Eppur si muove, si dice. La fine dell’anno, oltre alla digestione rallentata per i troppi panettoni, ci porta la buona novella del PD di Stia che, risvegliandosi dal torpore che lo aveva avvolto per anni, denuncia con enfasi e orgoglio: “Tornino al Comune i servizi di prima!”. Così si legge nel comunicato inviato SOLO alla stampa di regime (non a noi quindi, il lupo perde il pelo ma non il vizio e il nuovo è già uguale al vecchio, purtroppo). In un colpo solo si sconfessa il dott. Grifagni, l’architetto maximo della politica casentinese, il vero timoniere delle scelte amministrative di questi nostrani tempi sciagurati e il presidente cacciatore Santini, che ormai non fa più il Sindaco di Stia da diversi mesi, appena lasciata la poltrona dell’Unione e accomodatosi in quella ultra comoda e foriera di chissà quali promesse del Parco. Già, l’Unione. Doveva essere la panacea di tutti i mali, la soluzione di tutti i problemi, ma si è rivelata quello che noi abbiamo detto sempre, inascoltati, un piccolo mobilificio sforna poltrone, il mitico carrozzone a 9 (già 8?) posti targato PD. Ora proprio il PD di Stia denuncia a gran voce (insieme con altri illustri soloni del Comitato dl SI) il ritorno in patria dei servizi, una volta associati. “Sarà la nuova amministrazione a decidere”. Quindi la lista del PD sarà contro l’Unione? O, dietro alla dettatura puntale dell’imperituro Ceccarelli, opterà per un altro si di partito e il nuovo piccolo comune Pratovecchio-Stia entrerà nell’Unione? Staremo a vedere, certo che ci sarà parecchio da scrivere (e da divertirsi)…
Il Badalischio