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venerdì, 2 Dicembre 2022

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La Politica senza Energia

dii Muzio Cordo – Se apriamo una finestra sugli amati e odiati Stati Uniti, scopriamo che a fronte di auto dalle cilindrate e consumi enormi c’è un mondo di energie rinnovabili anni luce più avanti di noi, tanto che là, stanno affrontando il problema dell’accumulo di energia, quello del fotovoltaico è già ampiamente superato e tutte le nuove costruzioni sono autosufficienti dal punto di vista energetico. La domotica che muove i primi passi nel nostro paese è negli USA oramai tecnologia e filosofia diffusa. Tesla, Azienda che in questo campo vuol fare da leader innovativo nell’automotive ma non solo, è un nome che risveglia fantastiche teorie di un fisico, folle per alcuni, genio profetico per altri.

Naturalmente in Italia ci si arrangia un po’ alla meglio, svicolando tra norme, contributi, e dispositivi legislativi che annullano i diritti acquisiti per legge ma non detenuti da chi gestisce il potere, in tutto questo manca un progetto che almeno lo Stato avrebbe potuto elaborare sul patrimonio pubblico, ma ahimé non puoi far concorrenza all’ENEL, all’ENI o alle tante partecipate dei Comuni che della vendita di energia hanno fatto il loro business. Perché ENEL o ENI non hanno sviluppato un progetto di centrale diffusa sui tetti del patrio territorio? Di fatto il cattivo di turno è Trump ma in sostanza i politici italiani poco fanno per diminuire l’uso di combustibili fossili ed emissioni di CO2. Perché la polizia consortile non utilizza mezzi a propulsione elettrica o ibrida? Mancano i soldi? Quando si devono salvare Istituti di Credito come per magia i denari saltano fuori come il coniglio dal cilindro di un prestigiatore.

Il Parco Nazionale, erogatore di finanziamenti in tutti i campi non potrebbe co-finanziare un progetto che porti a convertire il parco circolante degli Enti pubblici all’elettrico e l’illuminazione pubblica alla tecnologia LED? Non avete notato come è accogliente Ponte a Poppi con la nuova illuminazione? Ed i parlamentari europei cosa fanno? Perché non si fanno portatori di una riqualificazione energetica complessiva invece di continuare a investire su alta velocità e ponti mirabolanti? Se infatti andiamo ad analizzare quali Comuni Casentinesi hanno scelto la strada delle fonti rinnovabili vien quasi da piangere, ma tranquilli siamo in Italia e a cercar bene ci sono punte di eccellenza, come il parco eolico di Secchieta o la scuola media di Soci (nella foto), ma l’antesignano di tutte le rinnovabili è l’impianto fotovoltaico del cimitero di Pratovecchio, montato quando la tecnologia era sconosciuta ai più, fino alla nuova illuminazione a LED a Poppi.

Qualche anno fa installare un impianto era azione molto onerosa e al limite della convenienza, ma come sempre col passar del tempo le tecnologie funzionano meglio e sono di norma più a buon mercato. Solo pochi amministratori oculati hanno saputo cogliere l’occasione propizia, sapendo muoversi bene nella burocrazia e sapendo costruire impianti che nel tempo saranno risorse per i cittadini permettendo risparmi in bilanci sempre più poveri di risorse.

Anche qui, l’unico Comune nato da una fusione, Pratovecchio Stia, oramai ha quasi dilapidato i contributi premiali della Regione Toscana, ma ad oggi non ha un progetto di investimento su fonti rinnovabili ne sul solare termico, ne sul fotovoltaico, ne sull’eolico ne sull’idroelettrico. Eppure l’interesse di privati sulla gestione anche di micro centrali non è sceso, anzi, tanto che la mancanza di progettazione, che dovrebbe essere sviluppata in accordo tra tutti gli enti interessati del territorio, USL compresa, potrebbe ancora essere superata e sarebbe un sicuro slancio ad un’attività economica interessante, ma soprattutto necessaria a sviluppare una vallata più ecologica e più in sintonia col territorio che non dimentichiamolo, ospita un meraviglioso Parco Nazionale. Sul nostro territorio insistono anche realtà indispensabili per una seria progettazione che sono un valore aggiunto, L’istituto Tecnico di Bibbiena ha nel tempo studiato alcune applicazioni di centrali nano idroelettriche ma non risulta che qualche amministrazione abbia fatto nessuna installazione nei propri immobili. Abbiamo realtà importanti che potrebbero sviluppare software per la domotica e altre che potrebbero realizzare sistemi storage per l’energia.

Ma oramai amministrare è azione di retroguardia, quando non è di pura propaganda, e progetti e soluzioni cercano sempre una mediazione che alla fine riesce quasi sempre a scontentare tutti. Il politico “illuminato” non è colui che offre tanti progetti per avere consenso nell’immediato, è colui che lascia un segno del suo passaggio avendo operato per costruire un futuro migliore, ma per fare questo c’è bisogno di dialogo e collegialità, progetti poco burocratici e norme che ciò agevolino, rimettere al centro il bene del popolo e non quello di partito o di lobby, ma in questo pare che la politica sia rimasta a secco, proprio senza energia.

(tratto da CASENTINO2000 | n. 285 | Agosto 2017)

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