di Beatrice Boschi – Quando si parla di attività fisica, la maggior parte delle persone pensa subito all’allenamento: palestra, corsa, nuoto, sport strutturati. Eppure esiste una componente spesso sottovalutata, ma determinante per il benessere e la gestione del peso: il NEAT. NEAT è l’acronimo di Non-Exercise Activity Thermogenesis, ovvero tutta l’energia che consumiamo attraverso i movimenti quotidiani non legati all’esercizio fisico vero e proprio.
Camminare mentre si telefona, fare le scale, spostarsi per lavoro, sistemare casa, gesticolare: sono tutte attività che rientrano nel NEAT. Quello che sorprende è quanto questo “movimento invisibile” incida sul dispendio energetico totale. In alcune persone può rappresentare anche diverse centinaia di calorie al giorno, facendo la differenza tra un bilancio energetico in equilibrio o in surplus.
In altre parole: due individui con lo stesso allenamento e la stessa alimentazione possono avere risultati completamente diversi semplicemente per il livello di NEAT. Negli ultimi anni, la riduzione del movimento quotidiano è diventata un problema concreto. Lavori sempre più sedentari, spostamenti in auto, tempo libero spesso passato davanti a uno schermo: tutto questo ha drasticamente abbassato il NEAT medio. E non sempre un’ora di palestra è sufficiente a compensare una giornata passata quasi interamente seduti.
È importante chiarire un punto: il NEAT non sostituisce l’allenamento, ma lo completa. L’attività strutturata resta fondamentale per migliorare performance, forza, composizione corporea e salute cardiovascolare. Tuttavia, il NEAT rappresenta quella base quotidiana che mantiene attivo il metabolismo e contribuisce in modo significativo al dispendio energetico complessivo. Dal punto di vista pratico, aumentare il NEAT è spesso più semplice e sostenibile rispetto a inserire ulteriori allenamenti. Non richiede tempo extra dedicato, ma piuttosto una diversa gestione delle abitudini quotidiane. Piccoli cambiamenti possono avere un impatto concreto: scegliere le scale invece dell’ascensore, parcheggiare più lontano, fare brevi pause attive durante il lavoro, camminare mentre si parla al telefono, alzarsi più spesso dalla scrivania.
Un aspetto interessante riguarda anche la regolazione dell’appetito e della composizione corporea. Un NEAT più elevato aiuta a gestire meglio l’energia introdotta con l’alimentazione e riduce il rischio di accumulo di massa grassa, soprattutto nei soggetti sedentari. Inoltre, mantenere un livello di movimento costante durante la giornata contribuisce a una maggiore sensibilità metabolica e a una migliore gestione della glicemia.
Spesso chi intraprende un percorso nutrizionale si concentra esclusivamente sulle calorie o sulla distribuzione dei macronutrienti, trascurando completamente il movimento quotidiano. In realtà, lavorare sul NEAT permette di rendere il piano alimentare più flessibile e sostenibile, evitando restrizioni eccessive.
Il messaggio chiave è semplice: non serve muoversi solo “un’ora al giorno”, ma il più possibile durante tutta la giornata. Il corpo umano non è progettato per stare fermo a lungo, e anche piccoli stimoli ripetuti nel tempo possono generare grandi risultati. In un contesto in cui il tempo è sempre poco e gli impegni aumentano, il NEAT rappresenta una strategia concreta, accessibile e spesso sottovalutata per migliorare salute, energia e composizione corporea. È il movimento che non si vede, ma che lavora ogni giorno, silenziosamente, a nostro favore.
Dott. SSA BEATRICE BOSCHI Biologa e nutrizionista
Rubrica ESSERE L’Equilibrio tra Benessere, Salute e Società


