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lunedì, 28 Novembre 2022

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Il (possibile) delitto perfetto contro la Costituzione…

Può sembrare un argomento lontano, per contenuti, si parla di normative nazionali, e per i tempi, il referendum confermativo sulle modifiche della Costituzione dovrebbe essere previsto a ottobre. Ma è invece un tema caldo e attualissimo, anche perché si parla della legge fondamentale del nostro Paese. Avremo modo di proporre riflessioni e commenti su questo tema, intanto è bene ricordare che il nuovo testo è stato approvato da un Parlamento dichiarato incostituzionale…

Ufficio stampa PRC Arezzo – Comunicato Stampa

Nel precedente comunicato, quando ho dichiarato che questo Parlamento non è legittimato a
stravolgere l’impianto costituzionale del 1948, sono stato da più parti accusato di dire una castroneria:
i detrattori sentenziano che non è assolutamente vero, perchè la famosa Sentenza della Corte n.
1/2014, che dichiara incostituzionale la legge elettorale “porcellum”, ha però riconosciuto pieni poteri
al Parlamento senza limitazione alcuna…Essi, però, mentono sapendo di mentire, così da fare
scientemente un’operazione di disinformazione di regime. Detta Sentenza, infatti, afferma che le
Camere – elette appunto con una legge dichiarata incostituzionale, soprattutto per la mancanza di una
soglia “minima” per l’assegnazione del premio di maggioranza – avrebbbero potuto continuare
nell’esercizio delle loro funzioni esclusivamente basandosi su un principio sì implicito all’ordinamento,
cioè sul principio della continuità dello Stato: tale principio generale, però, non legittima affatto un
esercizio delle funzioni prolungato nel tempo ma – al massimo, come affermato dalla stessa Corte –
molto limitato (al massimo 3 mesi). Si tratta dell’istituto della prorogatio, al quale fa riferimento la
Corte, previsto dagli artt. 61 e 77, comma 2, della Costituzione: ergo, un Parlamento eletto con premio
di maggioranza dichiarato incostituzionale, quindi con poteri e funzioni limitati nel tempo e che perciò
non era nemmeno autorizzato a finire la legislatura – come asserito dalla Corte – cambia forma di
stato e di governo e “scassa” la Carta…Il tutto con l’avallo di chi doveva garantire il rispetto della
Sentenza ma ha deciso vergognosamente di non intervenire, cioè il Presidente della Repubblica.
C’è stato anche chi mi ha accusato di dire bischerate, riguardo alla denuncia di un’esagerata
supremazia dell’esecutivo e di un forte squilibrio nella rappresentatività, derivanti dal micidiale
combinato disposto tra riforma costituzionale e nuova legge elettorale (cd italicum): anche in questo
caso si mente sapendo di mentire, perchè la fiducia sarà concessa o revocata soltanto dalla Camera dei
Deputati, e l’italicum assicurerà la maggioranza assoluta dei seggi alla sola lista che otterrà il miglior
risultato…Al ballottaggio, un partito anche non molto rappresentativo si troverà nella condizione di
formare il governo ottenendo il voto di fiducia della sola Camera dei Deputati: ergo, un partito
espressione di una minoranza anche esigua di voti potrà governare il Paese da solo….Ad esempio, un
partito con maggioranza relativa del 30% dei voti validamente espressi e con magari un 50% di
astenuti, otterrebbe la maggioranza dei seggi. Tutto, ma proprio tutto l’indirizzo politico si
concentrerebbe nelle mani dell’Esecutivo, anzi del suo Capo, con una Camera di soggetti nominati dai
partiti (grazie ai capilista bloccati) senza né garanzie né controlli, alla faccia (anche) della suddetta
Sentenza n. 1/2014, che ha affermato che la “rappresentatività” non dovrebbe comunque mai essere
penalizzata dalla “governabilità”.
Anche l’istituto dell’iniziativa legislativa popolare nasconde un imbroglio in realtà lampante: con la
scusa che – dopo – i testi predisposti dai cittadini avranno un iter certo di esame, viene innalzato il
numero di firme richieste da 50.000 a 150.000.
Tutte le critiche alla contro-riforma costituzionale, fatte sia nel precedente comunicato che in questo,
non significano che non ci siano punti specifici della Carta da modificare, integrare e correggere, ma
vogliono evidenziare l’assurdità di una revisione così estesa votata da un Parlamento sul quale pende
la Spada di Damocle di una sentenza della Corte Costituzionale, il “giudice delle leggi”, che nella
sostanza e innegabilmente lo delegittima, quantomeno per processi così vasti, complicati e delicati
come l’architettura di uno Stato: ho voluto solo sottolineare che il combinato disposto tra la riforma
costituzionale e quella elettorale costituiscono una miscela esplosiva che prefigura un modello
istituzionale basato sulla dittatura della maggioranza (che in realtà maggioranza non è) dove gli organi
di garanzia non si troverebbero più nelle condizioni di svolgere il ruolo di pesi e contrappesi. In
conclusione, in vista di una campagna referendaria che Renzi intende trasformare in un plebisicito su
se stesso, i cittadini devono sapere che la proposta del Governo configura una forma di architettura
costituzionale assai distante da quella ideata dai nostri Padri Costituenti (per la rappresentanza
politica, per l’equilibrio tra poteri, per la partecipazione democratica) molto “particolare”, inedita e
insolita per le democrazie occidentali. Per questo lavoreremo pancia a terra per far prevalere i NO…

Fausto Tenti, Segretario provinciale PRC Arezzo

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