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venerdì, 9 Ottobre 2026

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«La Nostra Storia Camminando» I cartelli che spiegano il Casentino #22: Montecchio

di Giorgio Innocenti Ghiaccini – MONTECCHIO m.l.m. 422 Prima di arrivare a Terrossola, sulla strada in salita, volgendo lo sguardo a sinistra, si vedeva il castello di Montecchio. Quel castello, oggi diruto, è ricordato fin dal luglio 1049 in un atto di vendita fatta da un Gerardo figlio del fu Raineri a tali Rolando e Boso. Fu venduta la metà del poggio, la metà del castell­o circondato da fossato, la carbonaia e la fossa esterna di otto piedi di larghezza (2,00 mt-2,40): “integr. mediatem de poio et castellare cum fossis circumdatus et carbonaria et pedes octo de foris fosse”. Parte del castello era di proprietà del Vescovo di Arezzo (Regesta Cam. Doc. 252).

Nel 1352 nel poggio di Montecchio Pier Saccone Tarlati all’età di 77 anni circa combatté contro i Fiorentini che avevano già fatto molti danni attorno al castello di Soci. Lo fece mettendo in campo 1000 fanti e 70 cavalieri: “in persona occupò un colle sopra l’Arno in sul passo [ … ]. Avvenne che, mossa l’oste dall’altra parte dell’Arno, (i Fiorentini) vidono preso il colle dalla gente di messer Piero; allora cominciarono a fare valicare dalla gente dell’oste certi masnadieri sì perché tenessono a badalucco (battaglia) i nemici e per trarli abbasso, [ … ] Ed essendo atticciata la battaglia, e stando i nemici attenti a quella sperandone avere vittoria, altri cavalieri e masnadieri de’ Fiorentini presono, scostandosi dall’oste (dividendosi), un’altra via, che i nemici non s’accorsono (perché lungo il Corsalone nascosti dalla vegetazione), e valicarono l’Arno, [ … ] e montarono al poggio, e improvviso furono sopra la gente grossa di Piero (alle spalle), che stava attenta a vedere e ad aiutare quelli del badalucco, e con grandi grida correndo col vantaggio del terreno loro addosso, li ruppono e sbarattorono. Messer Piero per bontà del buono cavallo dov’era montato con pochi compagni, non potendo ritornare in Bibbiena, fuggendo ricoverò in Montecchio” (M. e F. Villani, Cronica… T. II, p. 21–22).

In quella battaglia morirono più di 100 soldati di Saccone Il 5 agosto 1424, dopo aver visitato la chiesa di S. Andrea di Fontechiara, il Vescovo di Arezzo Francesco da Montepulciano visitò la chiesa di S. Martino di Montecchio che era senza prete da venti anni. Era ben messa nell’edificio, ma dentro non c’era niente e non poté parlare con nessuno.

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