di Monica Prati – Nell’estate del 2019 la Casa Editrice Aletti, proprio quella che da oltre venti anni porta gli allievi a raggiungere importanti soddisfazioni artistiche, ha indetto un concorso letterario “CET SCUOLA AUTORI DI MOGOL”. I partecipanti dovevano inviare da 1 a 3 composizioni del genere poesie e canzoni. Anche un casentinese ha partecipato, ottenendo una Menzione Speciale al Merito, si tratta di Massimiliano Portera di Pratovecchio Stia che oggi ci racconta com’è nata l’idea di iscriversi e della passione per la musica che, come lui ha detto rappresenta “la raffigurazione illimitata di ciò che è una persona”.

Come ha deciso di partecipare al concorso?
«L’ho fatto semplicemente per curiosità, dandogli il giusto peso. In realtà non pensavo neanche di essere preso in considerazione, anche perché quello che faccio l’ho sempre fatto per una mia soddisfazione personale. Ad essere sincero, non ho mai mostrato il mio lavoro ad altri, forse perché la mia timida riservatezza mi ha sempre portato a rimanere all’ombra di qualunque occasione potesse essere di dominio pubblico. Io, nel mio “laboratorio di creatività” riesco a sognare e ciò è fondamentale perché quando raggiungo un obiettivo che mi sono preposto, anche se con molta fatica, sono veramente felice. Poi in realtà ho partecipato anche ad altri concorsi togliendomi piccole soddisfazioni, ma non voglio dilungarmi troppo. Inoltre, partecipare a questo genere di concorsi, secondo il mio modesto punto di vista, può essere molto utile, principalmente aiuta nella crescita della propria personalità artistica. Confrontarsi con altri stili di scrittura mi ha sicuramente invogliato a scavare più in profondità, a cercare soluzioni diverse che probabilmente sotto certi contesti non avrei notato o sicuramente avrei trascurato».

Portera 3
La musica ha una funzione principale?
«Ah, la musica, passione infinita, ho sempre creduto che essa sia la raffigurazione illimitata, qualunque sia lo stile, di ciò che una persona è, ovvero voglio dire che ognuno di noi è legato, inevitabilmente, nel proprio percorso di vita, a tutto quello che ascolta di musicale. Personalmente, penso che il compito principale della musica sia trasmettere delle emozioni, che siano vibrazioni, stimoli, malinconie, essa ha l’obbligo di lasciarti dentro qualcosa. La passione per la musica è sempre stata presente nella mia vita. Ricordo che fin da bambino ho avuto la grande fortuna di sentirla e quindi percepirla continuamente; anche obliquamente ciò che ascoltavano i miei fratelli, ognuno con espressioni musicali diverse, dalla classica al pop al rock etc. In casa mia dalla mattina alla sera si ascoltava musica. La mia ricerca principale negli anni, non essendo un musicista ma semplicemente autodidatta, si è spostata sicuramente sulla parte letteraria, lo studio dei testi ha sempre entusiasmato e attratto la mia attenzione. Poi si cresce, il tempo trascorre, ahimè, velocemente e nella vita si è portati a fare delle scelte, scelte coscienti, dedicate al mio attuale lavoro e principalmente alla mia bella famiglia. Non ho tralasciato però, nei momenti di libertà il piacere di scrivere. Questo oggi è il mio hobby primario e, in quei ritagli di tempo, lo porto avanti con smisurata passione, passione che in qualche modo spero di avere in parte trasmesso a mio figlio che dal prossimo settembre proseguirà il suo percorso di studi al Liceo Musicale di Arezzo. Volevo concludere dicendo che il percorso che ognuno di noi nella vita si prefigge, potrebbe, e credo sia un bene, non finire mai. La crescita costante nel raggiungimento dei propri obiettivi è lo scopo primario della nostra ricerca. Questo a parere mio è un valore aggiunto a qualsiasi attività ogni persona svolga. Nel mio caso pertanto, posso sicuramente attestare che la lettura (tutta) sta alla base di tutto».

Mi può leggere un testo che ha composto?
«Volentieri. L’ho scritta nel mese di settembre 2017, s’intitola Il tempo adesso:

Ho provato con dolenza a guardare altrove
Quanta confusione oggi, nelle mie parole
Ma io non so tacere
Non voglio più capire
Ti ho attaccata e ho combattuto e poi sono caduto
Ma quello che incolpava era, solo un cuore ferito
Ti ho lasciata andare
Come quando se ne va il sole
Vivo nella notte, non mi potrai trovare
Fra queste mie ferite rimarrà il dolore
Ma vivo di me stesso sento il tempo adesso
Solo oggi tu a noi non dai più un senso
Inferno o paradiso?
Che non consola più il sorriso
Rincorrersi o scappare?
Ma non appaga non appaga certo il cuore
Ho inseguito il mio sentiero fra polvere e parole
Da chi mi stava accanto e non capiva il mio rancore
Trattengo il mio respiro ora
Per innalzarmi in volo ancora
Vivo e non saremo più, vivo e non esisti tu
Libero da quel sorriso che hai tradito
Ma vivo di me stesso, vivo il tempo adesso
Solo oggi tu mi dai di nuovo un senso
Inferno o paradiso?
Rinnova ancora il mio sorriso?
Rincorrersi o scappare?
Ma non appaga non appaga certo il cuore.

(tratto da CASENTINO2000 | n. 321 | Agosto 2020)