Le lamentazioni del Sindaco Bernardini perché non hanno dato nessuna poltrona ai suoi adepti nella giunta della “nuova provincia”, non sappiamo se classificarle tra la barzelletta del giorno o il tentativo patetico di rilanciare il suo presunto civismo, messo a dura prova dopo gli evidenti inciuci casentinesi.

Lo avevamo già detto: se Bernardini voleva fare una cosa davvero “civica” e rivoluzionaria, aveva una strada sola. Non doveva presentare nessuna lista e lasciare il PD da solo a gestire questa caotica abolizione-non abolizione delle province. La sua lista, appoggiata da Forza Italia, è stata la foglia di fico che ha salvato una apparente confronto democratico, tutto in chiave Nazareno, come oggi si dice. Un modo per consolidare un rapporto di cogestione tra PD e Forza Italia, di cui Bernardini è stato lo strumento, più o meno consapevole.

Se fossimo Bernardini ci sfregheremmo le mani di soddisfazione per la vocazione suicida del PD e dei suoi esponenti che si stanno sacrificando per gestire in qualche modo una riforma fallimentare. Tanto è vero che molti presidenti delle province stanno pensando (giustamente, diciamo noi) alle dimissioni, di fronte alla impossibilità di gestire una situazione ingestibile: mancano le risorse finanziarie anche per pagare il personale oltre che per garantire la minima gestione e manutenzione delle strade e degli edifici scolastici (altro che “buona scuola”). E Bernardini si lamenta perché non hanno dato ai suoi uomini un posto in giunta? Dovrebbe fare salti di gioia, se fosse una vera opposizione!

Lo capiamo, povero Sindaco di Bibbiena. Ormai svelati i suoi accordi evidenti con gli esponenti che contano del PD casentinese, la sua integrazione con il sistema di potere per combattere il quale è stato eletto, doveva battere un colpo e rivendicare la sua diversità, per provare a salvare la faccia di fronte ai suoi elettori. Ma il suo comunicato è talmente burocratico, fiacco, vuoto, un piagnisteo quasi fatto per dovere d’ufficio, che più che una lamentela credibile è una conferma della sua definitiva conversione, come ha giustamente detto il capogruppo del centrosinistra di Bibbiena Paolo Volpi, alla politica politicante.

Luca Tafi, SEL Casentino