Comunicato Stampa – Durante l’emergenza Covid il mondo agricolo ha avuto un ruolo importante per garantire beni di prima necessità a tutte le famiglie. Questo sforzo non va sostenuto con una politica regionale lungimirante volta a incentivare la produzione biologica, con una politica che sostenga la liquidità in un settore strategico e a salvaguardare le produzioni toscane rispetto ai concorrenti internazionali mediante un’informazione puntuale e la creazione di filiere corte come in parte è già stato fatto. La Regione si deve impegnare anche a promuovere i prodotti Toscani nei mercati internazionali con un programma organico che sostenga ancora di più il binomio prodotti e territori d’eccellenza. Proprio in funzione di eventuali criticità sanitarie dobbiamo ripensare l’organizzazione distributiva cercando un riequilibrio fra la grande distribuzione e le botteghe di vicinato e gli empori nelle piccole realtà montane. La pastorizia e l’agricoltura sono fondamentali per il territorio rurale perché contribuiscono a difendere il territorio dal rischio idrogeologico e degli incendi e pertanto un’accurata gestione della fauna selvaggia, a salvaguardia dell’ambiente ma anche degli agricoltori e allevatori che ancora operano nelle zone montane e marginali, diventa irrinunciabile. In questo panorama il Casentino non ha ancora saputo sfruttare la presenza di un Parco nazionale acuendo le problematiche. Diventa ormai urgente sviluppare una sinergia tra i soggetti interessati compresi i cacciatori che nel futuro potranno ricollocarsi in un progetto di controllo del territorio a tutto tondo, valorizzando una realtà dal forte valore sociale e culturale, conoscitori del proprio territorio e delle tradizioni, interessati a loro modo della salvaguardia dell’ecosistema. In questo panorama va dunque ripensato il sistema di indennizzi all’imprenditore agricolo a cui deve essere riconosciuto un risarcimento totale del danno accertato e quantificato. Oltre che l’accesso al credito in agricoltura è importante favorire cooperazioni e aggregazioni tra produttori, istituzioni e mondo venatorio. Serve quindi una politica innovativa in agricoltura che miri ad una maggiore qualità dei prodotti agroalimentari, a una maggiore remunerazione del lavoro agricolo ma anche e soprattutto alla salvaguardia della biodiversità dell’ambiente e delle coltivazioni, csì da poter rilanciare la Toscana e garantire il benessere e la salute dei cittadini permettendo alla Provincia di Arezzo di essere protagonista del futuro.

Elisabetta Bini