da Lista Civica Patto Comune – Una storiella bizzarra, ma non troppo, sul PEEP di Stia e la sua viabilità. In principio era viale 17 Partigiani che arrancando su per la collina in prossimità della chiesa del Poggio diventava viale Caduti di Montelungo e scendeva a picco in mezzo alle lottizzazioni popolari fendendo in rilevato il tutto PEEP per la gioia dei muri a retta che lo sostenevano baldanzoso: quante volte si montavano le catene per risalire fino in cima! Quante volte bloccati dalla neve si camminava a piedi fino a Stia attraverso le famigerate “SCALETTE” ghiacciate d’inverno ed incandescenti d’estate, quante volte si sentivano i vecchi imprecare che anche un Somaro sarebbe andato al paese in modo più intelligente: erano gli anni 80 e si lavorava e ci si inurbava, lo stato incassava il debito e gli italiani contenti facevano casa.

Arrivarono i mondiali del ‘90 ed i campi assolati del PEEP erano diventati ormai quasi tutti palazzi ed i ragazzi per giocare a pallone si sbucciavano gomiti e ginocchi sull’asfalto ruvido delle piazze: ma era ancora l’età dell’oro e la nostra Italia aveva ancora più debito da investire e da spendere. Mentre gli operai e gli impiegati si inebriavano con i bot e i megastore, il fior fior dei nostri paesaggisti, urbanisti e pianificatori partorì il famigerato “ALBERGO”, una struttura residenziale e ricettiva mastodontica mai entrata in funzione che portò alla realizzazione del passante via Pio Porri che finalmente dava agli abitanti del Peep la possibilità di transitare agevolmente anche nei mesi invernali.

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Nel 2000 la politica di espansione urbanistica, non si fermò, i nostri gaudenti urbanisti approvarono la “LOTTIZZAZIONE DI VIA PIO BORRI”, un treno di villette su terreno di riporto in frana sull’alveo del torrente che per la gioia delle imprese edili necessitò della messa in sicurezza con palificate e muri di sostegno di tutto il fronte di scavo della lottizzazione sul lato degli edifici esistenti: ad oggi quasi nessuno le abita e sono là a monito come l’ALBERGO, della qualunquistica lungimiranza urbanistica degli ultimi 40 anni di governo di questo territorio.

Il PEEP DI STIA da allora ha vissuto il degrado del tempo, l’assenza quasi totale di aree verdi, l’incapacità di convogliare socializzazione e ricambio generazionale: solo l’iniziativa di un prete, di un manipolo di uomini e donne consapevoli insieme all’entusiasmo di un gruppo di adolescenti valse a ricordare che anche al Peep si viveva e si sognava oltre che dormire: iniziò l’era della “FESTA AL POGGIO” che oggi ci allieta nelle sere di fine estate con buon cibo del posto musica ed allegria paesana. Oggi quegli adolescenti sono adulti e lontani e quegli uomini e quelle donne sono divenuti anziani, oggi la gente del PEEP DI STIA chiede di poter passeggiare verso Stia a piedi, con un passeggino, una carrozzina, una bicicletta e forse è così stanca dello scempio fatto che neanche più si accorge di quanto male è stato fatto al loro territorio ed alla loro percezione del senso di casa e di quartiere. LE COLPE DEI PADRI NON RICADANO SUI FIGLI… GIAMMAI!!

Vorremmo tuttavia riflettere sul fatto che il prestigio di una Amministrazione sia quello di consolidare i valori e limare le deficienze di un contesto urbano all’interno di un sano governo del territorio: crediamo che il PEEP di STIA abbia il suo punto nevralgico nella riqualificazione sociale ed urbana che potremo significare in più livelli:

  • Priorità di investimenti per punti di socializzazione, circoli, ambienti comuni di gestione e di svago, efficaci servizi di trasporto al paese, servizio ai bambini, alle mamme ed agli anziani.
  • Tentativo doveroso di riconversione dell’area dell’ EX ALBERGO.
  • Tentativo doveroso di inurbamento della LOTTIZZAZIONE DI VIA PIO BORRI ad oggi praticamente disabitata.
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A tali due ultimi scopi una Giunta lungimirante e popolare potrebbe mettere in conto di concentrare la propria forza politica e finanziaria nella mediazione per la riconversione di quelle aree devastate dall’incuria e dall’inutilità attraverso la messa in campo di tutte le opzioni giuridiche ed amministrative esplicabili, anche d’acchito alle primalità economiche che oggi afferiscono.

Detto questo, ben sappiamo che un’Amministrazione poco può fare su aree di privati, ma se volessimo essere arditi ed un po’ bramanti, quale Giunta non potrebbe glorificarsi di riconvertire un’area dismessa e quante ce ne sono!! Si perché sognare è ancora lecito, pardon, ancor più lecito è guardarsi dentro perché come dice il saggio chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia!

A riguardo della viabilità alternativa esortiamo e chiamiamo i cittadini alla discussione di un moto progettuale semplice, straordinariamente economico e fattivo, un progetto che viene dall’intimo, dalla natura e dalla fisica dei corpi terrestri e celesti… Il famoso moto del SOMARO che dalla piazza del PEEP, declinando la collina su un dolce sentiero ciclo pedonale, conduca al mai nato ASILO, oggi planetario – Perché a stia l’asilo c’era già – e quindi … a riveder le stelle.

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