di Francesco Benucci – “Non sarà un’avventura”, così cantava il grande Lucio Battisti, auspicando un amore che non si riducesse a una sola primavera e che pertanto, a differenza di emozionanti e perigliose vicissitudini, non recasse impresse le stimmate della contingenza e della precarietà. Ma, come accade spesso nella vita, basta cambiare prospettiva, un po’ quello che ci induce a fare proprio il brivido di cimentarsi in peripezie inusuali, ed ecco che le sinfonie mutano note, le parole si mescolano, i punti di vista si modificano: così, volteggiando tra un albero e l’altro, appesi ad una carrucola, in equilibrio su tronchi, corde o ponti tibetani, potremmo scoprire che l’amore per l’avventura può dare sensazioni durature, consente ad ognuno di mettersi alla prova con sé stesso e con le proprie paure, distoglie da tutto ciò che è consuetudine, trasmette vitalità. Ed allora, magicamente, il ritornello che riecheggia nella nostra mente, diventa “sarà… un’avventura!”.
Chiedere, per conferme, a Claudio Cipriani e a Claudia Fuligni, creatori e gestori del “Parco Avventura Adrenalina” situato nel Parco Comunale Canto alla Rana di Stia. Ma, come ogni impresa che si rispetti, bisogna partire dalle radici, da quando uno Smartbox, regalato in occasione del compleanno di Claudia, li conduce in un piccolo parco avventura delle Marche: è proprio lì che scatta la scintilla, l’idea di proporre in Casentino un qualcosa di inedito e che oltretutto è connaturato in entrambi, come dimostra anche il loro percorso di studi, laureata in scienze turistiche lei, in scienze forestali lui. Se a questa passione condivisa e all’esperienza vissuta “sul campo” aggiungiamo la difficoltà nel trovare sbocchi lavorativi post laurea, il gioco è fatto: il futuro se lo sarebbero plasmati in prima persona, da buoni amanti dei percorsi forieri di avventura e perciò preparati, più di altri, ad affrontare i cosiddetti rischi del mestiere!

Così, dopo varie ricerche, i nostri si iscrivono ad un corso a Latina, atto a formare istruttori, soccorritori e costruttori di parchi avventura, per poi concretizzare il tutto in un primo tentativo, una sorta di test, in zona Scarpaccia ed infine per poi promuovere la realizzazione della struttura odierna nel luogo, il Parco Canto alla Rana, che meglio di ogni altro nelle vicinanze, si presta ad accogliere un complesso del genere; inizialmente, non essendoci molte tipologie di tale attività in Toscana e configurandosi perciò il progetto quasi come un salto nel buio, si presentano problematiche di tipo burocratico, eppure, grazie all’impegno e ai sacrifici di Claudio e Claudia, dell’architetto Silvia Giabbani, del Comune che viene incontro alle loro richieste, il Parco Avventura apre i battenti nel 2015, con una risposta da parte dei frequentatori, sia nei riscontri che nei numeri, ben oltre le aspettative: la nuova “attrazione”, veicolata anche tramite il sito e la pagina Facebook, beneficia del flusso turistico in crescita della nostra vallata e, al contempo, contribuisce ad attrarre più visitatori, in un proficuo do ut des. Ad oggi consta di 9 percorsi di varia difficoltà, dal più basso salendo via via di livello, tra arrampicate, ponti tibetani, carrucole e chi più ne ha più ne metta. Tuttavia, ciò che rende il complesso speciale è soprattutto la location, incastonata nel suggestivo contesto del Canto alla Rana, del fiume Arno ai primi vagiti, del verde quasi “primigenio” delle zone alto-casentinesi: insomma, il “nostro” parco… è differente! Se ne accorgono gli avventori, che non mancano di elogiarne la bellezza, ne sono, ovviamente, ben consapevoli i gestori, che hanno costituito un’associazione culturale che arreca beneficio alla comunità e all’area in oggetto, riqualificandola tramite donazione di tavolini da picnic, pulizia, smaltimento dei rifiuti, taglio dell’erba, mantenendo dunque, in ossequio a uno degli obiettivi iniziali, quel tratto fruibile per i turisti. A proposito di fruibilità, purtroppo, l’emergenza dovuta al Coronavirus ha toccato pesantemente questo aspetto: sono state annullate tutte le gite già fissate, sia scolastiche sia organizzate dagli stessi genitori, nel periodo primaverile, (soprattutto aprile-maggio), sono stati coinvolti nella criticità i centri estivi e le tappe, da tenersi in loco, di un gruppo motivazionale, “I guerrieri”, con sede a Firenze e ramificazioni in tutta Italia.

Eppure i nostri, che sovente trasformano le peripezie e gli imprevisti in pane per i loro denti, non si sono arresi, si sono rimboccati le maniche, e, nonostante una parte di stagione persa, sono ripartiti sabato 6 giugno, naturalmente con le precauzioni del caso: cambiano il numero di persone che possono salire sulle strutture e la dinamica di ingresso (più contingentati, distanziamento), subentrano la sanificazione delle imbracature e dei caschetti, sui percorsi obbligo di distanza di due metri (quindi sulla singola pedana massimo una persona) e di mascherina se nelle vicinanze ci sono persone non conviventi (in caso contrario si può abbassare), uso del gel per le mani, tutte misure che costano tempo e denaro, ma che consentono di svolgere l’attività in piena sicurezza e con modalità rispettose delle norme. Ad arricchire questo “nuovo inizio” ci sono inoltre vari progetti, alcuni messi momentaneamente in cantiere in attesa di tempi migliori, altri in divenire, come la costruzione di cestini per la differenziata (da installare a fine estate o il prossimo anno), altri ancora che partiranno “in prova”, come una modifica dei percorsi a livello di imbracature, con moschettoni “intelligenti”, in virtù dei quali non puoi sganciarti quando stai percorrendo le strutture, garanzia quindi di massima sicurezza: se quest’anno ne sono stati acquistati 10 da un’azienda francese, e perciò è già possibile utilizzarli, per la stagione ventura l’obiettivo è di estenderne l’uso a tutti i frequentatori. Anche queste iniziative, fanno intuire il punto di vista di Claudio e Claudia: malgrado si prospetti un’estate difficile, tutto quello che verrà sarà accolto con entusiasmo e soddisfazione, perché in certi momenti, nei mesi passati, sembrava dovesse saltare anche la sessione estiva, perché nel presente si gettano i semi per un futuro più radioso e perché, per passione, inclinazione personale e prospettiva di vita, nel Parco Adrenalina, ora e sempre, sarà… un’avventura!

Adrenalina 1

(tratto da CASENTINO2000 | n. 320 | Luglio 2020)