L’Associazione Tahomà anche quest’anno ripropone a Bibbiena una giornata di riflessione per celebrare la Giornata Mondiale del Rifugiato. Il 22 Giugno presso i locali della Bocciofila, si partirà alle 18,00 con una introduzione. Il momento più importante sarà il collegamento Skype con Mediterranea- Saving Humans e in particolare la dottoressa Alessandra Sciurba, portavoce del team legale di Mediterranea che condividerà con i presenti l’esperienza delle ONG e dei salvataggi in mare.

Alle ore 19.00 inizierà il dibattito su “Cosa cambia con l’entrata in vigore della L. 132/18, la nuova realtà dell’accoglienza migranti”. Alle 20.00 inizierà un buffet speciale, ovvero la conclusione del progetto “L’integrazione vien mangiando” promosso da Tahomà e reso possibile da un finanziamento della Regione Toscana.

Il percorso ha coinvolto alcune donne casentinesi che hanno offerto il loro aiuto per insegnare ai ragazzi migranti le ricette dei piatti che rappresentano la nostra terra. Il cibo è diventato così veicolo e vincolo, mezzo attraverso il quale l’integrazione è diventata realtà vissuta nella quotidianità.

L’Associazione Tahomà è nata nel 2016 e oggi è composta da persone, anche volontari, che lavorano nell’ambito dell’ospitalità e dell’accoglienza dei migranti. Con l’emergenza che ha contrassegnato nel tempo le coste italiane e la conseguente accoglienza da parte del Comune di Bibbiena di alcuni migranti, l’Associazione Tahomà si è concentrata sulla gestione degli stessi, una gestione che, in collaborazione stretta con l’amministrazione, è diventata un esempio a livello toscano. Tahomà in questi anni ha lavorato tantissimo sul fronte dell’inclusione portando risultati tangibili e riconosciuti dalla comunità. Molti di questi giovani oggi sono inseriti in associazioni sportive locali, altri si impegnano in lavori socialmente utili, altri hanno seguito tirocini, e altri ancora hanno trovato lavoro.

Sempre sul fronte dell’integrazione, ri recente l’Associazione Tahomà ha aperto le porte de la “Casa di Adama”, in memoria del giovanissimo migrante del Gambia  – Adama Danso –  morto lo scorso anno nel fondo di una pozza d’acqua a Partina. Questo appartamento è stato messo a disposizione sia dei richiedenti asilo che di coloro che hanno ottenuto la protezione internazionale e umanitaria. L’Associazione Tahomà ha voluto, con questo percorso,  tamponare le emergenze che stanno emergendo all’indomani del “Decreto Salvini” la cui prima conseguenza è la preclusione al sistema di seconda accoglienza SPRAR per i migranti a cui è stata riconosciuta la protezione umanitaria. La Casa di Adama ha all’attivo sei posti letto.