di Federica Andretta – Abbiamo intervistato Lorenzo Bachini della compagnia teatrale NATA per scoprirne di più su un’iniziativa che da anni appassiona e affascina persone di ogni età. Quella della lettura non è soltanto l’arte magica di vedere oltre la superficie esplorando luoghi misteriosi e ignoti ma è qualcosa che ha il potere di avvicinare le persone permettendo loro di condividere molto di più di un semplice racconto o avventura.
Come e quando nasce l’iniziativa “Lettura che passione” e chi sono gli organizzatori e i finanziatori del progetto? «L’iniziativa nasce nel 2008 circa quindi sono quasi vent’anni che la compagnia NATA insieme al Comune di Bibbiena e alla biblioteca comunale Giovannini organizza questo ciclo di letture rivolte a giovani e giovanissimi e alle loro famiglie. La compagnia NATA cura le letture ed è finanziata e sostenuta in questo caso dal Comune di Bibbiena (che è il vero e proprio promotore dell’iniziativa) quindi è un progetto nato tanti anni fa dalla richiesta del Comune di Bibbiena di realizzare delle attività che avvicinassero i ragazzi alla lettura. Il nome “Lettura che passione” è più recente e nasce come iniziativa di avvicinamento alla lettura e alla letteratura.»
È un’iniziativa che dura da anni o è il primo anno? «È un’iniziativa nata più o meno nel 2008 quindi sono quasi vent’anni che viene realizzata e con grande soddisfazione, perché negli anni è cresciuta molto. È un progetto che nelle primissime edizioni e versioni (quando ancora non si chiamava “Lettura che passione”) prevedeva tra i tre e i quattro appuntamenti poi nel corso degli anni è cresciuta ed è aumentata la richiesta del Comune così come è aumentato l’intervento anche economico da parte dello stesso. Adesso siamo arrivati a quello che è diventato un cartellone molto ricco di tanti incontri e varie iniziative.»

Sono previsti nel 2025 e 2026 vari incontri di letture e di laboratori artistici a cura della compagnia NATA di cui tu Lorenzo fai parte. A quale fascia di età sono in particolare rivolti? Come sono organizzati gli incontri? «Gli incontri in totale saranno otto: quattro nel 2025 (il primo sabato 8 novembre) e altri quattro nel 2026. Sono rivolti principalmente alla fascia di bambini dai tre-quattro anni in poi (in cui possono iniziare ad avvicinarsi alla lettura ad alta voce; chiaramente letture fatte da altri, perché ancora non sanno leggere). Si tratta di letture animate che possono essere seguite ed ascoltate da bambini anche molto piccoli; già dai tre anni in poi possono partecipare, poi a seconda della giornata e del tipo di lettura ovviamente ci sono delle cose che possono essere più adatte a bambini più piccoli e altre a bambini più grandi. L’idea è di avvicinare i bambini fin da piccolissimi al mondo della carta stampata, del libro e alla magia che ne può venire fuori. Gli incontri sono di solito di un’ora circa, un’ora e mezza in cui nella prima mezz’ora, nei primi quaranta minuti gli artisti e gli attori della compagnia NATA leggono dei libri, raccontano delle storie, animano attraverso pupazzi e canzoni; quindi ci sono vari linguaggi e varie tecniche. Alla fine di queste letture e di questi momenti di racconto si fa un piccolo laboratorio artistico in cui a seconda del tipo di lettura svolta vengono sviluppati con i bambini degli oggetti, dei disegni (spesso e volentieri dei disegni) oppure delle piccole figure, delle sagome, delle cose che abbiano attinenza con la lettura appena fatta. Quindi per fare un esempio: se facciamo una lettura su Pinocchio, possiamo creare un piccolo laboratorio sulla costruzione di un burattino. Dopo una prima parte di lettura si passa alla parte di animazione che può essere inoltre un laboratorio non solo artistico ma anche fisico quindi a volte si chiede ai bambini di giocare, di fare delle piccole scene e di avere delle interazioni.»
