Avevamo a suo tempo criticato l’autorizzazione alla realizzazione del nuovo Chalet a danno degli spazi e degli interessi pubblici. Ma non eravamo a conoscenza di un altro spetto inquietante.

Ci risulterebbe (se non fosse così pregheremmo le autorità interessate a smentire) che lo stesso Chalet sia stato autorizzato a sversare le proprie fognature nella fossa biologica dell’Istituto Tecnico E. Fermi.

La conseguenza è che oggi gli studenti dello stesso istituto sono costretti a convivere con i cattivi odori provenienti dalla stessa, che nessuno si occuperebbe di svuotare.

La fossa biologica, infatti, come tutto l’edificio scolastico è di proprietà della provincia che avrebbe il compito di curarne la manutenzione. Ma sappiamo in quali condizioni sono state messe le province dalla pseudo riforma del governo Renzi, con tagli di risorse e caos istituzionale.

Ma vorremo chiedere: a chi è venuto in mente e chi ha autorizzato l’uso di una struttura pubblica da parte di un privato?

E se tutto ciò è stato autorizzato, almeno è stato previsto da parte del privato se non altro una compartecipazione alla manutenzione?

E’ stata stipulata qualche convenzione in proposito?

Noi ci rivolgiamo al Sindaco di Bibbiena, che è pur sempre autorità sanitaria, e che ha autorizzato l’intervento edilizio (e ci dica anche chi ha autorizzato l’allacciamento della fogna privata a quella della scuola), perché affronti il problema e non costringa l’ITIS a non utilizzare alcune aule perché l’aria è irrespirabile. E non ci sembrerebbe, comunque, giusto che il pubblico si assuma anche l’onere di attività commerciali private

Attendiamo chiarimenti in merito. Non vorremo che questa vicenda fosse una ulteriore testimonianza della svendita degli interessi pubblici ai privati.

Luca tafi, SEL Casentino