Ancora una volta in Casentino, dopo l’ultimo referendum (bocciato) tra “i cinque comuni con Chiusi della Verna che partecipava ad entrambe le proposte di fusione (Chiusi della Verna, Chitignano, Castel Focognano, Bibbiena, Ortignano) ” per le fusioni di fine ottobre 2017 e dopo il referendum sul Comune Unico di qualche anno fa (bocciato) si respira l’aria artefatta di altri tentativi di fusione (segnatamente la fusione/annessione OrBi ovvero Ortignano- Bibbiena). Queste fusioni “forzate” sono da ritenersi, in base ad evidenze di fatto, inconferenti(nessun vantaggio immediato in termini economici o di miglioramento della qualità della vita) e intempestive (i cittadini casentinesi si sono già espressi più volte negli ultimi anni!), costose ( decine e decine di migliaia di euro pagate sempre dai cittadini!) ma anche pretestuose e volte ad alterare gli equilibri democratici usciti dalle urne nelle ultime elezioni con un quadro politico locale e regionale assolutamente mutato per l’affermazione di partiti (M5S e Lega) che fino ad ora in Casentino non erano molto rilevanti. La peculiarità della democrazia consiste nel rispetto delle leggi sulla “temporaneità/turnarietà dei poteri di rappresentanza politica” ed invece con questi “nuovi e clamorosi” tentativi di fusione/annessione si cerca attraverso “giochini delle tre carte” di dare la facoltà (altrimenti non consentita dall’ordinamento) per il Sindaco “uscente” di Bibbiena di ricandidarsi per il terzo mandato con la possibilità di altri 10 anni di amministrazione del capoluogo casentinese, un’ altra reiterata interpretazione narcisistica della politica che negli ultimi due lustri ha già tanto nuociuto al Casentino, il quale ha anche dovuto assistere e fronteggiare una crisi economica ancora in atto e aggravata da una scellerata e malaugurata crisi sanitaria, crisi sanitaria di cui il Sindaco appena rammentato è stato uno dei principali e ostinati protagonisti.

Ruggero Valori per il Popolo della Famiglia – Comitato Casentino