fbpx
3.4 C
Casentino
sabato, 4 Febbraio 2023

I più letti

La luna di gennaio

di Marco Roselli – Da sempre i coltivatori tengono conto della luna nel programmare i loro lavori, si tratta di una tradizione antica che si è tramandata fino ai nostri tempi.  Anche oggi tra chi coltiva un orto è molto diffuso l’utilizzo del calendario lunare nel decidere i periodi di semina dei vari ortaggi. Il fatto che esista un effetto della luna sulle coltivazioni è tuttavia controverso, in quanto non ci sono evidenze scientifiche che comprovino questi fenomeni e fare esperimenti per stabilirlo non è semplice. Del resto non ci sono prove che escludano con certezza l’esistenza di interazioni tra il nostro satellite e i vegetali.

Quello che interessa è riportare le esperienze pratiche che gli agricoltori riferiscono circa la propria attività, la quale, a livello professionale, non considera affatto la luna, quanto le condizioni agronomiche più favorevoli.

Interazioni terra – luna Le relazioni tra la luna e la pianta indagabili dalla scienza sono diverse; parliamo infatti di gravità e luce lunare (chiaro di luna).

La gravità. Luna e sole hanno un effetto gravitazionale notevole, basti pensare allo spostamento delle maree. Tuttavia, a causa delle dimensioni e delle distanze, gli effetti gravitazionali della luna su una pianta o su un seme sono trascurabili, in quanto l’attrazione è relazionata alla massa degli oggetti coinvolti.

La luce lunare. Il chiaro di luna è rilevato dalle piante e ha un effetto sui ritmi delle colture; esistono alcune piante che hanno una fioritura condizionata da questa luce. L’agricoltura è una pratica semplice, ma a livello tecnico e pratico infinitamente complessa. Sono molteplici i fattori che intervengono ed è difficilissimo fare esperimenti che abbiano valore scientifico.

Eppure una passeggiata notturna con la luna piena, con il suo riverbero tenue, quasi sinistro, che si riflette sul grano appena accestito, ha un fascino misterioso, in grado di parlare al nostro io profondo. Ci pare di vivere le stesse sensazioni che probabilmente hanno provato gli uomini primitivi, i quali, senza sapere nulla, subivano totalmente lo stupore di un fenomeno inspiegabile, ma che tuttavia hanno cominciato a seguire per le proprie necessità.

Osservare i lembi fogliari irrorati da una radiazione fredda e percepire – come dice Mancuso – che gli occhi delle piante sono influenzati da quella luce ci porta in un territorio ignoto, di cui non riusciamo a intravedere, neppure adesso, gli effettivi confini. Forse è solo controproducente porsi troppe domande; molto meglio continuare a meravigliarsi e ringraziare il creato e, per coloro che credono, il creatore.

La luna e la tradizione contadina La luna detta i tempi in agricoltura fin dalle più antiche pratiche e si tratta di un sapere tramandato di padre in figlio. Non sono molte le credenze popolari che sono riuscite a sopravvivere tanto a lungo per cui non si può liquidare come sciocchezza una tradizione che raccoglie esperienze di coltivatori di ogni epoca e località. In questa ottica, l’importanza attribuita alla luna potrebbe essere dovuta al bisogno dei contadini di avere un calendario naturale; la luna, con le sue fasi, ha garantito un ottimo metodo di scansione del tempo, caricandosi di mitologie e superstizioni. Si crede infatti che la Luna, così come per le maree, influenzi anche la linfa delle piante e indirettamente la semina e la germogliazione, poiché la capacità di penetrazione nel terreno dei raggi lunari sarebbe superiore a quella del sole.

Le fasi lunari Le fasi lunari più importanti si succedono a distanza di circa 7 giorni e sono: – LUNA NUOVA si ha quando la luna rivolge alla terra la sua metà in ombra; – PRIMO QUARTO si ha quando la Luna si trova in posizione tale che da terra si vede solo metà della parte illuminata dal Sole; – LUNA PIENA si ha quando si vede tutta la parte illuminata della Luna; – ULTIMO QUARTO si ha quando da terra si vede la seconda metà della parte illuminata dal sole. Il periodo in cui lo spicchio di Luna visibile aumenta viene chiamato Luna crescente mentre quello in cui diminuisce viene chiamato Luna calante.

I principi base di un lunario Ipotizzando di voler seguire le indicazioni del calendario lunare nell’orto vediamo qualche criterio utile per decidere quando seminare i vari ortaggi, limitandoci a considerare la fase lunare crescente o calante. Il principio base è l’ipotesi che la luna crescente stimoli lo sviluppo della parte aerea delle piante, per cui favorisca la vegetazione fogliare e la fruttificazione. La luna calante, al contrario, “dirotta” le risorse della pianta sull’apparato radicale. Si parla di linfe vitali che in luna crescente salgono verso la superficie, mentre in luna decrescente scendono nel sottosuolo e quindi si dirigono alle radici.

Interpretare il lunario La Luna crescente (quando passa dalla Luna nuova alla luna piena) è ideale per l’innesto e la semina. In generale si dovrebbe effettuare la raccolta di ortaggi coltivati per le loro foglie perché si conserveranno più a lungo; la linfa delle piante sale verso i rami. La Luna calante (da Luna piena a nuova) è favorevole al mantenimento e alla raccolta di ortaggi a radice, perché profumi e colori si rivelano più forti. Sono giorni favorevoli per messa a dimora, trapianti, radicamento delle talee, potatura; la linfa ritorna verso le radici.

