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venerdì, 2 Dicembre 2022

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Incubo incendi

di Mauro Meschini – Mentre scriviamo la colonnina di mercurio del termometro sembra tornata a segnare una temperatura più vicina a quella che usualmente si registrava durante l’estate. Ma ancora ci sembra di sentire il caldo opprimente che abbiamo avuto in alcuni giorni delle scorse settimane e, soprattutto, ci pare di provare di nuovo quella sgradita sensazione di impotenza che in alcuni momenti ci ha assalito mentre scorrevano sugli schermi della TV, del PC o di un cellulare le devastanti immagini degli incendi che hanno interessato l’Italia e tante altre parti del mondo. D’altra parte che non sia facile non rimanere impressionati da quelle immagini e da quello che hanno provocato lo dimostrano anche alcuni dati elaborati da Ener2Crowd.com, la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding ambientale ed energetico, insieme al GreenVestingForum (www.greeninvestingforum.it).

“A causa degli incendi che si sono sviluppati di recente in Italia, Canada, Grecia, Turchia e Siberia, nel solo 2021 sono state distrutti 3 milioni di ettari di foreste, pari 2,2 miliardi di alberi, con una conseguente immediata immissione in atmosfera di 1,5 miliardi di tonnellate di CO2, pari al 4,2% delle emissioni globali del 2020. […] la situazione è allarmante e ci allontana dalla strada verso una dimensione globale “net zero emission”, andando ad acuire il problema della deforestazione.[…] Il danno ambientale diretto legato all’aumento della CO2 causato dagli incendi è stimabile in circa 154 miliardi di euro, mentre gli investimenti necessari per compensare queste emissioni vanno dai 123 miliardi di euro necessari a finanziare progetti green accessibili tramite l’energy crowdfunding ai 246 miliardi di euro di costo di riforestazione diretto. […] È sempre più evidente come dobbiamo cambiare radicalmente i nostri comportamenti e ri-orientare gli investimenti verso la sostenibilità ambientale e la protezione del patrimonio naturale per evitare che si verifichino nuovamente questi fenomeni, spezzando un circolo vizioso, rallentando l’inerzia climatica a cui ci stiamo irrimediabilmente abbandonando”.

Ci è capitato di vedere in un recente pomeriggio una colonna di fumo alzarsi non lontano dal centro di Rassina, una situazione che sembra non aver prodotto eccessive devastazioni ma, nella situazione critica in cui viviamo, e non solo per ragioni climatiche, è apparsa comunque un evento preoccupante, l’ennesimo segnale che ci fa guardare al futuro in modo per niente tranquillo.

Forse è proprio il forte impatto che produce un incendio a renderlo ancora più temibile, alcune delle immagini a cui facevamo prima riferimento ci hanno fatto ritornare in mente “Segnali dal futuro”, un film del 2009 diretto da Alex Proyas e interpretato da Nicola Cage, in cui si racconta di un possibile scenario apocalittico che porta alla fine del mondo. Una delle scene più forti del film propone proprio un devastante incendio che distrugge boschi e uccide gli animali in fuga, qualcosa di molto simile a quello che, purtroppo, è accaduto anche in alcune regioni italiane.

Di fronte a tutto questo non resta molto di più da dire, è necessario invece agire e domandarsi se abbiamo fatto e siamo disposti a fare tutto ciò che è necessario per affrontare situazioni di emergenza che, probabilmente, si ripeteranno e, magari, anche fare di tutto per invertire una situazione climatica che sta mettendo a rischio il nostro territorio e la stessa possibilità di vita.

Anche il Casentino non è stato e non è esente da rischi e pericoli, siamo un polmone verde fondamentale per noi, per l’Italia e, nel nostro piccolo, per l’intero pianeta, ogni albero è prezioso, la foresta e la natura sono preziosi, cosa possiamo fare allora per rendere territorio ancora più sicuro?

Continuare a garantire e rafforzare una vigilanza antincendio ancora più attrezzata di uomini e mezzi potrebbe essere utile. Così come tornare a curare il territorio per mantenere i troppi terreni abbandonati e incolti maggiormente liberi da sterpaglie e erba, che potrebbero alimentare eventuali incendi. Ancora, invece di complicare la vita, e il lavoro, di chi opera nel taglio e nella cura dei boschi, si dovrebbero mettere e prevedere meno ostacoli normativi, ma dare semplici e chiari indirizzi che comprendessero anche la realizzazione di percorsi tagliafuoco e la manutenzione di strade e sentieri che, in situazioni di emergenza, siano utili per raggiungere anche le zone più impervie.

Il nostro ambiente, quello che possiamo ammirare facendo un giro su noi stessi e tenendo lo sguardo alto verso le cime dei monti, è, molto probabilmente, il tesoro più grande che abbiamo. Proteggerlo è, non solo un dovere, ma anche l’unico modo intelligente per garantire a noi e a chi verrà dopo di noi di scacciare i mostri che abitano i nostri incubi.

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