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sabato, 25 Giugno 2022

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Lettera aperta di Borchi ai futuri sindaci dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino

“Domenica 25 Maggio i Casentinesi non eleggeranno soltanto il sindaco del proprio Comune, ma anche sei nuovi rappresentanti nella giunta dell’Unione, una netta maggioranza rispetto agli otto complessivi. Ai nuovi sindaci e assessori dell’Unione, di qualunque appartenenza siano, chiedo:

1.di valutare politicamente il comportamento dei loro predecessori in merito all’abolizione del settore agricoltura e foreste, ai provvedimenti discriminatori assunti nei miei confronti e al progressivo smantellamento delle gestioni delegate dalla Regione a partire dal 1977, che erano il fiore all’occhiello del Casentino

2.di non lasciare quindi alla sola magistratura ogni valutazione e decisione, perché la politica richiede onestà intellettuale e autocritica e sarebbe grave che i nuovi sindaci si assumessero colpe e omissioni di chi li ha preceduti e ne continuassero i silenzi e le mancate risposte, che sono prima di tutto dovute ai cittadini

3.di rimuovere ogni illegittimità dalle norme e dall’attività dell’Unione, a cominciare dal regolamento sui lavori in economia che impone i contratti con pagamento dei diritti di segreteria sopra i € 20.000,00 mentre la legge stabilisce che devono essere in forma privata e gratuita fino a € 200.000,00 e di adottare un regolamento dei contratti come quello della Regione, che applica la forma privata e gratuita fino alla soglia comunitaria ovvero fino a un milione di euro

4.di attuare una vera trasparenza, pubblicando anche il dettaglio dell’impiego dei finanziamenti annuali assegnati nel 2013 dalla Regione per la gestione delle deleghe agricolo-forestali (€ 1.153.892,49) e rendendo pubblica la destinazione degli stessi fondi dell’anno 2014, dando comunque priorità al finanziamento del fabbisogno dei servizi agricolo-forestali

5.di rilanciare gli investimenti e la promozione delle attività agricolo-forestali, rafforzando la relativa struttura di gestione con recupero dei posti persi per pensionamento e con la ricostituzione del settore agricolo-forestale sotto la mia direzione, previo reintegro con accordo transattivo sul passato che estingua la conflittualità presso la Sezione Lavoro del Tribunale di Arezzo

6.di riprendere la difesa, il rilancio e l’incremento dell’occupazione forestale, sia ricoprendo i posti di lavoro persi nei cantieri forestali dipendenti sia sostenendo, tramite nuove iniziative di vendita, le imprese boschive casentinesi e tutta la filiera foresta-legno

7.di sostenere le aziende agricole non solo con l’attuazione del piano di sviluppo rurale, ma anche con il coordinamento della promozione dei prodotti di qualità, puntando alla costituzione di un’unica struttura di tutela e valorizzazione, interamente privata, con cui l’Unione possa confrontarsi e collaborare

8.di rilanciare gestioni e iniziative ora azzerate dall’Unione, prima di tutto il progetto pluridisciplinare di recupero e valorizzazione della Badia Santa Trinita (costruito in modo analogo a quello del Lago degli Idoli da me ideato e diretto) per il quale riuscii a ottenere dalla Regione il 29 dicembre 2011 un finanziamento di € 160.000 restato a tutt’oggi, dopo due anni e mezzo, inutilizzato.

Infine, chiedo che non si consenta più che un lavoratore onesto e capace, che fosse dirigente, impiegato o operaio, sia attaccato, discriminato e licenziato solo perché ha rispettato la legge.”

Simone Borchi

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