Fasi lunari gennaio 2023 Luna Piena, 7 gennaio 2023  – Quarto calante, 16 gennaio 2023 – Luna Nuova, 22 gennaio 2023 – Quarto crescente, 29 gennaio 2023

Lavori di gennaio in base al lunario agricolo Il tepore autunnale è ormai un lontano ricordo, poiché gennaio è già arrivato carico di gelo, piogge, neve e freddo pungente. I lavori più intensi si svolgono quasi tutti in semenzaio, nel frutteto con le potature, e in cantina. Questa è la fase della manutenzione dei vasi e degli attrezzi da lavoro. Anche se la terra è ancora assopita nel suo lungo letargo invernale, è tempo di preparare il terreno per le coltivazioni di primavera.

Con luna calante In semenzaio: seminate lattuga e cavolo cappuccio. Nell’orto: in coltura protetta seminate radicchio. In giardino: potate le rose (da fine gennaio) e forate il prato, pratica molto importante per evitare che il “feltro” depositato dai ripetuti sfalci crei un eccessivo ristagno idrico. Fertilizzazione: concimate con il compost o il letame. E’ bene che entrambi siano ben maturati, soprattutto il letame, al fine di mantenere e migliorare l’attività microbiologica del suolo. Nel frutteto iniziate la potatura degli alberi, preferibilmente con giornate asciutte. In questa fase potete dedicarvi anche alla raccolta e alla selezione delle marze per gli innesti da sistemare in cantina sotto sabbia o in frigorifero. In cantina si potranno iniziare le operazioni di travaso del vino.

Con luna crescente In semenzaio seminate begonie, petunie, salvia, garofano e annuali da fiore. Nell’orto procedete alla raccolta degli ortaggi invernali in campo aperto (cavoli, verza, radicchio, porri). Le semine di ortaggi come basilico, melanzane, peperoni e pomodori avverranno in ambiente protetto e riscaldato. In giardino iniziate a piantare le rose, gli arbusti, le piante rampicanti e quelle a foglie caduche. Nel frutteto, se il tempo lo permette e il terreno non è troppo gelato, preparare il terreno per i prossimi impianti.

Il parere di coltivatori e tecnici Nel caso delle semine ci sono diversi fattori da considerare per la riuscita della coltivazione. Questi riguardano i seguenti aspetti agronomici: – lavorare il terreno quando è “in tempera”, in modo da non formare suole di lavorazione con conseguenti ristagni di umidità; – curare il drenaggio per un rapido sgrondo delle acque in eccesso; – adottare le giuste rotazioni e consociazioni; – concimazioni ed irrigazioni equilibrate.

I produttori cercano di inserirsi nelle cosiddette “finestre meteorologiche” cioè quando il tempo consente di operare in terreni con la giusta umidità. E’ quindi molto importante seguire le indicazioni meteo. Per quanto riguarda le varietà, da anni ormai sono disponibili sementi selezionate per diverse stagioni produttive, adattabili a differenti ambienti di coltura (nord, centro, sud), oppure indicate per la coltivazione in serra. Quanto detto sta a significare che la mano dell’uomo e la sua conoscenza dei fattori di produzione sono rilevanti rispetto all’influenza lunare (inutile seminare a luna buona se abbiamo trascurato la giusta tecnica colturale). Ciò non significa disancorarsi dalle tradizioni, ma cercare spiegazioni circa i complessi meccanismi che regolano la vita degli esseri viventi.

La luna e gli innesti La luna ci dice che gli innesti andrebbero eseguiti in luna calante. Il motivo risiederebbe nel fatto che in quella luna la marza subirebbe minor movimento della linfa in un momento in cui avvengono le operazioni di saldatura e cicatrizzazione, garantendo in tal modo l’attecchimento (che richiede diversi giorni).

Conclusioni Alla luce di quanto scritto sopra ognuno potrà scegliere se seguire le fasi della luna nella sua attività agricola oppure ignorarle completamente. A comandare i momenti di lavoro nell’orto sono il calendario degli impegni personali e le condizioni meteo, piuttosto che il lunario, e non è infrequente che anche semine sbagliate possano dare raccolti soddisfacenti. Tuttavia conosco tante persone in possesso di un impressionante cultura agricola che credono fermamente nell’effetto della luna e ciò non può lasciarmi indifferente. Così come non mi ha mai lasciato indifferente la luce lunare sui campi innevati. Vedere quel giorno notturno, quando la luna si specchia in se stessa e lasciarsi tradire dalle ombre degli alberi ai margini dei coltivi è sempre vivificante. Nelle notti fredde, con il cielo terso, questi spettri benigni ci accompagnano ed è meraviglioso lasciarsi attraversare da leggeri brividi corporei, piccole inquietudini. Ma anche la luna sorgente sul Pratomagno, quella che taglia il lungo giorno dell’estate e i suoi colori, i cromatismi che nascono sulle brughiere alte, come se la sua lama gentile volesse preservare gli occhi affaticati di chi guarda. Infine il plenilunio sopra la Verna, che quando arriva lascia solo stupore. Allora penso che l’elevazione del Sacro Monte non è ancora conclusa e porterà ogni pellegrino capace di lasciare entrare Francesco nel proprio cuore sopra i cieli sempiterni, a riveder le stelle.

Bibliografia Robert Frederick – “L’influsso della luna sulle coltivazioni” – Edagricole AA.VV – Invito alla botanica – Zanichelli

Ultimi articoli