testi e foto di Andrea Barghi Goaskim – Da secoli il Gigante riposa disteso sulla Giogana, la lunga dorsale che separa la Romagna dalla Toscana. Il suo profilo si disegna all’orizzonte e, nelle sere di luglio, sembra volgere lo sguardo verso il cielo. La prima ad accorgersene è la Luna. Sale lentamente sopra le montagne e gli sorride. È un appuntamento antico. Entrambi sanno che questo è il mese dei grandi cieli stellati e non vogliono perdersi lo spettacolo che, da sempre, le Foreste Casentinesi offrono a chi sa osservare.
Luglio è il cuore pulsante dell’estate. A metà giornata il sole sembra dominare ogni cosa. La sua luce implacabile sbiadisce i colori dei prati, fa brillare l’asfalto e costringe uomini e animali a cercare riparo. Ma i veri gioielli di questo mese sono le prime e le ultime luci del giorno. I tramonti incendiano il cielo di arancio, di rosa e di viola indaco. La luce radente allunga le ombre e trasforma il paesaggio in un quadro che cambia di minuto in minuto. Anche le albe sembrano avere fretta di illuminare ogni angolo del Casentino, mentre le montagne si risvegliano lentamente. Poi arriva la notte.
La Luna attraversa la volta celeste in cerca del suo posto preferito. Da lassù osserva le foreste, i paesi addormentati e il Gigante che continua il suo silenzioso riposo. Sopra di loro la Via Lattea accende migliaia di stelle e il cielo sembra diventare infinito. La frescura della notte inganna soltanto chi guarda da lontano. I muri delle vecchie case e le rocce trattengono ancora il calore del giorno e lo restituiscono lentamente al bosco. Anche i profumi cambiano. L’odore dell’erba tagliata e seccata dal sole si mescola a quello pungente della resina che cola da pini e abeti. I fichi maturi diffondono il loro aroma dolce e selvatico, mentre i temporali estivi portano con sé il profumo della terra bagnata e dell’ozono. Le grosse gocce di pioggia cadono sulla polvere arroventata ed evaporano quasi subito, creando una nebbiolina leggera che sembra appartenere a un altro mondo.
Luglio vive di due ritmi opposti. Durante il primo pomeriggio tutto rallenta. Il caldo invita al riposo e all’introspezione. Poi, con il tramonto, ogni cosa si risveglia. Le persone tornano nelle piazze, i sentieri si popolano di escursionisti e le Foreste Casentinesi diventano un universo da esplorare. Il nome di luglio deriva da Iulius, il mese dedicato a Giulio Cesare. Ma, più che ricordare un uomo, questo mese sembra celebrare la pienezza della vita.
È diverso da agosto che sta arrivando, che porta già con sé un velo di malinconia. A luglio tutto sembra possibile. È il tempo delle avventure, delle passioni improvvise e delle passeggiate notturne sotto il cielo stellato. E mentre il Gigante continua a osservare la Luna, un richiamo attraversa le ultime luci del giorno. È il pigolio della Poiana. Con il suo volo avverte entrambi che il momento sta arrivando. Tra poco la Via Lattea apparirà sopra le Foreste Casentinesi e il Gigante e la Luna potranno assistere, ancora una volta, allo spettacolo che da secoli gli tiene compagnia.
Forse è per questo che, nelle sere di luglio, il Casentino sembra un luogo sospeso tra realtà e fantasia. Basta fermarsi un istante, alzare gli occhi al cielo e lasciarsi raccontare una delle sue antiche storie.



