di Gabriele Versari – Il nostro giornale tiene in particolar modo alla valorizzazione delle iniziative di aggregazione collettiva e del senso di comunione che ruota attorno al tema musicale. Per quanto si tratti di un luogo dalla modesta densità abitativa, il Casentino ha sempre ospitato, in maniera cospicua, diverse realtà associative musicali ed è tutt’oggi patria di numerosi talenti che vivono stabilmente nel territorio.
Per questo inizio 2026 vogliamo parlare di una realtà non solo consolidata nel tempo, ma che fa del futuro della valle, e cioè i più giovani, il proprio cavallo di battaglia. Si tratta dell’associazione “MusicaInt”, che ha sede nel paese di Stia. Dalla fine degli anni Ottanta, MusicaInt raccoglie la voce, o per meglio dire il suono, di centinaia di musicisti, comprendendo un repertorio che include tutti gli strumenti.
All’intervista si sono prestati Gianni Giannini, Desy Rossi e Domenico Pierini, uno dei violinisti più noti a livello nazionale e internazionale. Con le parole che seguono, i tre musicisti hanno illustrato il lavoro dell’associazione e gli obiettivi che intendono raggiungere.
Gianni Giannini: «Prima del pensionamento ho insegnato musica alle scuole medie di Poppi. Oggi sono il direttore artistico di MusicaInt, associazione nata nel 1988. All’epoca esisteva unicamente la scuola della banda Filarmonica Gaetano Trapani; il mio intento e quello degli altri soci fu quello di inserire altri strumenti, oltre a quelli bandistici.
MusicaInt sta per “Intercomunale”, poiché l’obiettivo era quello di coinvolgere tutti i comuni casentinesi nel progetto. Inizialmente alcuni comuni aderirono, poi, purtroppo, a causa di divisioni interne, la maggior parte di essi non ha più sostenuto il progetto. Oggi accogliamo comunque allievi da tutta la vallata. Possiamo quindi affermare di essere riusciti ad aggirare l’ostacolo. Vorremmo che la musica divenisse il collante che unisce il Casentino: il nostro sogno sarebbe infatti quello di creare un’orchestra “casentinese”, evitando la decentralizzazione derivata, loro malgrado, dalle bande di paese.
Negli ultimi cinque anni stiamo collaborando con i comuni di Pratovecchio Stia e Castel San Niccolò, con il fondamentale contributo del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, per iniziative rivolte sia alle scuole dell’infanzia che alle elementari. Il nostro corpo docenti adotta il metodo “Abreu”, promosso dall’omonimo ex ministro della cultura venezuelano.
Il metodo ha lo scopo di promuovere la coesione e l’integrazione di giovani e ragazzi attraverso il tema musicale. Per l’infanzia offriamo i corsi “giochi in musica”; si tratta di un percorso di propedeutica musicale. Per la primaria invece proponiamo una didattica nuova, che vede nell’utilizzo dell’ukulele il mezzo con il quale introdurre il mondo musicale ai bambini. Il bambino non deve necessariamente imparare lo strumento, ma essere accompagnato al tema della musica, nel senso più ampio del termine. Spesso, dopo questa prima introduzione didattica, sono molti gli studenti cresciuti che passano a strumenti di più alta caratura. A volte la burocrazia imperante ci impedisce di avere totale autonomia rispetto a questa attività svolte con i bambini, ma non demordiamo. Oltre a quanto già detto, è doveroso ricordare l’attività della nostra orchestra, la quale si diletta in diverse performance dal vivo, tra le quali l’ultima del 28 dicembre scorso, il concerto tenutosi presso il Teatro Comunale di Stia.
Durante l’anno l’orchestra si esibisce circa cinque o sei volte, anche al di fuori del territorio casentinese. Talvolta, infatti, si organizzano viaggi e pullman per supportare i musicisti in base al luogo dell’esibizione. Frequentiamo spesso il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino di Firenze, soprattutto per la vicinanza rispetto alla nostra sede. Tengo a citare anche le collaborazioni con altri complessi musicali, come Casentino Voice, con i quali ospitiamo ogni anno dei “Master di Canto”. Dall’anno scorso si sono uniti al progetto anche Desy e Domenico. Abbiamo accolto a braccia aperte questa coppia di grandi violinisti».

Desy Rossi: «Sono diplomata in violino e viola e docente di musica a Firenze presso la scuola secondaria di primo e secondo grado. Inoltre, mi esibisco come freelance in teatro. Sono anche psicologa. Io e Domenico vivevamo dunque nel capoluogo toscano fino ad un paio di anni fa, ma frequentavamo già il Casentino per motivi personali.
