di Muzio Cordo – Strano posto il Casentino, tutto sembra andare al contrario, di questo molto spesso incolpiamo i politici, ma forse invece dei pinoli chianini, noi nel capo ci s’ha le castagne. Negli ultimi tempi ho girato nei bar casentinesi e ne ho sentite di tutti i colori. Intanto le persone non comprendono perché molte scuole sono state rinnovate mentre i bambini non nascono più, grazie anche alla chiusura del Punto Nascita del nostro ospedale, invece di case di riposo serie non se ne vedono all’orizzonte mentre gli anziani soli, i cui figli sono emigrati altrove, sono in aumento.
Eppur qualcosa si muove.
A Pratovecchio Stia, sembra avvicinarsi il nuovo asilo, o meglio scuola materna, da due milioni di Euro che rischia di rimanere una cattedrale nel deserto se non c’è un’inversione di tendenza nelle nascite. Ma quello che sconcerta sono i rumors sulle due Case di Riposo, pare infatti che un ricco imprenditore sia disposto a finanziare una moderna struttura nel vecchio lanificio a Stia e che tal progetto sia di gradimento all’Amministrazione che di conseguenza non è più interessata a procedere alla ricollocazione della RSA di Pratovecchio da Piazza vecchia a Piazza del mulino.
Un brutto colpo per la Cooplar che vede a rischio non solo i posti di lavoro, ma anche una fetta importante del suo futuro, si, perché a gestire la nuova struttura pare sia più gradita l’Agorà, che a questo punto scaricherebbe la Misericordia di Stia che dovrà trovare un nuovo socio per adeguare l’attuale RSA.
La cosa è molto ingarbugliata e Pratovecchio, un tempo all’avanguardia nell’assistenza agli anziani soli, rischia di perdere la casa dei nonni e una cooperativa, che nel tempo non è mai fallita e ha sempre pagato i propri collaboratori, a differenza di altre organizzazioni simili a scatole cinesi.
La gente in piazza e nei bar non capisce il silenzio dell’eminenza grigia pratovecchina, ispiratore della locale cooperativa e che pare controlli all’interno della maggioranza almeno quattro consiglieri i quali sembra abbiano avallato l’operazione, perché se ne fossero all’oscuro sarebbe ancora più sconcertante.
A Poppi si rimane inchiodati sulla struttura di Cerromondo, con piscina riabilitativa ancora non funzionante nonostante almeno due inaugurazioni già effettuate.
Bibbiena non pervenuta, il capoluogo casentinese non ha RSA ma sembra che l’Amministrazione abbia in animo, o meglio, per ora nei sogni, la realizzazione di una struttura per i nostri nonni.
Ciclovie inaugurate ma ancora non terminate, gestione dei rifiuti onerosa e inefficiente, a Rassina la cementeria brucia circa 20.000 t. di CDR l’anno, ma nemmeno un grammo del nostro pattume, che finisce in discarica nel Valdarno, ma questo le scuole di vallata non lo hanno raccontato ai nostri ragazzi, giustificati in alcuni casi per l’assenza dalle lezioni necessaria a partecipare alla giornata di protesta organizzata da Greta.
Vogliamo parlare di Parco Nazionale? E della presidenza rinnovata non appena il governo si è di nuovo tinto di fucsia? O di lady Bonifica che ora ha in mano le sorti del nostro assetto idrogeologico ma che ancora non sembra aver inciso sul nostro territorio che prima o poi riceverà tutta l’acqua che fino ad ora ha scarseggiato?
Ospedale e viabilità, lavoro e cultura? Torneremo anche su questi argomenti.

(trtto da CASENTINO2000 | n. 312 | Novembre 2019)