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mercoledì, 30 Novembre 2022

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La forza della solidarietà

di Matteo Bertelli – Il Casentino non è indifferente a ciò che accade in Ucraina. Siamo umanamente vicini, a priori dei pensieri politici e ideologici potenzialmente divisivi, ai cittadini ucraini che stanno vivendo sulla propria pelle un dramma, una vera catastrofe.
Non servono tante parole, non c’è bisogno di un’introduzione sagace per raccontare quello che alcune realtà locali stanno facendo per aiutare, secondo i propri mezzi, alcuni meno fortunati.

Ci sono privati generosi e coscienziosi che nel silenzio delle loro case, senza sbandierare nulla, hanno già donato attraverso i molteplici canali aperti. E non mancano anche le associazioni locali, come la proloco di Partina “Tobia Scatolini”. Queste hanno già messo a disposizione beni per il valore di centinaia di euro. Gesti che sono complementari a tutto ciò che già si sta muovendo da un punto di vista di sensibilizzazione culturale e sociale, importante per far capire non tanto chi è il buono e chi il cattivo, ma chi sta soffrendo e deve essere aiutato.

Per questo Casentino Senza Frontiere, assieme ai volontari della sezione di Pratovecchio-Stia di ADRA Italia, si impegna a portare avanti la catena di montaggio più solidale che si possa raccontare: vengono raccolte le donazioni, vengono analizzate e smistate secondo i prodotti e le esigenze, si inscatola e raggruppa per poi spedire i colli nelle zone maggiormente bisognose di aiuti, sfruttando canali umanitari aperti, nella speranza che qualcosa cambi e possibilmente in meglio.

Tornando ai fatti, domenica 6 marzo è partito il primo carico di aiuti in direzione Ucraina e, citando la comunicazione dell’associazione stessa, possiamo esultare assieme a loro per i dati: sono stati raccolti circa 35 quintali di beni, caricati e partiti attraverso il canale umanitario di Alexandra Timar-Îngeri pentru suflete, una realtà con cui hanno avuto già collaborazioni all’attivo.

Ma dopo questo primo intervento l’intenzione è quella di non fermarsi, vista la continua escalation di eventi tragici. Al momento sta crescendo la richiesta di aiuti, nuovi centri di raccolta che chiedono una mano per poter dare un barlume di speranza a tutti coloro ai quali sembra negata, tanto che la voglia di continuare a fare del bene si è trasformata praticamente in una necessità.

Casentino Senza Frontiere ci ha confermato di essere in contatto con Colors for Peace, una realtà che ha centri operativi sia in Romania che in Ucraina e che ha già provveduto a portare a termine una raccolta sostanziosa e gratificante, coinvolgendo le città di Lucca e Firenze.

Il lato positivo, se così si può definire senza apparire troppo cinici, è che questi canali non vengono aperti per il solo sforzo degli associati, ma nascono grazie all’impegno dei volontari appositamente per coprire l’enorme mole di aiuti che stanno arrivando da chiunque. La forza che l’Europa tutta sta dimostrando, nei limiti imposti da quel buonsenso che prevede l’invio di aiuti umanitari o donazioni, senza interventi militari – e che, chissà, magari potrà cambiare portando a eventi ben più tragici –, ha bisogno di essere riconosciuta. Perché è un dovere morale aiutare e noi non stiamo mancando a questo dovere.

A tal proposito, parlando direttamente con l’associazione, abbiamo voluto chiedere loro un commento su quanto sta succedendo. Non tanto sulla guerra, per quello ci sono poche parole, ma sulla generosità dei nostri concittadini.

«Possiamo dire che il sentimento condiviso all’interno di entrambe le associazioni che stanno promuovendo l’iniziativa è lo stupore per la risposta della popolazione a questa raccolta. Non ci aspettavamo assolutamente un simile riscontro: siamo stati contattati da varie realtà, anche esterne alla vallata, che hanno espresso il desiderio di collaborare, e da privati che hanno messo a disposizione le loro attività come punti di raccolta lì dove non ne avevamo. Siamo stati letteralmente travolti da un’ondata incredibile di solidarietà, che in una situazione storica come quella attuale non può che renderci felici e orgogliosi della comunità di cui facciamo parte».

Abbiamo voluto mettere per intero tutto il commento ricevuto, perché è potente e vive da solo. Non avrebbe bisogno di ulteriori parole, solamente una grande ringraziamento a tutti i volontari e a tutti i donatori, passati, presenti e soprattutto futuri. E un grande incoraggiamento a continuare a fare del bene in uno dei momenti della storia moderna più tristi, atroci e bui.

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