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lunedì, 28 Novembre 2022

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Lo smantellamento delle funzioni ospedaliere continua imperterrito

Riceviamo e pubblichiamo questo intervento sulla sanità casentinese di Valerio Bobini.

Un Ospedale nuovo consegnato nel 2007 al costo di 8 milioni di euro più un altro investimento nei successivi anni di 3,5 milioni per fare le sale operatorie più moderne e tecnologiche dell’ex Asl 8. Tutto inutile, soldi che verranno buttati al macero. Avessero il coraggio e la decenza di dire “ve lo chiudiamo”. No, l’Ospedale non lo chiuderanno, lo renderanno inefficiente ed inservibile fino a che non diventerà una Casa della Salute o poco più, un PIOT (Presidio Integrato Ospedale Territorio) vedi ex Ospedale Pacini della Montagna Pistoiese. Nonostante la firma dell’ultimo Patto Territoriale nel febbraio 2016 dai Sindaci Casentinesi e sbandierato come Patto Salvavita dell’Ospedale per mascherare la delusione ed impotenza nel non aver saputo fermare la distruzione del Punto Nascita, vero gioiello per dati e risultati e chiuso con la scusa dei numeri, un calo parti studiato a tavolino e provocato ad arte quando la realtà era per un gioco di aggiustamenti e spostamenti di Primariati dal Valdarno ad Arezzo, in quel momento scoperto e dal Casentino al Valdarno.

Adesso il gioco si fa pesante; ci avevano provato lo scorso anno a chiudere temporaneamente e poi… stabilmente, la chirurgia (Sala Operatoria) per tutto il mese di Agosto, manovra poi rientrata. Con la regia di Dirigenti consenzienti all’Azienda e la buona scusa della mancanza di anestesisti, a parole si dice che sono stati aperti concorsi e domande per assumerli mentre in pratica si attinge all’escamotage del compenso a gettone, da anni, per farli ruotare su tutte le zone con l’intento di non creare uno staff fisso e collaborante assegnato alle stesse. Il Casentino da mesi ha un solo Anestesista assegnato mentre gli altri ruotano da Arezzo. La stessa manovra di contrazione viene fatta non assumendo Medici per il 118 stabilizzando solo quelli che ci sono, ma non facendo più assunzioni. Il non dotare di un gruppo stabile, organizzato e collaborante che si affezioni alla zona, crea disservizio. L’avvento della Piastra, progetto fortemente voluto da un Dirigente Aziendale, prevedeva già dallo scorso anno nei corridoi aretini che la Rianimazione sulle 24 ore presto non sarebbe più servita, trasformandola passo dopo passo in una medicina d’urgenza gestita dal P.S.

Dal 1° di Luglio è operativa la Procedura che fissa un solo Anestesista “in pronta disponibilità reperibile”per i tre presidi ospedalieri Arezzo, Casentino e Val Tiberina e non più uno in ogni Presidio Ospedaliero come in precedenza che si attiverà nella zona di Chiamata, con tempi lunghi di arrivo e solo per gestire, stabilizzare e trasferire i pazienti a seconda del caso e la riduzione dei chirurghi reperibili a Bibbiena da 2 ad 1 la notte e nei festivi, chiude il cerchio se ancora vi fossero dei dubbi, rendere inoperabile ed inefficiente passo dopo passo Bibbiena senza Rianimazione e Chirurgia Generale. Avessero almeno il coraggio di dircelo chiaro che siamo un popolo di serie B.

Questo di fatto smentisce le rassicurazioni date dal Dott. Desideri all’assemblea pubblica organizzata dalla C.G.I.L. e svoltasi a Bibbiena nel settembre dello scorso anno dove a domanda precisa di un cittadino se a Bibbiena si fosse continuato in futuro ad effettuare interventi operatori su paziente già operato in zona, aveva garantito la continuazione. E’ lampante che manovre di sottrazione di risorse e personale porteranno nel giro di poco tempo a far chiudere la Chirurgia e la Rianimazione di Bibbiena, ma è il destino segnato anche per le altre zone dell’aretino.

A nulla possono servire le frasi: incrementeremo le potenzialità di Bibbiena calendarizzando interventi operatori, esempio di Ortopedia, Fimosi, Cataratte ed altri suppellettili, se non a farci arrabbiare e sentire scaricati come persone umane dalla ASL, dalla Regione e dalla Politica. Una politica di colore ben definito che sta smantellando la sanità pubblica in tutta Italia, ma, guarda caso, non si declassano gli ospedali, Massa Marittima e Nottola, feudi di Marras di Grosseto e Scaramelli di Siena. Anche l’ospedale di Abbadia San Salvatore è stato definito Ospedale di Area Disagiata beneficiando del Decreto Balduzzi e del D.M. 70. La domanda che mi pongo è: dove stanno i due personaggi di spicco della politica aretina che sono in Regione? Chi e cosa tutelano? E’ in atto un massiccio attacco sulle zone periferiche per portare alla sottrazione colpo dopo colpo di funzioni di veri ospedali per creare, dalle parole magiche del Direttore di Programmazione di Area Vasta sud est Valtere Giovannini e pronunciate a Bibbiena alla stessa assemblea Pubblica: “A Bibbiena rimarrà un Ospedale di Prossimità” ed abbiamo capito fin troppo bene cosa significa. Casa Della Salute con un PPI una Postazione di Primo Intervento con tanti saluti al Pronto Soccorso, alla Chirurgia, alla Rianimazione ed all’Ospedale che fu, nel totale silenzio ed apatia, anche nel sentirlo rammentare da parte dei Sindaci per non pensare ad un silenzio assenso; procedete che non c’intromettiamo così capiamo anche perché si inizia dal Casentino. Il tutto in spregio agli ingenti investimenti in milioni effettuati negli anni precedenti in tutti i Presidi Ospedalieri.

Il Presidente del Crest, Valerio Bobini 

 

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