di Mauro Meschini – Immaginiamo di fare una passeggiata tra Pratovecchio e Stia, magari in una giornata fredda ma con il sole e il cielo sgombro da nubi. Decidiamo di partire dal campo di calcio in erba di Pratovecchio, da quell’angolo che confina con l’area camper, o meglio per chi magari è poco pratico, lo spazio parcheggio che si affaccia sull’Arno. Ci fermiamo un attimo a osservare i cassonetti posti in bella mostra al suo ingresso e procediamo veloci superando il centro del paese e le scuole elementari. Arriviamo così appena dopo la stazione di Stia, il capolinea del nostro trenino.
Alla nostra sinistra si apre uno spazio in cui la vegetazione sta conquistando terreno e in cui si cominciano a vedere i primi alberi prendere forma, se ci avviciniamo è però anche possibile osservare che sotto la vegetazione ci sono i resti delle fondamenta di una costruzione, si tratta della vecchia scuola media di Stia abbandonata in tutta fretta e poi demolita perché non in regola con i requisiti di antisismicità. Andiamo ancora oltre senza indugio, superiamo anche Stia e entriamo nel parco del Canto alla Rana; qui, risalendo un po’, ecco un altro spazio destinato al parcheggio di camper, in cui già un paio di volte si sono verificati cedimenti di terreno. Anche qui solo la presenza di un cartello informa sulla funzione di quell’area che, a occhio, sembra solo un semplice parcheggio su un terreno sterrato. Qui si conclude la nostra passeggiata che ci ha permesso anche, passo dopo passo, di incontrare alcune fermate delle linee autobus, riconoscibili da qualche linea tracciata per terra e dai cartelli che spuntano come funghi dall’asfalto.
Ma che razza di passeggiata è mai questa? Potrebbe a questo punto esclamare qualcuno.
Avete ragione, perché dal punto di vista turistico e culturale questo itinerario ha offerto ben poco, ma lo scopo di queste righe non è fare promozione, vogliamo invece tornare a raccontare la storia di un progetto che, dopo più di 10 anni, non è ancora completamente realizzato, anche se dal punto di vista economico sta da tempo pesando sui cittadini di Pratovecchio Stia.
Si tratta del Project financing da 8 milioni di Euro che prevedeva la costruzione della nuova scuola media e la sua manutenzione e gestione per vent’anni; interventi sull’illuminazione pubblica di Stia con, anche in questo caso, la sua gestione ventennale; interventi di ammodernamento e gestione delle aree camper così come la realizzazione di pensiline alle fermate degli autobus. Nel pacchetto poi l’area dove sorgeva la vecchia scuola media veniva ceduta alla cordata che aveva promosso il Project per realizzarci… non si è mai capito cosa.
Ora era chiaro fin dall’inizio che, in questo grandioso progetto, l’opera veramente utile, una volta deciso di abbandonare la vecchia sede, era la costruzione della scuola, considerato anche che gli studenti dei due paesi hanno dovuto per alcuni anni frequentare le lezioni dentro ai container.
Per quanto ci riguarda abbiamo sempre pensato che sarebbe stato meglio puntare, attraverso un normale bando di gara, alla costruzione solo del nuovo istituto scolastico, senza vincolare la sua gestione e, soprattutto, senza mischiare nello stesso calderone realizzazioni che tra loro non avevano nessun legame o punto in comune e che alla fine sembra davvero che abbiano solo contribuito a rendere l’offerta complessiva più “faraonica”, ma anche oggettivamente più onerosa.
Dopo più di 10 anni dalla sua presentazione il progetto, a conferma anche delle considerazioni che abbiamo presentato poco sopra, ha visto concretizzarsi solo la realizzazione della scuola media, tra l’altro per quello che ci risulta mai ufficialmente inaugurata con il rituale taglio del nastro e il conseguente buffet; e gli interventi sull’illuminazione pubblica a Stia, che non sembrano aver però prodotto, almeno visivamente, risultati entusiasmanti. Il resto è ancora tutto sulla carta, le aree camper sono rimaste due spazi autogestiti e senza servizi, le pensiline poi sono ancora più realizzazioni fantasma e, probabilmente, nessuno ricorda più che erano state previste. Anche lo spazio su cui sorgeva la vecchia scuola media dopo la sua demolizione, sta diventando un’area abbandonata, più simile ad una discarica che ad uno spazio “verde”, una brutta cartolina di benvenuto per chi arriva a Stia. Il crollo del mercato immobiliare immaginiamo abbia bloccato eventuali progetti previsti o ipotizzati e, probabilmente, i tanti che ogni giorno transitano vicino a quest’area dovranno rassegnarsi in futuro a vedere ancora crescere disordinatamente una specie di bosco che sempre più cercherà di nascondere le macerie degli edifici che un tempo accoglievano studenti e professori.
