da FDI Casentino Circolo di Bibbiena – Il mese di settembre è stato un altro periodo orribilis per la sanità di vallata. Agli altisonanti comunicati con i quali si accompagnava l’inizio dei lavori per la piastra dell’emergenza, sottoscritti nei Patti Territoriali del giugno 2016,  avremmo preferito una forte presa di posizione a conferma del ritardo con cui tali lavori sono iniziati. Noi avremmo preferito, considerato che siamo quasi nel 2020 , che l’inizio  dei lavori fosse accompagnato da  un sonoro era l’ora!

Appare curioso il tentativo di alcuni amministratori locali di appropriarsi i meriti  dell’inizio dei lavori della piastra dell’emergenza , mentre gli stessi nei  mesi precedenti regalavano strumentali comunicati  sostenendo che i Sindaci nulla potevano  in materia sanitaria.  Uno dei tanti tristi teatrini di vallata giocati   sulla testa dei cittadini, i quali ne sono spesso ignari spettatori ma indubbiamente poi ne  pagano i costi nei momenti del bisogno.

La politica dei proclami trova un altro punto di massima nei comunicati circa la riattivazione della Pediatria Dopo i titoloni di testa,  entrando  nel particolare non può sfuggire  che il servizio preveda accesso tramite pronto soccorso, ed un contingentato orario.  Ovvero trattasi di due giorni a settimana: 4 h lunedì mattina, e 5 ore il venerdì pomeriggio, oltre udite udite un venerdì pomeriggio al mese per visite allergologiche e pneumatologiche.

Quindi giovani casentinesi siete avvertiti per le vostre necessità regolate gli orologi… e nel frattempo ricordatevi delle vittorie di Pirro.

Contestualmente diveniva di pubblico dominio la silente chiusura del reparto di psichiatria. Ultimo atto in ordine cronologico della politica dei tagli ai servizi del presidio ospedaliero di vallata. Oltre al disappunto nell’apprendere la notizia, si evidenzia come perduri il principio riservato al locale Ospedale. Ovvero che quando ci sono delle criticità,  invece di  lavorare per risolverle si opta di chiudere il reparto. Appellandosi al numero dei ricoveri basso perché, in considerazione delle stesse irrisolte criticità,  i pazienti più gravi erano già da tempo  altrove ricoverati.  Tale modus operandi sottintende anche un ruolo  non più strategico del nostro presidio di vallata da parte delle istituzioni.

Vicende  accompagnate dal silenzio su tali scelte, che pone interrogativi nel sapere se trattasi di scelte condivise oppure subite. In entrambi i casi è evidente come  ampi settori della politica locale sia prono alle indicazioni fiorentine,  subordinando ad esse i bisogni del territorio.  Non è quindi un caso che dei  4 ospedali con punto nascita sotto i 500 parti del 2016,  solo il punto nascita  di Bibbiena sia stato chiuso.

Per FDI – conclude Dini – la questione sanitaria è sempre stata posta come “la” priorità nel territorio, rispetto alla quale abbiamo sempre fatto scelte di coerenza e confidiamo in una forte presa di posizione di tutte quelle forze politiche che a livello locale e regionale  hanno una visione  diversa in materia sanitaria  rispetto alla Regione Toscana.

La rappresentazione che il sistema intende dare della sanità locale, sottacendo le criticità ed inventandosi successi dove non ci sono, ricorda la vicenda dell’affondamento del TITANIC. Mentre il glorioso transatlantico stava inabissandosi,  il capitano  per cercare di nascondere la realtà faceva suonare l’orchestra di bordo. A noi questo, passateci il termine, non sembra il metodo giusto per tutelare il territorio, i cittadini ed il loro diritti.