Un eccezionale scoperta, ad opera di due giornalisti Franco Mariani e Mattia Lattanzi, autori del libro “Firenze 1966-l’Alluvione”, edizioni Giunti, ha portato alla luce, dopo 50 anni, che la prima vittima dell’Alluvione di Firenze del 1966 è un cittadino del Comune di Castel San Niccolò, Mario Maggi, morto alle prime ore di quel tragico 4 novembre mentre si trovava per lavoro in via Bolognese. Le ricerche sono partite 5 anni fa, quando Lina Maggi, figlia di Mario, si è rivolta all’Associazione Firenze Promuove, che da 20 anni cura le cerimonie annuali dell’alluvione di Firenze, e al suo presidente, Franco Mariani, per chiedere aiuto per sapere come era morto suo padre: Aveva 44 anni e lavorava con una impresa edile a Pratolino; lui e un suo collega dovevano rientrare in Casentino la sera del 3 ma vista l’impetuosità delle piogge rimandarono il rientro.  Non so molto di come siano andate le cose perché mia madre con 4 figli piccoli (la più grande handicappata), senza telefono, senza patente auto e a 70 km di distanza, ha saputo solo quello che le hanno raccontato.

Nonostante questo il nome del mio babbo non è stato mai inserito tra le vittime dell’alluvione. Vorrei tanto sapere qualcosa di più sulla sua morte. Quello  che ci hanno raccontato è che mio padre è partito la mattina del venerdì da Pratolino con un collega con il camion, dice che lungo la via Bolognese ci fosse tanto fango per una frana e il camion ha perso il controllo e ha cappottato sottostrada (non so in che tratto), pare che l’autista sia rimasto nella cabina mentre il mio babbo veniva sbalzato fuori. Alcuni giorni dopo sembra che su un quotidiano ci fosse la notizia della morte di un operaio in via Bolognese. Tuttavia non sappiamo se sia lui, visto che nessuno ci ha mai detto dove il corpo fu recuperato.  Di certo non accanto al camion ribaltato, perché quando il giorno dopo riuscirono a sollevarlo, sotto non trovarono nessun corpo. Quindi dove finì il corpo, dove fu ritrovato, chi lo ritrovò, come arrivò all’Ospedale in pieno centro alluvionato, accanto all’Arno? I documenti erano sul camion quindi per giorni l’autista ricoverato in ospedale chiedeva dell’amico e alcuni parenti lo cercavano in tutti gli ospedali senza riuscire a trovarlo. Poi la sera della domenica si è cominciato a cercare tra i morti e il mio babbo è stato ritrovato nell’obitorio del S. Giovanni di Dio (allora in zona Borgognissanti) tra i morti senza nome e ancora completamente ricoperto di fango. Ora per 45 lunghi anni ci siamo domandati come faceva ad essere arrivato in quell’ospedale quella mattina se la zona era completamente  allagata? Come e quando è morto? E perché mai il suo nome non è stato mai  inserito tra le vittime? Mario Maggi  44 anni, un padre di famiglia intriso nel fango, sepolto senza neanche un vestito addosso, restituito alla famiglia  dopo 4 giorni.

Una volta ho scritto alla Nazione di Firenze, poi ho scritto all’Ospedale S. Giovanni di  Dio, ma nessuno si è mai scomodato a rispondermi; quel giorno è stato solo il primo di tanti terribili giorni e per questo ho ancora bisogno di capire, per me è come se fosse ieri anche se sono passati tanti anni e oggi di quella bella famiglia di 6 persone siamo rimaste solo in 2”. Le ricerche dei giornalisti Franco Mariani e Mattia Lattanzi hanno portato a scoprire che sul posto intervenne una pattuglia della Polizia Municipale con tre vigili, di cui uno solo ancora in vita, che intervenne anche la Misericordia di Firenze, che il suo corpo cadde nel fiume Mugnone, che la Procura aprì un fascicolo – ad oggi misteriosamente sparito –  e che di fatto Mario Maggi è in assoluto la prima vittima dell’alluvione; tuttavia il suo nome non compare nell’elenco ufficiale steso dalla Prefettura.

Alla luce di queste nuove notizie l’amministrazione del Comune di Castel San Niccolò ha deciso di tenere lunedì prossimo, 31 ottobre p.v. alle ore 12 presso il cimitero monumentale di Strada in Casentino, una cerimonia ufficiale sulla tomba di Mario Maggi, invitando la cittadinanza a parteciparvi.