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mercoledì, 30 Novembre 2022

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La lezione di Don Milani verso una scuola nuova

di Sefora Giovannetti – Barbiana è un piccolo paese che si trova nel comune di Vicchio: «…Barbiana non è nemmeno un villaggio, è una chiesa e le case sono sparse tra i boschi e i campi… » questa la descrizione dei pochi che vi abitavano. Un paesino, insomma, come tanti, senza particolari attrattive o bellezze da vedere. A differenza di altri però è riuscito a far parlare di sé attraverso un uomo che si è distinto, un uomo di chiesa, don Lorenzo Milani, che qui ha fondato e portato avanti con ostinazione la sua minuscola scuola.

Adesso per noi è molto semplice riconoscere la grandezza di questo personaggio e comprendere la fortuna che ebbero quei pochi allievi che si formarono con lui.
Tutti, oggi, parlano di Barbiana, che, specialmente per chi si occupa di pedagogia, è quasi un mito. Nessuno mette in dubbio che quella svoltasi nella frazione fu, a tutti gli effetti, una esperienza di grande valore. Ma attualmente osserviamo come molti si pavoneggiano di citare le parole di don Lorenzo, ma pochi hanno letto i suoi scritti. Tanti estimatori del presente non solo si presentano come conoscitori, quando non lo sono, ma cadono anche nella tentazione di, come afferma il professor Tanzarella, “addomesticarlo” ad un modo di pensare più accessibile alle realtà sociali di oggi.

Ma è interessante riflettere se anche allora vi fu una tale unanimità di intenti: mi chiedo se anche nei lontani anni Cinquanta molti si schierarono a favore dell’esperienza di Milani? E lui, fu riconosciuto come grande personaggio immediatamente?
Andando a leggere le carte, le cose non andarono proprio così. Milani si trovò a Barbiana non per premio o per pura casualità, ma perché da subito si mostrò essere sia colto, sia acuto, ma anche molto scomodo. Aveva a cuore l’istruzione dei parrocchiani analfabeti e per questo organizzò scuole popolari in cui dare una formazione a chi non avesse la possibilità di avere un’istruzione, fu per questa sua intraprendenza e scomodità che venne allontanato nella frazione di Barbiana.

Insomma non tutti lo capirono e intuirono la portata dei suoi progetti, per alcuni fu di sicuro folle e la sua scuola irrealizzabile.
Adesso, parlando di quei tempi passati, semplifichiamo l’accaduto, ma ci volle molto coraggio a edificare una scuola proprio lassù, in un luogo disperso tra i monti, oltretutto tra braccianti che mai e poi mai avrebbero dedicato il proprio tempo all’istruzione.
Don Lorenzo fu quindi un pacifico maestro, ma anche un rivoluzionario convinto più che mai di alcune semplici idee. Ma il coraggio, la convinzione, la dedizione e la costanza sono doti di pochi, di chi sa essere lungimirante, di chi riesce a vedere gli errori e le incongruenze del presente.

La scuola all’epoca aveva dei problemi, delle falle, da queste Milani ripartì per creare una realtà alternativa. Ma sapere individuare le problematiche è spesso un’azione troppo difficile per i comuni cittadini, perché la comodità ha un’attrattiva molto superiore della verità. Capita spesso anche, non solo di non saper leggere il quotidiano, ma anche di “piegarlo” ai nostri parametri purché questi ci mantengano in una comfort zone.

Comunque quest’anno il paese di Barbiana è stato ricordato e celebrato in quanto la marcia Perugia-Assisi è partita proprio da lì il 4 settembre. Ci auguriamo che tale iniziativa abbia contribuito a risvegliare gli animi e a far comprendere o almeno avvicinare allo spirito di don Lorenzo permettendo ad ognuno, pedagogo o no, di rimanere con mente lucida e volontà, davanti a ciò che non va e a ciò che dovrebbe essere fatto per apportare un miglioramento.

Non ci deve sconvolgere lavorare per un miglioramento anche se questo cambiamento coinvolge abitudini incancrenite nel tempo.
Per questo ripartiamo da un gesto simbolico, da una marcia, da un cammino, ripartiamo da Barbiana con l’impegno che questo sia solo l’inizio di un percorso che deve trovare vita ancora adesso e in futuro, anche se i riflettori della marcia sono ormai spenti.
Ogni giorno anonimo vedrà la rinascita di una volontà nuova.

Sefora Giovannetti, docente scuola secondaria di primo grado Rassina

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