Era stata annunciata da tempo come una tappa fondamentale del glorioso cammino del PD aretino, ansioso di riprendersi dopo la batosta amministrava di maggio, e doveva essere il contesto in cui lanciare l’idea di una spinta alle fusioni tra piccole realtà comunali.
Ma, nella realtà, l’assemblea che si è svolta il 20 luglio nella Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo sui temi della spending review e del riassetto istituzionale, promossa dal Coordinamento Provinciale Pd e dal Gruppo Consiliare Pd in Consiglio provinciale alla presenza dell’On. Oriano Giovannelli, deve aver soprattutto risentito della situazione climatica non certo favorevole, con il caldo che alla fine ha avuto il sopravvento su tutto.
Immaginiamo sia per queste ragioni, e forse per una cena troppo pesante, che è nato un comunicato stampa che spiega tutto, ma anche niente o forse meno. Insomma il caldo e l’afa hanno preso anche noi mentre, ansiosi di comunicare in anteprima le notizie sull’assise piddina, abbiamo spulciato parola per parola il testo arrivando stremati all’ultima riga.
Poche idee ma confuse, potrebbe affermare qualche critico, noi non ci associamo a così sbrigativi commenti, preferendo allegare il tutto sotto e lasciando a voi l’onore e l’onere di cimentarvi nella lettura…

Alcune “immagini” della riunione in cui si parla anche di Casentino

Supercazzola Casentino

“In una sala gremita con la partecipazione delle figure istituzionali del territorio aretino, delle rappresentanze sindacali e di tanti cittadini, il Pd ha voluto affrontare con apertura e senza remore un dibattito franco circa lo stato del nostro paese ed il futuro del nostro territorio.
Chiaramante l’attenzione si è concentrata sul livello istituzionale. In un contesto economico di grave difficoltà occorrevano scelte forti. Giovannelli ha sottolineato come in questi vent’anni hanno prevalso gli opposti estremismi di chi voleva conservare e diceva che andava tutto bene e di chi demagogicamente proclamava l’azzeramento di tuttto il sistema con il risultato conseguente di una paralisi decisionale che oggi ci induce a scelte ben più dolorose di quelle che avremmo potuto fare a tempo debito.
Positivo il giudizio sulla necessità di aprire un confronto sulla revisione della spesa pubblica, sulla necessità di utilizzare strumenti quali le Unioni di Comuni per efficientare la prestazione dei servizi nei piccoli Comuni mantenendo il presidio e la rappresentatività propria delle istituzioni comunali. Positivo anche l’impegno ad un riordino del sistema delle Province. Dal dibattito però è emersa la necessità di focalizzarsi maggiormente sul riordino delle funzioni e delle competenze tra gli enti locali, per liberare i cittadini e le imprese dalla burocrazia ormai anacronistica del nostro paese, e di tenere in maggiore considerazione le caratteristiche territoriali più che i freddi numeri.
Le istituzioni aretine hanno da sempre garantito esperienze di buon governo del territorio e la comunità di tutta la provincia si riconosce in un sistema ormai consolidato che ha dato ricchezza e servizi di qualità. Occorre, a nostro avviso, una rilettura molto critica di certe pratiche di crescita ipertrofica del settore pubblico (la creazione di nuove province in territori di piccolissime dimensioni, la creazione di enti inutili, la costosissima burocrazia statale decentrata sul territorio) che però non appartengono alla tradizione del nostro territorio. Gli stessi parametri indicati dal Governo per l’individuazione dei territori provinciali sembrano inadeguati a tenere conto di questi elementi perché sono parametri esclusivamente numerici e non considerano le caratteristiche peculiari dei territori.
In tutto questo non vi è una nostra avversione verso le riforme o un tentativo di mantenere lo status quo. Un anno fa proprio il Coordinamento Provinciale del Pd di Arezzo si è fatto promotore verso gli omologhi senesi e grossetani di un tentativo di instaurare un coordinamento politico più stretto tra le tre realtà, coordinamento che potesse accompagnare processi di collaborazione che su alcuni servizi erano già in moto e stanno tutt’ora dando dei buoni risultati.
Purtroppo il contesto di emergenza che stiamo vivendo riduce al minimo le possibilità fare discussioni con i tempi ed i modi necessari per questi temi di fondamentale importanza. Noi non ci sottrarremo a qualunque confronto e abbiamo l’intenzione di percorrere tutte le strade possibili affinché la decisione finale sia una decisione più largamente condivisa e soprattutto funzionale anche agli interessi degli aretini. Lo faremo senza voler conservare a tutti i costi ciò che già esiste ma neanche utilizzando la demagogia sterile che altre forze politiche ed alcuni mass media utilizzano facendo credere ai cittadini che con qualche colpo di mannaia a certi settori si possano ottenere chissà quali risultati e che si possa rimettere in moto la macchina Italia semplicemente cacciando qualche Consigliere provinciale”.

Coordinamento provinciale Pd Arezzo