di Fabio Bertelli – La modernità ci spinge a vivere in fretta. Ogni giorno corriamo dietro agli impegni, lasciando indietro la bellezza delle piccole cose. Ma in una parte intatta e autentica della Toscana, il Casentino, si sta concretizzando una proposta che ci invita a rallentare, a respirare, a osservare. Si chiama La Casentina, ed è una ciclostorica che unisce paesaggi mozzafiato, spirito comunitario e passione per la bicicletta d’epoca. L’appuntamento è per domenica 24 agosto 2025, con partenza da Castel San Niccolò. Tre i percorsi proposti, di 30, 58 e 85 chilometri, pensati per ogni livello di preparazione, ma con un obiettivo comune: far vivere un’esperienza immersiva nel territorio, nel gusto, nella storia.
Ne parliamo con il sindaco Antonio Fani, promotore convinto dell’iniziativa e profondo conoscitore della sua terra.
Sindaco, come nasce l’idea di questa ciclostorica? «La Casentina nasce da una riflessione condivisa: abbiamo una valle straordinaria, piena di storia, arte, natura, ma ancora poco conosciuta al grande pubblico. Volevamo creare un evento capace di raccontarla in modo autentico, lontano dai ritmi frenetici del turismo mordi e fuggi. Da qui l’idea della ciclostorica, che è molto più di una semplice pedalata: è un’esperienza sensoriale, culturale, affettiva. La bici d’epoca, con la sua semplicità, ci costringe a rallentare, a osservare i dettagli: un castello che spunta tra gli alberi, una chiesa romanica, un vecchio ponte in pietra. I percorsi sono stati pensati proprio per attraversare questi luoghi, offrendo ai partecipanti la possibilità di ‘sentire’ il territorio. Non volevamo solo organizzare un evento sportivo, ma dare vita a una giornata che resti nel cuore. Credo che la bellezza vada vissuta con lentezza, e La Casentina è nata per questo. Riuscire a staccare la spina dallo stress quotidiano e poter trascorrere una giornata circondato dalla natura e da tante altre persone che, come noi, condividono lo stesso amore per la vita. È un’esperienza che solo un territorio come il Casentino ed iniziative come questa possono dare».
Il tema della ‘vita lenta’ sembra centrale in questo progetto. È una scelta culturale? «Assolutamente sì. In un mondo che corre, noi vogliamo proporre un modello diverso. La vita lenta non è nostalgia o rinuncia, è qualità. È il desiderio di ritrovare il ritmo giusto, quello che rispetta la natura, le persone, le tradizioni. In Casentino questo approccio è naturale: è una terra che non ha mai ceduto del tutto alle logiche della quantità, dove ancora si vive con il tempo della terra, delle stagioni, delle relazioni umane. Pedalare su una bici storica, su strade sterrate, tra i boschi e i borghi, è una scelta precisa: significa mettere da parte la prestazione per privilegiare l’emozione. Ogni chilometro percorso sarà un’occasione per incontrare volti, gustare sapori autentici, ascoltare storie. È un viaggio dentro la nostra identità, una vera e propria riscoperta del proprio Io».
Chi sono le persone e le realtà che hanno reso possibile La Casentina? «Dietro questo progetto c’è un vero e proprio lavoro di squadra ed è fondamentale dare a tutti il giusto riconoscimento. Innanzitutto, ci tengo a ringraziare i nostri giovani consiglieri comunali, Alessandro Madiai e Paolo Quaratesi. Alessandro ha curato le relazioni tecniche e segue con passione ogni dettaglio del progetto, mentre Paolo ha svolto un ruolo fondamentale nel coordinamento logistico e nella visione di lungo periodo. Fondamentale è stata poi la collaborazione con l’Associazione MTB Casentino. Il presidente Maurizio Cipriani e il nostro concittadino Silvio Basagni hanno messo a disposizione esperienza, tempo e una conoscenza straordinaria del territorio, aiutandoci a tracciare percorsi belli ma anche sicuri e sostenibili. Per la comunicazione, Francesco Zampella ha saputo raccontare La Casentina con un linguaggio moderno e coinvolgente, costruendo una narrazione coerente attorno ai valori dell’evento. Al suo fianco Irene Perini, che ha curato tutta la parte grafica e il merchandising, creando maglie, t-shirt, felpe e gadget di altissimo livello, capaci di trasmettere con eleganza l’anima dell’evento. Infine, un grazie sentito va alle tante aziende locali che hanno creduto in noi e hanno deciso di sostenere La Casentina come sponsor, oltre alla Regione Toscana, che ha riconosciuto il valore culturale e turistico del progetto. È la dimostrazione che, quando un territorio fa squadra, può creare qualcosa di grande».
