Prima ha fatto a pezzi le pensioni, dopo ha aumentato l’Iva, la benzina, ha istituito l’IMU sulla prima casa, ha
manomesso l’art. 18 e polverizzato 60 anni di lotte sindacali da lacrime e sangue: ora il Governo del server della
Goldman Sachs Monti – con la spending review – assesta il colpo di grazia agli italiani, affondando il suo
coltellaccio sulla carne ancora viva del corpo del paese, colpendo a morte la sanità e l’istruzione (pubbliche) gli
enti locali, il pubblico impiego, portando così a termine il disegno perverso di devastazione sociale iniziato dal
suo predecessore.

Il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri è un vero e proprio mattatoio, contenendo
misure e tagli per 26 miliardi – di cui 4,5 nel 2012, 10,5 nel 2013 ed 11 nel 2014 – che compromettono diritti
costituzionali come quello alla salute: sono affettate le regioni (meno 3,2 mld) i comuni (meno 2,5 mld) le
province (meno 1,5 mld); taglio di 5 mld alla sanità pubblica, tramite la chiusura dei piccoli ospedali e la
riduzione di decine di migliaia di posti letto; sforbiciate le piante organiche nel Pubblico Impiego (10%
dipendenti, 20% dirigenti) che produrrà di fatto il licenziamento di decine di migliaia di dipendenti; svendita a
prezzi di saldo dei servizi pubblici locali.

E – nonostante questo sadico accanimento – il PD dell’ex comunista
pentito Bersani che fa? Fa finta di bofonchiare…di farfugliare qualcosa…di starnazzare un po’ , ma vota – più
compatto di altri partiti – questa macelleria sociale. Un’infamia monumentale, declinata con l’avallo del
compare Napolitano.
Fausto Tenti (Segretario Provinciale Arezzo PRC/FdS)