Ultimamente sulle RSA di Pratovecchio e Stia pare si siano addensate nuvole scure, la prima puntellata in attesa di una nuova struttura, la seconda investita da problemi del gestore, scaricati sui dipendenti che hanno subito ritardi nella riscossione dei salari e altri disagi ben documentati dai media e da altri “paladini”. Per questo abbiamo chiesto a Filippo Berti, Governatore della Misericordia di Stia, di fare un punto sulla situazione attuale per evidenziare il ruolo che la Venerabile associazione ha svolto in questa vicenda.
La recente storia è un po’ complicata e cercheremo di esporre i dati, soprattutto finanziari, nel modo più semplice possibile.
Nei primi anni 2000 la Misericordia di Stia decise di acquistare l’ex ospedale per realizzare una casa di riposo accendendo un mutuo per ben 1.200.000 Euro che si estinguerà nel 2022. Come da accordi tra i vari enti, tale importo è stato destinato a finanziare il completamento dell’attuale ospedale di Bibbiena.
Dopo un periodo di gestione diretta, la stessa fu affidata ad una cooperativa, in pratica a quella che la gestisce attualmente. La Misericordia era proprietaria del bene ma titolare anche delle quote sanitarie per cui la ASL pagava la Misericordia la quale avrebbe dovuto girare gli importi al gestore. Qualcosa nella gestione sembra non aver funzionato, tanto che nel 2011, a seguito di una verifica interna, si è cercato di riequilibrare i conti operando con più oculatezza. All’epoca risultavano circa 850.000 Euro di mutuo residuo per l’acquisto dell’immobile (ex ospedale), circa 820.000 Euro di debito verso la cooperativa che gestiva la casa di riposo ed alcune decine di migliaia di euro di crediti inesigibili verso la ASL. Alla fine del 2011 la Misericordia presentava un deficit di gestione di oltre 200.000 Euro. In sintesi tra mutui, debiti verso la cooperativa e disavanzi gestionali il totale di esposizione finanziaria ammontava, nel 2011, alla cifra astronomica di circa 1.870.000 Euro. In tutto questo si innestavano i costi per il mantenimento delle attività di pronto soccorso ed istituzionali della Venerabile associazione che hanno dovuto subire una accurata revisione.
Se il debito residuo relativo all’acquisto della struttura, più volte richiamata, si comprende benissimo, appare incomprensibile la restante cifra di circa 1.000.000 di Euro che risulta enorme e sproporzionata alle attività svolte. In quel milione di euro c’è anche l’acquisto del terreno per l’eliporto.
Di questo argomento abbiamo già parlato ampliamente in passato. Si tratta cioè dei 90.000 Euro, versati alla famiglia dell’ex sindaco di Stia e attuale presidente del Parco delle Foreste Casentinesi Luca Santini, per l’acquisto del terreno situato nei pressi del cimitero di Stia in cui avrebbe dovuto essere realizzata una piazzola per l’elisoccorso, iniziativa per fortuna stoppata sul nascere dai vertici ASL, dopo un nostro articolo che denunciava  quanto improbabile fosse quel progetto vista la collocazione del terreno in questione e le difficoltà per raggiungerlo (leggi il Badalischio del 2014 sotto). Su questa vicenda il nostro giornale ha continuato a chiedere più volte che fosse fatta chiarezza e i conti della Misericordia che oggi non tornano sembrano confermare, purtroppo, quanto quella richiesta, per troppo tempo non ascoltata, avesse più di un fondamento. Forse è arrivato davvero il momento di fare per intero chiarezza, di conoscere particolari e fatti, di individuare eventuali responsabilità.
