«Treni cancellati, capitreno picchiati da vagabondi, passeggeri costretti a viaggiare con l’ombrello aperto per le infiltrazioni, oppure stipati come bestiame. E, proprio due giorni fa, come se ne avvertissimo la mancanza, si è aggiunto l’incendio della carrozza del regionale 11805 alla stazione di San Giovanni Valdarno. Quella dei pendolari aretini non è un viaggio verso il lavoro, ma un girone infernale da percorrere due volte al giorno».

È il commento del capogruppo di “Più Toscana”, Antonio Gambetta Vianna, che punta il dito sulla morsa di degrado e disservizi che negli ultimi mesi ha stretto le linee ferroviarie aretine, tra cui anche la linea Stia-Arezzo percorsa dal treno del Casentino che ogni giorno accompagna a scuola e lavoro centinaia di persone. Un bacino di utenza martoriato dalla fatiscenza dei convogli sui quali il consigliere ha presentato un’interrogazione per far luce sui maggiori disagi lamentati dai passeggeri. «Vogliamo sapere con esattezza quando avverrà la tanto agognata sostituzione con i vagoni Vivalto e quando i passeggeri potranno finalmente interrompere questo calvario. Odissea fatta di disservizi – spiega – come quelli lamentati da alcuni pendolari, in riferimento al treno delle 6:30 in partenza da Stia, dove si parla di impossibilità di tenere chiusi i finestrini se non grazie alle tende parasole. Un vero e proprio caos che non credo fosse previsto nel contratto stipulato fra Regione e l’ente gestore della linea.

Ricordiamo a Ceccobao – commenta il consigliere – che ora non è più il sindaco di Chiusi, ma è l’assessore regionale al trasporto pubblico. Per questo motivo è inevitabile che riservi lo stesso grado di attenzione nell’affrontare non solo i problemi dei pendolari del senese, ma anche quelli aretini».