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sabato, 1 Ottobre 2022

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Istituto Palazzeschi: ad un passo dai cento anni!

di Riccardo Buffetti – Che il territorio Casentinese sia ricco di storie da raccontare, non ve ne è ormai alcun dubbio. Dai passaggi di Dante ai Conti Guidi, ancora oggi si riesce a toccare con mano, in modo concreto, le testimonianze delle strutture dell’epoca.

A Subbiano, in un periodo più recente rispetto ai nomi citati, è vicino a compiere un secolo di età l’Istituto “Orsola e Virginia Palazzeschi”. Nella storia antica di questo edificio c’è l’iniziativa di due donne alle quali è stato dedicato il nome sociale e il territorio stesso, il quale viene da molto prima del 1923: la nobile famiglia di Orsola e Virginia, possidente e benestante, ha fatto parte della Congregazione di Carità istituita subito dopo l’Unità d’Italia a Subbiano. Qui sono state educate le due sorelle, che negli ultimi decenni dell’Ottocento furono più volte nominate “Sovrintendenti della scuola femminile”. Alle due donne furono riconosciute delle caratteristiche importanti legate alla cultura, religione, amore per l’istruzione e l’educazione, disponibilità a venire incontro ai bisogni dei più deboli; questo caratterizzò il paese di Subbiano, poiché con testamento olografo, Orsola e Virginia, ebbero il desiderio di destinare i propri beni all’educazione e alla formazione dell’infanzia povera del proprio paese. In base alle disposizioni delle due benefattrici, Giuseppe Palazzeschi ebbe il compito di guidare la transizione del testamento che portò alla costruzione di due istituzioni parascolastiche di beneficienza, nel 1923: l’Opera Pia “Orfanotrofio Palazzeschi” e l’”Asilo Infantile Palazzeschi”. I due Enti avevano però un’identica aspirazione: avere un ambiente idoneo dove svolgere la propria attività. Solo nel 1929 il Consiglio di Amministrazione dell’Orfanotrofio deliberò di fondere in un Unico Ente le due Istituzioni di Beneficienza sotto la denominazione di “Orfanotrofio e Asilo Infantile Orsola e Virginia Palazzeschi”. Oggi, l’Istituto non è più un orfanotrofio e negli anni a seguire ha cambiato spesso attività principale, pur rimanendo un punto di riferimento sociale per il territorio.

«Dal 1995-96 l’Istituto è divenuto una Fondazione accreditata presso la Regione Toscana – ci dice Beatrice Lusini, attuale Direttrice e dai primi Anni Duemila all’interno della struttura. – Nato, appunto, come un ente di pubblica beneficienza, ha visto mutare le proprie attività ma non la funzione educativa e sociale. Ha ospitato, nel suo passato recente, anche un gruppo di suore missionarie francescane provenienti da Assisi rimaste fino al 1994-95, mentre prima ancora ha avuto modo di accogliere al proprio interno una parte della scuola. Dal passaggio a Fondazione il “Palazzeschi” – come viene chiamato dalle persone del luogo – ha iniziato a camminare con le proprie gambe; gestito da un consiglio di amministrazione composto da cinque membri, di cui tre scelti dall’Ente Comunale, uno dalla Curia e uno dal Provveditorato che, in maniera volontaria, portano avanti la direzione di questo istituto insieme ai 18 dipendenti».

Quali sono le attività pratiche che svolge oggi l’Istituto “Orsola e Virginia Palazzeschi”? «Per chi non conosce questa struttura faccio una premessa: l’istituto è da tanti anni un punto fondamentale per Subbiano e le comunità limitrofe. In passato era l’unica scuola dell’infanzia presente prima dell’arrivo di quella statale, mentre dal 2011 è l’unico nido nel territorio comunale; abbiamo anche un servizio di doposcuola per bambini di elementari e medie. Possiamo dire che seguiamo i bambini quasi dalla nascita fino ai 14 anni. Tantissime famiglie si sono rivolte a noi per i servizi che offriamo e ci hanno spinto, per via della grande richiesta come servizio, all’apertura del nido: ci siamo ottimizzati attraverso un lavoro di riorganizzazione dell’antico edificio principale per permettere che tutto funzionasse in modo esemplare. Io sono presente nella struttura da circa venti anni mentre da piccola più volte sono venuta a fare volontariato quando c’erano le suore e ho visto passare diverse generazioni di ragazzi e ragazze: adesso vedo qui i figli di coloro che abbiamo avuto da piccolini alla scuola dell’infanzia e questo ci dà grande orgoglio perché testimonia la nostra affidabilità e continuità nel lavoro; non è tutto scontato perché nella preferenza una famiglia potrebbe optare anche per la statale. La scelta della nostra struttura avviene forse per una parte per l’elasticità dell’orario, dalle ore 7,00 alle 18,00, abbastanza lungo appositamente per venire incontro alle esigenze delle famiglie, ma ci piace pensare che lo facciano perché il loro bambino/a si trova bene da noi per il clima e l’ambiente, meno spersonalizzante di una grande scuola. Siamo una famiglia allargata».

