L’incontro – promosso dal sindaco Bernardini in qualità di Presidente della conferenza zonale della sanità – tra i vertici Usl, i sindaci e il Comitato della salute in montagna – ha avuto un esito assolutamente positivo. A dirlo è lo stesso sindaco di Bibbiena ed i rappresentanti dello Comitato, i quali hanno inoltre valutato in maniera positiva il Piano Sanitario Regionale e le sue ricadute sul Casentino, oggetto della riunione. Presenti a questo appuntamento oltre Bernardini e il Direttore Generale Desideri, il direttore sanitario, il dottor Montaini Direttore zona distretto, i rappresentanti del Comitato e il sindaco di Pratovecchio Anselmo Fantoni.
I punti salienti sui quali la valle ha avuto delle risposte importanti sono stati molteplici. Innanzi tutto sono state date rassicurazioni sul mantenimento del presidio ospedaliero e quindi del punto nascita, per il quale la valle si è battuta a più riprese.
Bernardini ha sollecitato – dandone un giudizio positivo – il processo di attivazione della Case della Salute, come necessario potenziamento dell’integrazione tra ospedale e territorio. “Condivido il modello in quanto capace di offrire garanzie nella continuità assistenziale, ma ribadisco la necessità di attuarle in tutte le zone in modo adeguato e capillare. Ritengo non più prorogabili, per questi motivi, la realizzazione di un centro siffatto a Stia e a Bibbiena presso i locali del vecchio ospedale, così da garantire una stretta collaborazione con le cure intermedie”. Per Bernardini questo è un punto indispensabile, a fronte di una inevitabile riduzione dei posti letto e dei tempi di ospedalizzazione. Quello del rapporto tra ospedale e territorio è stato un punto lungamente trattato dal Presidente della conferenza zonale il quale – pur riconoscendo l’importanza di un percorso di razionalizzazione delle spese – ha insisto a più riprese proprio su questo importante passaggio, da un lato per garantire alle famiglie dei servizi efficienti e dall’altro per non gravare ulteriormente sulle spese dei comuni in difficoltà.
Importanti rassicurazioni sono state fornite anche sul fronte del servizio della Guardia medica. A marzo – così è stato spiegato dalla Usl – verrà attivato un periodo di osservazione alla conclusione del quale la presenza territoriale della guardia medica verrà assicurata, anche se in forme ridotte, e secondo necessità.
Altro punto caldo, è stato quello della centralizzazione, su Arezzo, delle Chirurgia di Urgenza. A fronte di questo processo -valutato anch’esso in maniera positiva- è stato chiesto e quindi assicurato un potenziamento del 118, con la garanzia di un numero maggiore di ambulanze medicalizzate e di una copertura notturna del territorio.
Bernardini commenta: “Ritengo che a questo punto tocchi a noi vigilare in modo costante affinchè questo percorso, così concordato, venga concretamente realizzato, al fine di poter mantenere sul nostro territorio servizi efficienti guardando con maggiore attenzione alla spesa pubblica. In tal senso confidiamo anche nella serietà e professionalità dimostrate a più riprese dal Direttore Generale Enrico Desideri il quale, ha saputo ben coniugare, anche in questo difficile periodo, le responsabilità amministrative, le necessità tecniche, con una spiccata sensibilità politica per i territori

PS I sindaci del Casentino, escluso Bernardini e Fantoni, evidentemente ieri avevano altro a cui pensare oltre alla sanità del Casentino. Essendo tutti del PD forse pensavano alle elezioni?…
“Mandiamoli tutti a casa!” Vuoi vedere che è la strada giusta anche in Casentino?…