o non si troverebbe perché, visto proprio l’emergere di queste problematiche, in alcuni casi è possibile che il medico faccia uno strappo alla regola.
Crediamo che sia proprio per andare incontro alle esigenze di cui abbiamo appena parlato che, alla Casa della Salute di Stia, si è comunque provato a sperimentare un’ulteriore modalità di prenotazione permettendo di telefonare al mattino per richiedere un posto nel pomeriggio. Un’opportunità in più che necessita però di essere attenti e insistenti per riuscire a prendere la linea sperando che, a quel punto, i numeri non siano già esauriti.
Come si vede qualche difficoltà sta emergendo, anche se forse il problema non è soltanto legato alle modalità utilizzate per prenotare l’accesso alle visite.
Forse, in alcuni casi, si può verificare un ricorso al medico di medicina generale anche in situazioni che potrebbero non richiederlo ma, lo abbiamo detto, con la salute non si scherza e avere, comunque, anche solo un parere da chi ha la dovuta competenza comprendiamo che sia per tutti più rassicurante.
Oltre a questo, facendo una ricerca nel sito della ASL Toscana Sud Est, abbiamo rilevato che, nell’ambito del Casentino, che comprende 10 comuni, sono operativi 23 medici di famiglia e 2 pediatri. Rapportando il numero dei medici al numero degli abitanti del Casentino, 34.827 (dato ISTAT al 01/01/2019, fonte: tuttitalia.it), otteniamo una media poco superiore ai 1.400 assistiti per dottore.
Ora questo numero si riferisce alla media, poi nella realtà ci sarà chi avrà un numero maggiore di assistiti mentre altri lo avranno minore; resta il fatto che non sembra, anche riferendosi alla media, un numero trascurabile, anzi è prossimo anche ai massimi previsti e considerati nei diversi contratti di lavoro. Per questo è possibile ipotizzare che alcuni dei problemi di accesso alle visite del medico di famiglia siano dovuti anche all’alto numero di assistiti che sono attribuiti ai medici, rendendo il loro lavoro più pesante e complicato.
Sarebbe forse necessario avere qualche altro dottore a disposizione del Casentino?
La nostra è un’ipotesi e una domanda che giriamo a chi può dare ruisposte più puntuali. Rimane il fatto che, sulla presenza del medico di medicina generale in alcune realtà, già nel recente passato si sono avuti dei problemi per la necessità di sostituire alcuni medici che avevano raggiunto l’età della pensione.
Considerando questo aspetto, l’arrivo di nuovi dottori rappresenterebbe ben più di un semplice alleggerimento di lavoro, sarebbe in realtà un intervento necessario per preparare le sostituzioni che progressivamente sarà necessario attuare.
Dovrebbero essere queste alcune delle tante richieste e questioni da porre all’ASL Toscana Sud Est da parte dei sindaci del Casentino. Pensando però al comportamento degli stessi primi cittadini in altre occasioni in cui si doveva difendere la sanità nella vallata non crediamo ci sia da sperare in esiti troppo positivi.
Speriamo che, in questo caso, l’ostacolo sia comunque rimosso, perché la presenza del medico di famiglia è troppo importante, in particolare per un territorio come quello del Casentino.

(tratto da CASENTINO2000 | n. 313 | Dicembre 2019)