Ci siamo a poco a poco innamorati del luogo, della sua pace, e il caos fiorentino ci stava ormai stretto. Così abbiamo deciso di cambiare il luogo in cui vivere. Conoscevamo già Gianni prima di stabilirci a Papiano e l’anno scorso decidemmo di accettare la collaborazione con MusicaInt. Il mio obiettivo con l’associazione è quello di creare un gruppo suonando il violino, un gruppo che include bambini e ragazzi dai quattro ai quattordici anni, il che aiuta tantissimo la socializzazione tra le diverse fasce di età.
Il concerto del 28 dicembre scorso ha avuto questo scopo: mettere in pratica ciò che è stato appreso grazie alla conoscenza reciproca e alla coesione del gruppo, con l’impronta fondamentale di Domenico e della sua enorme esperienza. La scuola di musica ha indubbiamente un valore sociale, porta a ritrovarsi in maniera costante nel corso delle settimane e inserisce i giovani casentinesi in un contesto di impegno e responsabilizzazione, evitando eccessivo isolamento da smartphone e videogame.
È importante che i ragazzi entrino nell’ottica che suonare il violino non significhi unicamente imparare a familiarizzare con uno strumento, bensì voglia dire costruirsi una propria rete sociale che rinforzi il legame e l’unione con gli altri violinisti. Grazie all’aiuto di Domenico è stato possibile mettere a punto un progetto orchestrale che incanalasse questi valori, per dare infine un’ottica di professionalizzazione a chi, tra i ragazzi, fosse interessato a diventare un musicista di professione». Domenico Pierini: «Ho dedicato tutta la mia vita alla musica. Sono stato per quasi quarant’anni primo violino nell’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Ho girato i più importanti teatri italiani, tra cui la Scala, Santa Cecilia, Opera di Roma, eccetera.
Io e Desy ci siamo innamorati del Casentino, forse anche per il fatto di provenire da un contesto cittadino e caotico come quello fiorentino. Sembra che qua il tempo scorra più lentamente, il che dà modo di apprezzare meglio la quotidianità. In merito a questo tema, ho deciso di caricare su YouTube alcune sequenze di immagini della natura casentinese con il sottofondo delle mie esibizioni al violino. Collaborando con MusicaInt il mio intento è quello di mettere il mio background professionale a disposizione dei ragazzi.
Magari qualcuno farà della propria passione per la musica una professione, la maggior parte probabilmente no, ma non è questo il punto. Il punto è che se si apprezza la musica, se si ha un’elevata sensibilità nei confronti della musica, ci si pone alla vita con un altro spirito, la si osserva da una prospettiva più profonda. Credo fermamente in questo. Non a caso, già nell’Antica Grecia la musica aveva un ruolo fondamentale nella formazione dell’individuo. Nella società odierna, che definisco “usa e getta”, c’è ancora più bisogno di attenzione verso il tema musicale.
Questo è stato notato anche da Desy, che lavora nella scuola: i bambini oggi non hanno la pazienza di attendere il tempo necessario ad imparare, vogliono tutto e subito. Spesso la sfida dell’insegnante è focalizzare la loro attenzione almeno per un’ora, e in questo vanno accompagnati e abituati, altrimenti si distraggono. La mente non è più abituata alla concentrazione, è abituata ad essere passiva. Con l’apprendimento di uno strumento e l’autonomia nel suo utilizzo, unita alla coesione orchestrale, la mente magicamente si attiva, poiché ci si sente un tutt’uno con gli altri musicisti. Importantissimo è saper ascoltare: in ambito musicale come nella vita, per apprendere e per allinearsi col resto del mondo.
La mente musicale è più attiva e tendente alla socialità, diversi studi in materia lo confermano (per esempio quello sull’effetto Mozart, secondo cui ascoltare la musica del compositore austriaco potenzierebbe temporaneamente le capacità cognitive e, addirittura, aiuterebbe a contrastare i sintomi dell’epilessia). È questo il messaggio che vorremmo passasse per chi ci legge, un invito a partecipare e a far conoscere la nostra associazione il più possibile!».
Gianni Giannini conclude: «Crediamo nella musica, lo facciamo con passione. È difficile, ma riusciamo comunque a unire settanta musicisti e 250 ragazzi delle scuole in questa realtà. Abbiamo un insegnante per ogni strumento. L’unico rammarico che abbiamo è che, nonostante questi immensi sforzi, non riusciamo a raggiungere abbastanza visibilità. È per questo che apprezziamo le iniziative di pubblicizzazione del nostro impegno come in questo caso».


