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martedì, 16 Dicembre 2025

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L’edicola della Comunità

di Fabio Bertelli – Comunità, dal latino communitas-atis, significa “comunanza, società, partecipazione”; significa stare insieme, condividere i propri impegni ed aiutarsi l’uno con l’altro affinché la società possa progredire e migliorare. Di aiuto reciproco ne sanno qualcosa i volontari dell’edicola di Piazzolina, donne e uomini che quotidianamente prodigano il loro impegno per cercare di mantenere aperta un’attività che, in un paese come il nostro, rappresenta un importante punto di ritrovo, dai più piccoli ai più grandi.

Giunti oramai al sesto mese di vita del progetto, siamo andati a trovare coloro che fanno in modo che tutto sia possibile e, giungendo in piazza per farci raccontare qualcosa di più sull’edicola, sullo svolgimento del progetto e sulle idee future, ciò che ha colpito prima di tutto l’attenzione è stato trovare delle persone che, dopo aver lavorato una vita intera, hanno deciso di mettersi gratuitamente a disposizione della comunità, con il solo obiettivo di mantenere viva una fiamma di socialità in un paese che, purtroppo, sta sempre di più perdendo il proprio spirito di fratellanza.

Solo per il fatto di tenere aperta l’edicola sette giorni su sette, mattina e pomeriggio (ad eccezione della domenica pomeriggio), dovremmo essere grati a queste donne e uomini per il tempo che mettono a disposizione. Oltre a ciò, parlando con loro, sono venute fuori una serie di argomenti estremamente interessanti, che dimostrano come essi/e tengano molto al bene del paese e facciano il possibile per revitalizzarlo. Parlando con i volontari, ciò che è emerso immediatamente è una sorta di disappunto nel vedere un luogo storicamente importante, come di fatto è Piazzolina, completamente spoglio, privo di punti di ritrovo.

Difatti, l’idea di mantenere aperta l’edicola, portata avanti dall’associazione culturale “Il podestà per l’arte e la cultura”, è dettata non solo dalla volontà di offrire un importante servizio ai concittadini, ma anche dalla voglia di rendere questa piazza nuovamente centrale nella vita comunitaria del paese. Non è un caso che proprio davanti all’edicola sia stata piazzata una panchina, abbellita dagli splendidi disegni di Benedetta Pierazzuoli. Per quanto si tratti di una semplice panchina, questa, come raccontatoci anche dai volontari, ha permesso a giovani ed anziani di avere un punto di appoggio in piazzolina e ha progressivamente fatto in modo che Piazza Roma sia tornata, ancora in modo timido, ma continuativo, un punto di aggregazione e non di semplice passaggio.

Sicuramente l’impegno portato avanti da queste donne e uomini non è tra i più facili per una serie di ragioni facilmente comprensibili. Alla base di tutto vi è una crisi delle edicole in generale, che non dipende dalle abitudini dei nostri concittadini, ma che colpisce in modo più o meno unitario l’intera penisola e l’intera globalità.

A ciò vada ad aggiungersi il tema, già ampiamente dibattuto, del progressivo svuotamento del centro storico, con sempre meno persone che si trovano a camminare per quelle vie. Se il progetto dell’edicola è nato e viene portato avanti è grazie agli sforzi dei vari volontari e agli aiuti economici che, congiuntamente, sono arrivati dall’Amministrazione comunale, da Aruba, da Fruska e dalle donazioni dei singoli cittadini/e che, ognuno secondo le proprie possibilità, hanno voluto contribuire alla causa.

L’invito, ovviamente, è quello di aiutare come meglio si crede un progetto che nasce dalla volontà di tornare a far splendere il nostro paese e non ha alcun scopo di lucro. Oltre alle donazioni, che possono essere fatte direttamente all’Associazione, l’edicola è aperta a qualsiasi tipo di aiuto, dall’assunzione di nuovi volontari a qualsiasi altro tipo di consiglio. Per quanto riguarda i progetti futuri, parlando con Stefano Brami ed alcuni degli altri volontari, ci vengono introdotte alcune importanti iniziative. Sicuramente un’idea è quella di sfruttare lo spazio sottostante all’edicola per quanto riguarda l’organizzazione di presentazioni di libri o, ancora, l’assistenza scolastica gratuita di alcuni professori che, gratuitamente, potranno dare alcune lezioni di ripetizione. Altra idea è quella di fare in modo che l’edicola possa diventare o, meglio, possa continuare ad essere, in quanto già da questa estate ha svolto questo ruolo, un punto informativo. Essendo al centro del paese, difatti, è spesso capitato che molti turisti si siano fermati per richiedere informazioni e consigli sulle loro visite.

Garantire la presenza di cartine geografiche ed altre brochure con attività casentinesi è, dunque, un’idea concreta che si vorrebbe mettere in atto. Molto importante è anche il servizio che l’edicola offre nel portare i quotidiani nelle case delle persone che hanno difficoltà a muoversi ma che, non per questo, vogliono privarsi di una piccola gioia quotidiana come quella di leggersi un buon giornale. Altra cosa molto interessante che ci viene mostrata è una zona dell’edicola completamente dedicata a libri scritti da autori casentinesi che parlano della nostra vallata.

È un’idea particolarmente interessante perché permette a chiunque di entrare in contatto e di venire a conoscenza di tutta una serie di questioni che riguardano la nostra terra e che, altrimenti, non avremmo mai avuto modo di conoscere. Quello che sembra emergere chiaramente da questo progetto, dunque, è proprio la volontà di tornare a fare della socialità un punto centrale e fermo del nostro paese.

Spesso, forse troppo, parliamo della velocità della vita e della perdita di qualsiasi valore umano; eppure, ancora una volta, questo tema torna ad essere di centrale importanza nel nostro racconto. Fermarsi a “scambiare due chiacchere” in paese, seduto su una panchina, non rappresenta in alcun modo una perdita di tempo. Significa, piuttosto, dedicare del tempo alle relazioni umane; significa ricreare quel senso di comunità che sembra essersi del tutto perso. Per questo motivo, oltre che per quello meramente legato all’edicola, il progetto portato avanti da Stefano e da tutti i volontari/e è estremamente importante, soprattutto in un mondo come quello odierno che sembra aver perso ogni tipo di empatia verso il prossimo. Difatti non è un caso che dal Valdarno, spinti da una volontà emulatrice, abbiano contattato Stefano per avere maggiori informazioni riguardo a questo progetto.

Evidentemente, la percezione dell’importanza di questa idea è un qualcosa che è andata ben al di là della nostra vallata ed è qualcosa di cui dovremmo essere particolarmente orgogliosi come abitanti di Bibbiena e del Casentino tutto.

Ringraziando nuovamente tutte le volontarie ed i volontari, rinnoviamo il nostro invito ai lettori a supportare questo e gli altri progetti dell’Associazione.

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