di Monica Prati – “… Sono le tre sospeso tra un ricordo che mi lascerà senza strade né corsie, sono le sei e un altro giorno arriverà, senza di te vivo con la maschera. Io ti vedrò insieme a lui che cosa sono per te, sarò un pagliaccio da circo…”, canta Maurizio Pantini, a cui abbiamo voluto chiederò di più della sua esperienza musicale.
La tua canzone inedita “Pagliaccio da circo” parla di un amore finito, ti riguarda in particolare?
«Pagliaccio da circo è stata la prima canzone che ho scritto, la cosa bella è che è nata spontaneamente, in un giorno è nata l’idea. Alcuni mi dicono ascoltandola: “è un amore finito, allora riguarda te!”, ma sinceramente non mi riguarda per niente, è stata una canzone ispirata, certo c’è un po’ di mio, però non è del tutto mia, ho cercato di farla capire alle altre persone. Ho pensato che l’amore per certi versi è una beffa e chi meglio di un pagliaccio può rappresentarlo? Il pagliaccio può essere sia felice che triste, infatti nella canzone prima dico sarò un pagliaccio da circo, poi nella seconda parte dico sono un pagliaccio da circo, mi sono immedesimato in un pagliaccio e anche nel video lui era a volte felice e a volte triste».
Com’è nata la passione per il canto e la danza?
«È iniziato tutto quando ero piccolo, ascoltando le sigle dei cartoni animati cantate da Cristina D’avena. Da lì sono nati i talent show: Amici, Io Canto etc. e mi sono detto perché non provare a cantare le canzoni in camera mia? Così cantavo tutto il giorno e i miei genitori all’età di dodici anni mi hanno chiesto se volevo andare a lezioni di canto, per imparare le note, il solfeggio. Ho iniziato ad andare alla scuola di canto a Soci e ho preso lezioni da una cantante lirica.
Ma il canto non era la mia sola vocazione, anche la danza mi appassionava, infatti ho frequentato la “Freestyle dance school” di Bibbiena. Ero più alto dei miei coetanei così l’insegnate mi aveva inserito nel gruppo adulti ed è stata una fortuna perché nel giro di poco tempo è capitata un’occasione, quella di esibirsi prima a Mirabilandia poi al Casinò di San Remo e al Teatro Ariston. Visto da fuori l’Ariston è un cinema, ma l’energia che c’è dentro è forte; per me è stata la prima esperienza su un palco importante ed è stata molto formativa. Arrivato all’università ho iniziato a studiare economia e commercio a Firenze, ma la passione verso la musica mi ha spinto a frequentare la scuola del batterista del gruppo dei “Litfiba” è lì che ho scoperto la voce di testa, il cambio vocale.
Dopodiché sono andato a Milano, ho fatto dei provini e sono stato ammesso all’Accademia MAS, ho lasciato l’Università e grazie ad una borsa di studio ho studiato all’accademia per un anno. Un anno intenso dove ho imparato tante cose, ho avuto l’occasione di ballare, cantare e recitare all’interno del musical “The Queen” al teatro Arcimboldi. È stata un’esperienza favolosa, io e gli altri ragazzi del cast siamo stati ad esercitarci dalla mattina alla sera per quattro mesi, però quando è andato in scena lo spettacolo è stato un successo e sentire gli applausi di migliaia di persone è stata la ricompensa più gratificante per tutti i sacrifici fatti.
Poi anche la mia esperienza all’Accademia è giunta al termine, così ho deciso di provare a cercare un’etichetta, un manager che credesse in me e ho trovato Maria Totaro dell’etichetta MMline Records. È stata la prima manager di Thomas (Amici di Maria De Filippi) con lei sto lavorando a degli inediti e mi preparo a dei provini. Ho partecipato a quello del programma televisivo “Amici” con il mio inedito “Pagliaccio da circo”, non è facile accedere senza manager, nessuno ti prende in considerazione. Io mi considero fortunato perché ho avuto la possibilità di cantare nello studio, vedere il direttore, conoscere alcune persone della produzione. Comunque proverò anche il provino per “X Factor”».
Cos’è la musica per te?
«La musica è vita, mi fa sentire bene. A me piace non solo cantare ma anche recitare una canzone e inserire qualche balletto. Anche se ancora non sono riuscito tanto a farlo se non nel musical, mi piacerebbe fare delle coreografie ballate, come fanno grandi artisti del calibro di Madonna, Lady Gaga, Bruno Mars… fra le altre cose, l’anno scorso ho iniziato anche l’Accademia Artisti a Roma, si tratta di un percorso di cinema e recitazione perché oggi un artista non si può focalizzare solo su un tema, sarebbe riduttivo dato che va molto in voga “il personaggio” che va costruito, pensato, ovviamente deve risultare autentico altrimenti dopo un paio di anni scompare dalla scena.
Se invece il personaggio è vero e credibile è facile che possa essere notato e invitato a delle trasmissioni televisive. Per fare un esempio, una persona che si è fatta conoscere è Cristian Imparato, che è quasi sempre anche nel salotto di Barbara D’urso. Per questo anch’io cerco di variare molto, prendiamo la trasmissione tv “Amici” quest’anno sono i ballerini ad essere al centro dell’attenzione mentre i cantanti sono in secondo piano. Come dicevo ho iniziato il percorso di cinema e adesso ho anche conosciuto Eleonora Giorgi, una grande attrice degli Anni ’80»
Che consigli ti senti di dare ad un giovane che voglia intraprendere un percorso come il tuo?
«Consiglio di studiare, di allenarsi, sia per il canto, sia per la musica, o per la danza a seconda di quello che si ha in mente di fare e di quale passione ci spinge. L’importante è perseverare e fare tanti provini, perché alla fine sono quelli che ti possono cambiare la vita. La conoscenza delle persone giuste è importante e questo può accadere ad un provino, si può essere notati da produttori, manager, le persone che possono indicarti i passi giusti da fare per continuare il tuo percorso».

(tratto da CASENTINO2000 | n. 317 | Aprile 2020)