da Unione dei Comuni – In merito all’interrogazione posta dal gruppo di minoranza nel primo consiglio comunale del 5 giugno 2019, l’amministrazione comunale di Castel Focognano ha voluto illustrare e rendere pubblica la situazione nella quale versano i luoghi e i lavori in questione evidenziando in modo chiaro e inequivocabile lo stato in cui per anni sono stati lasciati e abbandonati.

Per quanto riguarda il completamento del plesso scolastico, “il progetto doveva prevedere l’ampliamento della mensa come deciso durane l’amministrazione del sindaco Mario Ferrini, ma nei 5 anni successivi, con il sindaco Massimiliano Sestini, i lavori non sono neppure iniziati – ha spiegato la giunta – l’area etrusca invece dopo ben due inaugurazioni, ancora risulta priva di un impianto di irrigazione tanto che, all’indomani dell’insediamento della nuova amministrazione, per evitare che l’erba del prato adiacente si seccasse completamente, ha richiesto un intervento urgente e tempestivo per garantire annaffiature settimanali, facendo conto sulla collaborazione di un’associazione del luogo”.

I lavori di adeguamento sismico del palazzo comunale risultano interrotti dal mese di febbraio 2019 per una questione da chiarire con la precedente amministrazione e tuttora in mano all’avvocato che dovrà ridefinire il contratto, mentre le nuove piante in piazza Mazzini, come spiegato dall’attuale giunta, non avendo irrigatori nè gabbie di contenimento per poter crescere rigogliose, hanno richiesto annaffiature frequenti e per evitare che si seccassero col conseguente spreco di denaro, hanno reso necessario l’utilizzo del personale del comune che però è stato sottratto ad altre mansioni.

“Tra i tanti problemi che abbiamo riscontrato c’è anche l’organizzazione del cantiere per i lavori di Nuove Acque in viale Michelangelo, già calendarizzati dalla precedente amministrazione ma di cui abbiamo ricevuto comunicazione solo in data martedì 11 giugno ovvero 4 giorni prima di inizio lavori stessi – ha aggiunto l’amministrazione comunale – i tempi strettissimi hanno imposto un’accelerazione per effettuare sopralluoghi, aprire contatti con la Provincia per avere direttive riguardo all’eventuale chiusura della strada e relativa viabilità, nonché per poter indire una pubblica assemblea, che si è svolta venerdì 14 giugno, per informare e sensibilizzare i residenti sui disagi che si sarebbero creati per tutta la durata dei lavori. Ci siamo dovuti subito attivare convocando i sindaci dei comuni limitrofi e delle aziende interessate alla chiusura di viale Michelangelo, e prendendo contatti con la ditta appaltatrice per concordare orari di lavoro, preso accordi con i vigili per emettere un’ordinanza relativamente al traffico in generale e ai parcheggi, allertato protezione civile, carabinieri e ambulanze per garantire le emergenze.

Insomma dobbiamo riconoscere che in questo inizio legislatura abbiamo dato prova di forza e resistenza, determinazione e voglia di fare e che molte energie sono state spese per rimediare a ciò che, con inettitudine, non era stato fatto”.