di Muzio Cordo – Sono passati tre anni dalla delibera di Giunta n° 79/17 del Comune di Pratovecchio Stia con cui si impegnavano quasi 78.000,00 € per il rifacimento di Piazza Mazzini a Stia. Il tempo non è bastato per mettere fine alla ristrutturazione del giardino del paese e le foto evidenziano la disperazione del Sindaco che non ha Santi a cui votarsi.
Dicevano i saggi che per forza non viene neanche l’aceto e che non tutte le ciambelle riescono col buco, ma nonostante le spese di manutenzione e ripiantumazione che fra acquisto di vegetali, mezzi comunali e dipendenti, continuamente impegnati in questi anni ammontino a decine di migliaia di euro, i giardini rimangono un’opera incompiuta e di pessimo valore paesaggistico. Ad oggi i tecnici non hanno ancora ben compreso se l’insuccesso derivi dalle varietà di piante sbagliate, dalla mancanza di sostanze organiche nel terreno o da qualche maleficio di antagonisti politici.
La realtà è che dopo tanti sforzi l’area, che dovrebbe essere il biglietto da visita di Stia, rimane un luogo che appare perennemente in devastazione, facendo immeritatamente da contraltare al salotto casentinese che è Piazza Tanucci.
Sono sempre più i cittadini che ironizzano e brontolano silenziosamente per paura di irritare il potere, ma anche perché rispettosi del proprio paese e dispiaciuti per vederlo in questo triste stato. Certo se fosse abbandonato si potrebbe perfino giustificare, non ci lavorano mai, non potano, non sfalciano, non zappano, non irrigano è chiaro che in questo caso il degrado sarebbe inevitabile, ma la cosa che rattrista è che nonostante le innumerevoli cure, quasi giornaliere, le piante non ne vogliono proprio sapere di apparire belle e rigogliose, così da allietare i nonni, le mamme e i nipoti che da tempo immemore amano giocare, parlare, meditare, anche se con qualche piccolo screzio generazionale, rendendo il giardino un luogo di socializzazione e crescita sociale del paese.
A questo punto, dopo tutte le risorse spese e con i modesti risultati ottenuti non rimane altro che tentare la carta della comunità. Tanti infatti sono i cittadini stiani che si dedicano a passatempi orticoli, anche se con fortune alterne, tanto che si potrebbe instaurare una collaborazione tra Amministrazione e cittadini per cercare, tutti insieme, di far diventare Piazza Mazzini un luogo vivo, di fatto lo è già, magari costruendo un giardino didattico con essenze della nostra foresta, supervisionato dai Carabinieri Forestali, insegnando ai bambini le caratteristiche delle varietà botaniche, magari coinvolgendo anche le scuole per far si che una sconfitta amministrativa possa tramutarsi in un successo collettivo.
Piange il cuore, e ancor più il borsello, non poter avere un giardino accogliente e curato, pensate cosa sarebbe il castello di Poppi se ci fosse il verde che lo circonda, insomma, i cittadini di Stia meritano un giardino degno di questo nome, soprattutto non sperperando il denaro pubblico.
Sembra sia giunto il momento di prendere il toro per le corna e se l’Amministrazione, malgrado tutte le energie profuse, non riesce a far riuscire il ragno dalla sua tana, i cittadini hanno il dovere di contrastare il giardino ribelle e di riportarlo sulla retta via o meglio piazza che dir si voglia, attendiamo volontari per il comitato “Piazza Mazzini ribelle”, se non ora quando?
Noi continueremo ad annusare l’aria, non potendoci nascondere tra i cespugli spelacchiati. Attenti al lupo.

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(tratto da CASENTINO2000 | n. 319 | Giugno 2020)