Cosa si troveranno di fronte i partecipanti il giorno dell’evento? Perché scegliere di esserci? «Chi verrà a Castel San Niccolò il 24 agosto vivrà una giornata unica. A partire dal villaggio partenza, con stand, musica, prodotti tipici, esposizioni di bici d’epoca. Ogni partecipante riceverà un kit con merchandising ufficiale e potrà scegliere il percorso più adatto alla propria preparazione: da quello breve per le famiglie a quello più impegnativo per i ciclisti esperti. Ma in comune ci sarà sempre un’atmosfera di condivisione, accoglienza, bellezza. Lungo il tragitto, ci saranno punti ristoro con degustazioni di prodotti locali: pane cotto a legna, salumi, formaggi, vini del territorio. E poi le pievi romaniche, i castelli, i boschi del Parco delle Foreste Casentinesi. Sarà possibile visitare luoghi normalmente poco accessibili, grazie alla collaborazione di realtà culturali e associative. E al termine della pedalata, ci aspetta un grande pasta party aperto a tutti, con musica e intrattenimento. Un momento di convivialità al quale, purtroppo, siamo sempre meno abituati nella confusione e nella freneticità della vita di tutti i giorni. Ma oltre all’evento in sé, quello che invitiamo a scoprire è l’anima del Casentino: un luogo dove la qualità della vita si misura con il tempo che si dedica alle relazioni, con il silenzio dei boschi, con la semplicità di un prodotto genuino. Partecipare a La Casentina è un modo per entrare in sintonia con tutto questo».
Un’ultima riflessione per chi ancora non conosce il Casentino. Perché visitarlo attraverso La Casentina? «Perché il Casentino è una perla nascosta. È la valle dove nasce l’Arno, ma anche dove sono nati santi, artisti, artigiani. È un territorio che ha saputo conservare la sua identità, la sua armonia tra uomo e natura. Le sue pievi, i suoi castelli, i borghi in pietra non sono solo attrazioni: sono testimonianze vive di una storia profonda. Riscoprirle in sella ad una bicicletta può essere l’occasione utile per ammirare ed apprezzare edifici, luoghi e bellezze naturali che, nonostante siano a pochi chilometri di distanza dalle nostre case, in altre occasioni difficilmente avremmo il modo di osservare. La Casentina è l’occasione perfetta per scoprirlo da dentro, in punta di pedale, nel pieno rispetto del territorio. Vi invito a venire non solo come ciclisti, ma come viaggiatori. Perché chi viene qui, spesso poi ritorna. E non solo per pedalare».
Ringraziando nuovamente il Sindaco Antonio Fani per la disponibilità, la visione e la passione con cui, insieme alla sua squadra e a tanti volontari, sta dando forma a un progetto capace di unire sport, cultura e territorio, non ci resta che ribadire il nostro invito a tutti i lettori affinché possano partecipare il più numerosi possibili all’evento. Tutte le informazioni sono leggibili nel sito internet www.lacasentina.it. Qui troverete il link dove potervi registrare e qualsiasi risposta ai vostri dubbi e alle vostre perplessità.
In conclusione, partecipare a La Casentina significa molto più che prendere parte a un evento ciclistico: è un gesto d’amore verso un territorio che merita di essere vissuto, raccontato, protetto. È un’occasione per riscoprire l’essenza di una valle che ancora oggi conserva intatto il suo fascino, tra castelli, pievi, strade bianche, vigneti e foreste. Il Casentino è un luogo che ti accoglie con discrezione e ti conquista con autenticità: non ha bisogno di effetti speciali o di montaggi tramite intelligenze artificiali, perché la sua bellezza è semplice e profonda.
A tutti gli amanti della bicicletta, della natura e delle emozioni genuine: vi aspettiamo a Castel San Niccolò il 24 agosto. Che siate ciclisti esperti o semplici curiosi, non importa. L’importante è esserci, respirare quell’aria buona di montagna, incontrare volti sorridenti e vivere il Casentino con il cuore aperto.
Perché “La Casentina” non è solo una pedalata. È un’esperienza da ricordare.