Continuando a parlare con Berti, oggi la situazione rimane pesante, anche se sembra sia stato individuato un percorso di uscita che dovrebbe rappresentare una soluzione soddisfacente per tutti. Nel 2022 si estinguerà il mutuo per l’acquisto dell’ex ospedale, il credito verso la cooperativa, ammontante a 700.000 Euro,  sarà estinto entro il 2029 e, con il nuovo contratto di gestione, anche le quote sanitarie di cui era titolare la Misericordia sono state passate direttamente alla cooperativa per evitare inutili giroconti tra i soggetti interessati. Contemporaneamente l’affitto che la cooperativa paga alla Misericordia è passato da 200.000 Euro annui a 300.000 Euro, un aumento non indifferente che se da un lato potrà garantire all’associazione l’equilibrio finanziario necessario per svolgere le proprie attività al servizio della comunità, dall’altro probabilmente ha rappresentato un peso per gli utenti finali dei servizi.
È vero che la cooperativa non ha sempre rispettato le scadenze verso i propri dipendenti a causa dei mancati pagamenti della Misericordia?
Probabilmente no, le transazioni fatte tra le parti sono state concordate dalle relative dirigenze che ne avranno valutato attentamente la sostenibilità finanziaria. Quindi questo nesso causa effetto sembra non avere fondamento.
In tutto questo si innestano ulteriori considerazioni sui servizi che nel futuro i cittadini chiederanno e su quale sarà il ruolo del volontariato. Probabilmente l’attuale casa di riposo dovrà essere adeguata alle normative edilizie vigenti e quindi ci sarà bisogno di investire ancora trovando le necessarie coperture finanziarie. Gli errori non sono mai irreparabili, ma comunque necessitano di attuare manovre correttive i cui costi potrebbero scaricarsi anche sulla comunità.
Ma il volontariato deve interrogarsi non solo su come gestire da buon padre di famiglia la propria associazione, ma anche come organizzarsi territorialmente. Un esempio su tutti, in Casentino le varie associazioni che prestano servizio nel primo soccorso dispongono di 32 autoambulanze (costo di circa 90.000 Euro l’una, n.d.r.) ma per i servizi fatti 10 potrebbero benissimo coprire il fabbisogno di vallata. L’innalzamento dell’età pensionabile ha di fatto falcidiato i volontari under 60, ma anche gli irrinunciabili studi universitari hanno fatto perdere gli under 30. Un raccordo di vallata per ottimizzare mezzi e risorse umane sarà un passo imprescindibile se si vorrà continuare a mantenere gli standard attuali.
La cura dei nonni potrebbe sicuramente essere un’attività trainante per la creazione di un distretto economico che può offrire tranquillità, ottima qualità di vita, ambiente incontaminato, patrimonio artistico e culturale di rilievo. Per l’alto Casentino potrebbe essere l’unica attività imprenditoriale, oltre il turismo, veramente sostenibile, anche in considerazione che le rette delle strutture attualmente in attività sono nettamente inferiori rispetto a quelle delle grandi città limitrofe, garantendo la possibilità anche ai più deboli di garantirsi una serena vecchiaia.
Insomma aver rimesso in fila un po’ di storia della Venerabile Misericordia di Stia crediamo possa servire a discernere le cronache e comprendere che così come gli errori, anche le azioni positive si ripercuotono sulla società e sulla nostra vita, per questo scegliere è un atto di estrema importanza. Scegliere di essere un cittadino rispettoso delle leggi e con la mano tesa verso il nostro “prossimo”, scegliere gli amministratori pubblici e privati tra i “migliori” in modo da garantire il buono sviluppo delle comunità, scegliere di partecipare con azioni di volontariato a tutti i livelli.
Invece di “scagliarsi” contro il “nemico”, quando siamo di fronte ad un albero maestoso, che magari ora è diventato un pericolo per essersi sviluppato in un luogo diverso dalla foresta; sarebbe bene ricordare che,  se è lì, tanto tempo fa qualcuno ha interrato un seme, se ne è presa cura e solo perché oggi non ci piace più dimentichiamo che, a suo tempo, nessuno ha mosso un dito per far si che il “mostro” non crescesse.
Perché nei paesi tutti sanno tutto di tutti, ma poi, a volte, tutti lasciamo che le cose sbagliate crescano più di quelle giuste. Per tutto quello che facciamo, speriamo sempre che Dio ce ne renda merito.

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(tratto da CASENTINO2000 | n. 293 | Aprile 2018)