Come dicevamo quello che invece puntualmente va avanti in questa storia è il pagamento delle rate da parte del Comune di Pratovecchio Stia, dove non ci risulta che nessuno, a cominciare dalle amministrazioni che si sono succedute, abbia mai ritenuto di chiedere conto ai promotori del progetto delle mancate realizzazioni.
Questo è davvero un particolare curioso, immaginate ancora, per fare un paragone, di andare in un giorno particolare a mangiare in un ristorante, intenzionati a regalarvi un menù speciale dall’antipasto al dolce. Bene, iniziate a mangiare e poi, dopo aver gustato crostini e tortelli, non vedete arrivare la bistecca con le patatine ma il cameriere con il conto, che vi chiede di pagare prima, forse, di poter mangiare anche il resto.
Non sappiamo se con questa similitudine abbiamo reso l’idea ma, se a qualcuno viene voglia di pensarci un attimo, forse la situazione non è poi così diversa. Oltretutto non è da dimenticare la solennità e l’insistenza con cui si è voluto prima proporre e poi avviare questo progetto, che pare però adesso aver perso un pezzo per strada. Speriamo che, anche se con almeno un decennio di ritardo, qualcuno si prenda la responsabilità di fare qualche verifica su quello che è stato fatto, su quello che si sarebbe dovuto realizzare e su quanto viene periodicamente pagato dall’Ente pubblico.
Sarebbe importante e gradito ricevere informazioni in merito al Project Financing, così potremmo finalmente capire se, in un futuro più o meno lontano, il turista che con il suo mezzo vorrà sostare nelle aree camper troverà oltre a spazi anonimi anche servizi che forse potranno spingerlo anche a tornare più volte da queste parti.
Potremmo anche capire se i cittadini di Pratovecchio Stia possono ancora sperare di avere, prima o poi, la possibilità di servirsi di comode pensiline collocate alle fermate degli autobus. Infine potremmo con piacere sapere quanto dovremo ancora avere sotto gli occhi l’intricata vegetazione che troneggia a pochi passi dalla stazione di Stia e se, visto che di progetti immobiliari in questo periodo è difficile che qualcuno abbia voglia di parlare, se non sia possibile pensare di realizzare in quello spazio qualcosa di utile per la collettività.
A questo proposito vogliamo provare a dare anche un nostro piccolo contributo facendo una proposta concreta. Considerato che l’area dove sorgeva la ex scuola media si trova a due passi dal palazzetto dello sport e, comunque, vicina all’altra palestra e alle scuola non sarebbe forse sbagliato realizzarci un percorso fitness all’aperto, con attrezzi e strutture adeguate allo svolgimento di attività fisica; oltre a questo, pensando a quello che non abbiamo adesso, potrebbe incuriosire anche la creazione di uno spazio, corredato di pedane, scivoli e quant’altro, dedicato a coloro che si cimentano in acrobazie con lo skateboard o che vorrebbero avere un luogo sicuro e protetto per utilizzare i pattini a rotelle. Non dovrebbe essere un progetto che richiede una spesa così elevata, inoltre non dovrebbe rischiare di intralciare o danneggiare altre iniziative, come per esempio è successo con il campo di calcetto e il “mezzo” campo di basket testardamente installati all’interno dello spazio dedicato alla Bierfest e a tante altre iniziative, che sono oggettivamente un vincolo e un limite allo sviluppo di progetti futuri.
Naturalmente offriamo questa nostra proposta gratuitamente all’amministrazione comunale e al paese di Pratovecchio Stia, a noi non interessa mettere la bandierina su questo o quel progetto e, fin da ora, rassicuriamo tutti sul fatto che faremo di tutto per non essere presenti al taglio del nastro e al buffet di un’eventuale inaugurazione.
Ma, a parte le ipotesi su quello che si potrà pensare di realizzare (sarà fatta proprio qui la nuova casa di riposo di Pratovecchio?), forse il modo migliore per concludere questo salto indietro nel tempo è chiedere semplicemente: ma a qualcuno interessa sapere come stanno veramente le cose e cosa è stato e sarà di questo progetto?

(tratto da CASENTINO2000 | n. 314 | Gennaio 2020)