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lunedì, 28 Novembre 2022

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Il Palazzo lontano dai cittadini!

di Mauro Meschini – Si sta ancora svolgendo in Regione toscana la seduta fiume del Consiglio per approvare la “nuova” legge sanitaria che il PD vuole imporre per boicottare il referendum chiesto da 55.000 cittadini.
Gli stessi cittadini che erano presenti ieri in piazza a Firenze, sotto il palazzo della Regione, per chiedere nuovamente che siano rispettate le norme che prevedono la possibilità di ricorrere al referendum e il diritto dei cittadini ad esprimersi con il voto.
Quei cittadini hanno trovato ad accoglierli carabinieri e polizia in assetto antisommossa ed enormi difficoltà ad accedere nel palazzo.
C’è stato anche un contatto tra i manifestanti e le forze dell’ordine schierate, mentre è stato impedito ad una delegazione di entrare per incontrare il presidente Giani a cui il Comitato Promotore del Referendum voleva ribadire le proprie richieste.
Anche i consiglieri regionali dei gruppi di opposizione sono scesi tra i manifestanti e hanno preso la parola per brevi interventi.
Le parola che più volte si sono sentite ripetere da tutti sono state: “Referendum” e “Democrazia”.
In effetti in questa vicenda non è solo importante il merito di quanto si sta discutendo, il contenuto delle pessime norme che minano le basi della sanità pubblica, già presenti nella legge 28/2015 e che il referendum vuole abrogare. Altrettanto fondamentale è il fatto che il PD, che rappresenta solo il 20% dei toscani e che ha la maggioranza solo grazie ad una legge che regala la maggioranza a chi maggioranza non è, sta cancellando i diritti dei cittadini e la reale possibilità di partecipazione dei cittadini stessi alle decisioni e alle scelte fondamentali per la vita di tutti.
Ma sembra che di questo nel gruppo PD sia anche vietato parlare. Infatti ascoltando ieri il primo intervento in aula del consigliere PD Scaramelli, presidente della commissione sanità, abbiamo sentito parlare di tutto, o meglio, abbiamo sentito presentare i presunti benefici di una legge che c’è già, visto che la legge che si sta discutendo contiene le stesse norme di quella in vigore e che si sta facendo queta folle corsa per approvarla solo per impedire ai cittadini di esprimersi. Quello che invece non abbiamo sentito mai nominare dall’esponente PD, e che è stato giustamente fatto notare anche dal Consigliere Stefano Mugnai, è la parola “referendum”, come se i 55.000 cittadini che hanno firmato la proposta del Comitato Promotore fossero trasparenti o, peggio ancora, inesistenti.
Non ci meraviglia questo comportamento messo in atto da un partito che ad ogni livello dimostra la sua avversione per le più elementari forme di democrazia. Certo è che, così facendo, anche con questa vicenda si sta scavando l’ennesimo fossato tra rappresentati e rappresentanti e si stravolgono le regole fondamentali che sono alla base del nostro ordinamento democratico (almeno fino ad oggi…).
La discussione in aula sta continuando, caratterizzata dai più di 16.000 emendamenti presentati dalle opposizioni.
Qualunque sia l’esito di questo confronto, possiamo, purtroppo, già anticipare un commento a quello che sta accadendo: una vergogna per la Toscana!

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