Quanti bambini fanno parte della vostra struttura? «A livello numerico quest’anno abbiamo avuto 31 bambini al nido (12-36 mesi), 40 all’ infanzia (3-6 anni) mentre nel doposcuola ospitiamo complessivamente più di 30 ragazzi».

Si avvicinano i 100 anni dalla nascita della struttura. Una ricorrenza importante per la comunità: avete già in mente delle iniziative in merito? «Certamente! Abbiamo pensato di celebrare al meglio il centenario della fondazione ufficiale dell’istituto con una serie di eventi, che in realtà sono già iniziati: il primo è stato un pranzo rivolto a tutta la popolazione che ci ha permesso di organizzare una raccolta fondi, c’è sempre bisogno del supporto di tutti per poter proporre nuove attività ed iniziative ai bambini. Poi, lo scorso fine giugno c’è stato un concerto in Piazza Castello a Subbiano. Ci piacerebbe, ma non ancora abbiamo definito nei dettagli l’evento , preparare una sorta di mostra/esposizione del materiale fotografico che è presente in Istituto relativo ai primi anni di attività, per far vedere alla gente quella che è ed è stata la storia del “Palazzeschi”: ci sono tante famiglie nuove e giovani che magari non hanno avuto la possibilità di frequentare e/o vivere le nostre esperienze. Siamo in piena fase di programmazione, abbiamo diverse iniziative in cantiere che pian piano andremo a realizzare». Veniamo da due anni difficili a causa della pandemia di Covid-19. Come avete gestito l’Istituto in questo periodo? «Sicuramente non è stato un momento facile: questi anni ci hanno dato un gran da fare! Dal punto di vista sanitario abbiamo sempre seguito le indicazioni governative e da quando è stato possibile riaprire siamo tornati a proporre attività, come ad esempio nel primo post-lockdown del 2020 con i campi estivi. Il dopo scuola negli anni pre-Covid era un servizio molto più frequentato, non siamo ancora riusciti a tornare ai numeri precedenti perché comunque questi due anni ci hanno segnato in modo pesante dal punto di vista della proposta delle attività che avevamo: dal laboratorio di lingua inglese, al teatro o ai percorsi musicali e collaterali. In questi due anni li abbiamo dovuti stoppare, ma siamo convinti di poterli riprendere molto presto. È stato faticoso per noi, ma in particolar modo per i bambini».

Generalizzando, quali sono state le maggiori difficoltà che avete riscontrato nei bambini causate da questo periodo? «Credo che dobbiamo tracciare due linee diverse. La prima dedicata al nido e l’infanzia, i quali più o meno hanno avuto le stesse reazioni o stessi modi di approccio alla situazione; dall’altra il doposcuola, ovvero i bambini più grandi, che con la didattica a distanza hanno vissuto dei momenti non semplici ed hanno dovuto nella maggior parte dei casi autogestirsi e senza un supporto di un adulto si sono trovati in qualcosa di più grande di loro, affrontato senza avere gli strumenti adatti. Certamente, anche i piccolini hanno sofferto la situazione e una delle caratteristiche che li differenzia dagli anni passati è l’agitazione, oltre alle difficoltà nel fare attenzione, nel concentrarsi e nell’ascoltare. Forse devono solo ritrovare la dimensione della loro serenità, bisogna lavorarci tanto. I nostri educatori sono adibiti anche a questo, cercheremo di fare del nostro meglio per riuscire a trovare soluzioni a questi disagi causati dalla pandemia».

Siamo ancora estate, ma i programmi per il prossimo anno scolastico immagino siano già in corso… «In vista di settembre abbiamo già coperto tutti i posti a disposizione per l’asilo nido, dovendo mettere delle liste di attesa per via delle richieste. Per la scuola dell’infanzia ancora ci sono dei posti a disposizione mentre per il doposcuola sono già aperte le iscrizioni. Su questo settore mi preme ricordare la pluralità di servizi per la famiglia: dall’accoglienza prima dell’orario scolastico, all’accompagnamento a scuola e ripresa nell’uscita, pranzo, compiti, studio, gioco… insomma, diverse possibilità per ogni esigenza. Sempre a settembre inizierà l’accoglienza per i bambini del doposcuola in attesa della ripartenza dell’anno scolastico. Ci aspetta un nuovo e importante anno, e noi siamo felici di accoglierlo».

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