di Francesco Benucci – “Mille e una notte” è un’espressione che, in ossequio alla celebre raccolta di novelle orientali, evoca atmosfere sognanti, pensieri positivi, viaggi nel regno della fantasia. Ma se modifichiamo, a malapena, la suddetta formula, coniando un “mille… in una notte”, ebbene, anche questa versione “riveduta e corretta” ci racconterebbe una bella storia. Chiedere, per conferme, ai protagonisti, due stiani, musicisti DOC come Emiliano Berti e Francesco Ricci, reduci da un’esperienza… da favola! Stiamo parlando della partecipazione alla rock band più grande del mondo, rock band che prende forma nel 2015 quando ben quattro eventi “prodigiosi” si realizzano uno dopo l’altro: trovare mille musicisti, farli suonare contemporaneamente nel più grande live di sempre, mettere insieme i soldi per rendere reale il tutto, portare i Foo Fighters a Cesena. Visto il successo conseguito (testimoniato dal fatto che il video della performance raccoglie milioni di visualizzazioni), l’evento che vede riunirsi il mastodontico complesso assume cadenza annuale col nome di Rockin’1000.

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E così, dopo un’altra tappa a Cesena, gli organizzatori decidono di “alzare” il tiro, nel senso che l’edizione 2017 ha avuto luogo nella Val Veny nei pressi di Courmayeur a ben 1700 metri di quota ai piedi del Monte Bianco! E tra europei, russi, messicani, iraniani, bengalesi… ecco i nostri prodi casentinesi! Ma, per i componenti dei Dog eat Dog, non tutto è andato “liscio come l’olio”, anzi, la stessa iscrizione è stata un’avventura nell’avventura! Già, perché, per entrare nell’agognato migliaio, bisogna superare alcune selezioni: il primo passo è inviare un videoclip promozionale registrato dal vivo in modo da palesare le proprie capacità. Ebbene, gli stiani inviano, separatamente, il medesimo video in virtù del principio “se ci prendono… ci prendono entrambi”! E invece no, o almeno così sembra. Infatti, dopo un mese, Francesco riceve il messaggio che comunica la risposta affermativa ma, “sul fronte Emiliano”, tutto tace. Il volto di quest’ultimo assume i colori dello sgomento, le palpitazioni aumentano, lo svenimento è dietro l’angolo… finché un’intuizione dissipa le nubi: perché non guardare nello spam?

Ed infatti, proprio lì, sepolta nella posta indesiderata, si annida la mail più sospirata dal musicista casentinese! Tra brividi e colpi di scena, ma con pieno merito, i due superano il primo step; ora, facendo parte di un numero di accettazioni più ampio di quello definitivo in ossequio al bisogno di riserve, ci vogliono nervi freddi e tempestività per cliccare in tempo utile sulla convocazione così da entrare definitivamente nella rock band dei mille: si susseguono giornate di controlli assillanti quando giunge il momento fatidico ed Emiliano risponde presente. Stavolta a “complicarsi la vita” è Francesco che, essendo al lavoro, ritarda nell’ufficializzare la propria accettazione; ma il panico ha vita breve e, una volta tornato reperibile, il nostro si unisce alla truppa di Rockin’1000!

Mancano tre mesi e a fremere non ci sono solo i futuri protagonisti dell’evento: Andrea Bertini fornisce il supporto tecnico per “l’impresa”, gli irriducibili seguaci del duo casentinese (Eleonora, Debora, Laura, Mara, Nadia, Ivan, Ugo) organizzano il “trasfertone” in Valle d’Aosta con tanto di pulmino ed entusiasmo alle stelle, Marco Certini dà il suo fondamentale aiuto nel dare concretezza a una geniale idea di Francesco; quest’ultimo, infatti, prende un pezzo di mogano e uno di cipresso delle foreste casentinesi (per fare le parti esterne) e, subito seguito da Emiliano, si costruisce la chitarra per l’evento: i nostrani “mastro Ciliegia” danno corpo e vita a due strumenti che catturano l’occhio… e l’orecchio perché il suono che ne esce è da paura! Nel frattempo, dopo aver provato il rispettivo pezzo tramite spartiti e video tutorial, giunge il momento della partenza!

Ed il viaggio poteva essere banale? No, di certo: i due si avviano con anticipo “fantozziano” e auto stracarica, si imbattono in varie peripezie, arrivano in orario antelucano e passano la prima nottata in macchina. Intoppi a parte, tuttavia, per Emiliano e Francesco inizia un’esperienza indimenticabile a partire dalla sua veste generale ed organizzativa: gli stiani si ritrovano a vivere tre giorni h24 da rockstar tra momenti deputati a montare gli strumenti, prove sempre più frequenti, una sessione acustica intorno ad un grande fuoco, il concerto vero e proprio col pubblico assiepato in una sorta di tribuna naturale e svoltosi nonostante un allarme maltempo poi rientrato. Al contempo Rockin’1000 resterà nel cuore e nelle menti dei nostri anche sotto il profilo umano vista la chimica creatasi tra i partecipanti: tutti, dalla fanciulla con la chitarra al bambino con la batteria, si scambiano sguardi complici, si danno la carica, provano brividi di emozione, magari, come accaduto ai nostri conterranei, si riuniscono in gruppi facebook, condividono nuove esperienze e si ritrovano in mini-reunion per fare due schitarrate insieme.

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Ovviamente, anche in questo contesto, non mancano aneddoti imperdibili come quando, dopo il concerto del sabato, Emiliano e Francesco incappano, tra le varie attività organizzate, in un tendone semivuoto dove si svolge un karaoke per chitarra: ebbene, nonostante la stanchezza, i due inforcano gli strumenti e, sulle ali dell’adrenalina, richiamano una notevole folla di spettatori e si fanno ben volere dal gestore dello stand! In ogni caso, a trasformare un’esperienza già bella in una storia fantastica, ci pensa l’accoglienza ricevuta dalle chitarre “autoprodotte”: ne restano folgorati uno dei principali organizzatori, il cosiddetto “guru”, che, da appassionato di strumenti “artigianali”, li scambia per veri e propri liutai, l’ideatore di Rockin’1000 Fabio Zaffagnini e persino il chitarrista di Elio e le Storie Tese! Anche questi attimi si stagliano nell’album dei ricordi, un album che i nostri non vedono l’ora di rinverdire già l’anno prossimo o, chissà, quando la logistica lo permetterà, in una mini-reunion in quel di Seul o New York!

Nel frattempo però, in attesa di quel che sarà, si godono quel che è stato, ovverosia una favola da mille… in una notte!

(tratto da CASENTINO2000 | n. 287 | Ottobre 2017)