di Terenzio Biondi – I torrentisti casentinesi sono tutti particolarmente attaccati alla Chiesina di Montalto, quel solitario oratorio dedicato alla Madonna poco a monte di Papiano, lungo il sentiero che porta a Vitareta e poi prosegue fino al Lago degli Idoli e a Capo d’Arno.
E ciò per un motivo semplicissimo: nel grande prato di Montalto davanti all’oratorio, attrezzato con tavolini e sedili di legno, ci fermiamo sempre dopo una giornata di pesca alla trota nel Vadarello, quel piccolo fosso tutto cascatelle e buchette abitate da tantissime fario autoctone che scorre nella gola di Montalto circondato da meravigliosi castagneti secolari.
Sì, il ritorno all’auto che ci aspetta a Poggiolo di Papiano è abbastanza lungo, anche se tutto in leggera discesa, e una sosta a Montalto è obbligatoria (e piacevole). Comodamente seduti sui sedili di legno, all’ombra di grandi castagni, ci riposiamo; ci facciamo anche uno spuntino e ci dissetiamo bevendo l’acqua che sgorga dalla fonte al centro del prato. Da Montalto un panorama stupendo: all’estremo orizzonte la catena del Pratomagno e sotto di noi tutta la vallata casentinese con i castelli di Romena e Poppi.
Fantastico! E capisci alla perfezione perché l’Oratorio di Montalto venga da sempre chiamato anche Oratorio della Madonna di Belvedere. La storia della Chiesina di Montalto è particolarmente suggestiva. Le prime notizie le troviamo in un documento del 1577 della Comunità di Porciano, dove si legge che in quell’anno fu deciso di costruire una Maestà o edicola sacra sulla “strada presso la fonte di Montalto… e questo per utile dei viandanti, pecorai et contadini, che non hanno dove posarsi al coperto, quando piove o nevica…”.
Nel 1588 l’edicola sacra con un affresco della Madonna era già stata eretta. Ma era piuttosto piccola per offrire un sicuro rifugio ai tanti pastori e viandanti, e così quasi un secolo dopo, nel 1665, il Conte di Urbech Giovanni Mazzoni si fece promotore di una raccolta di offerte per costruire un vero oratorio che sostituisse la maestà e fosse una degna dimora per la splendida Madonna di Montalto. L’Oratorio fu portato a termine nel 1669, e pochi decenni dopo fu costruito l’ampio porticato davanti alla chiesa.

L’altare in pietra arenaria fu costruito nel 1676 (in basso si legge ancora oggi l’iscrizione scolpita: A.D. MDCLXXVI DEIPARAE VIRGINI PIORUM RELIGIO HANC SACRAM DEDICAVIT ARAM). E sopra l’altare una piccola edicola contiene l’affresco, attualmente in fase di restauro, della Madonna col Bambino: la Vergine, in veste rossa e manto azzurro, appoggia la mano sinistra sulle spalle del Bambino, ritto sulle sue ginocchia, e lo accarezza con la mano destra; il Bambino, coperto dal solo perizoma, benedice con la mano destra.
Un Oratorio custodito da sempre con amore e devozione dalla gente di Papiano, che provvede a conservarlo e a restaurarlo, come si può leggere nella piccola lapide in marmo bianco sopra la porta: LA POPOLAZIONE DI PAPIANO E DI GAVISERRI RESTAURAVA L’ANNO 1949 QUESTA CAPPELLA IN TESTIMONIANZA DELL’AMORE A MARIA.
Un ambiente fantastico, circondato da una natura incontaminata e bellissima dove spiccano gli enormi castagni della selva di Montalto, che per secoli e secoli hanno sfamato con i loro frutti la gente di Papiano, e attraversato dall’antica via che fin dai tempi degli Etruschi collegava il Casentino con la Romagna.
Un ambiente su cui vigila da tanto tempo la meravigliosa Madonna di Montalto, venerata da secoli dalla popolazione di Papiano, che ancora oggi la prima domenica di luglio di ogni anno raggiunge a piedi l’Oratorio di Montalto per celebrare la festa della Madonna di Belvedere.
I RACCONTI DEL TORRENTE Storie vere, leggende, incontri… nei torrenti del Casentino è una rubrica a cura di Terenzio Biondi