La compagnia NATA dal 1988 è sempre più cresciuta specializzandosi nel Teatro di Figura e d’Immagine. Puoi illustrarci brevemente il vostro percorso di questi anni? «La NATA nasce nel 1988 in Casentino, è una delle realtà artistiche e culturali più longeve della provincia di Arezzo, fatto che ci riempie di orgoglio. Fu fondata nel 1988 da Livio Valenti, l’attuale direttore artistico, e Pinuccia Bocchi e Attilio Monti, il quale in particolare era un burattinaio (purtroppo venuto a mancare nel 2005) che fin da subito mise nella compagnia questa impronta e questa ricerca artistica sul teatro di figura. Pertanto fin da subito la NATA ha iniziato a lavorare nel settore del teatro di figura anche se nasce come compagnia a tutto tondo che si occupava e si è sempre occupata di tutti i generi teatrali; è una compagnia che ama definirsi ‘onnivora’ nel senso che si nutre di tutto il teatro possibile. Negli anni ci siamo specializzati nel teatro di figura e nel teatro per ragazzi; più in generale, è un ambito che ci piace molto, è un po’ una vocazione. Per teatro di figura si intende tutto quello che viene realizzato attraverso pupazzi, burattini, marionette, sagome e figure varie; è un modo di raccontare, di rimettere in scena che utilizza oggetti e cose inanimate attraverso le quali poi tramite la fantasia, l’arte dell’animatore e dell’attore si creano delle storie e delle vite. E questa è una cosa che un po’ ci caratterizza, questo amore, questo legame con il teatro di figura che portiamo avanti da tantissimo tempo e che sviluppiamo soprattutto negli spettacoli rivolti ai ragazzi ma non solo, anche agli adulti. A questo riguardo abbiamo vinto nel 2024 il “Premio Nazionale Otello Sarzi”, un importante riconoscimento delle compagnie che si occupano di teatro di figura, uno dei premi più importanti in Italia; siamo molto orgogliosi di averlo vinto con lo spettacolo “Don Chisciotte” della nostra Cinzia Corazzesi, una delle nostre attrici che porta avanti in particolare questo lavoro sul teatro di figura e sui burattini.»
Ripeterete questo progetto in futuro? «Ti direi di sì; chiaramente questo dipende dai finanziatori e dai promotori principali del progetto che è il Comune di Bibbiena che da quasi vent’anni sostiene questa iniziativa; quindi presumo che anche il prossimo anno e in quelli futuri porteremo avanti questo progetto molto importante e molto bello che ci coinvolge da tantissimo tempo e nel quale il Comune di Bibbiena crede molto; ne approfitto per ringraziare l’Assessore Francesca Nassini e il Sindaco Filippo Vagnoli che da sempre sostengono il progetto, credono nell’iniziativa e nell’importanza della lettura rivolta ai bambini per avvicinarli a questo bellissimo mondo; il Comune di Bibbiena ospita, infatti, il “Festival del libro” giunto quest’anno alla terza edizione. Pertanto il legame di Bibbiena con la letteratura (in particolar modo, la letteratura per ragazzi) è sempre più stretto e più forte, quindi spero proprio che si ripeterà!»
Voi come NATA avete già organizzato incontri simili? Se sì, qual è stata la risposta del pubblico? «Sì, sono quasi vent’anni che organizziamo questa rassegna insieme al Comune di Bibbiena e devo dire che c’è sempre stata un’ottima risposta da parte del pubblico, sempre molto interessato. Oltre al Comune di Bibbiena (con cui abbiamo una continuità maggiore e uno sviluppo del progetto più ampio), abbiamo realizzato progetti simili sempre di educazione e di avvicinamento alla lettura anche in altri luoghi, collaborando con altre biblioteche del Casentino (come quella di Pratovecchio Stia) e con il Comune di Poppi alcuni anni fa. È una cosa che in generale facciamo molto; il teatro e la letteratura sono chiaramente inscindibilmente legati e quindi ci capita spesso di lavorare in questi ambiti e la risposta del pubblico è sempre molto bella, il quale partecipa sempre molto volentieri. Penso che sentir leggere e raccontare delle storie da chi lo fa di lavoro sia un modo molto bello per poter scoprire nuove sfumature all’interno di una storia, di un racconto quindi sì, diciamo che piace, sono vent’anni che funziona.»
Ulteriori iniziative future? «Tante, tante, tante, tante! La NATA, come dicevo nelle domande precedenti, è una compagnia ‘onnivora’ nel senso che ci nutriamo di qualsiasi forma di teatro e di arte collaborando con tutti i soggetti che si occupano di cultura, di letteratura e di teatro. Ne facciamo tante di cose: le prossime che partiranno nei giorni a venire saranno la “Stagione del teatro Dovizi di Bibbiena” che curiamo noi e poi ci sarà la “Stagione ragazzi del teatro Dovizi” e la “Stagione ragazzi Antei delle Meraviglie del teatro degli Antei di Pratovecchio” e poi continueranno i progetti di spettacoli per le scuole che quasi quotidianamente realizziamo in Casentino, quindi il progetto “Piccoli sguardi”. A dicembre nel periodo natalizio si terrà un festival teatrale per ragazzi e famiglie che organizziamo da dodici anni ad Arezzo dal titolo “Briciole di fiabe”. Quindi, sì tantissime iniziative che ci vedranno coinvolti durante tutto l’anno!»


