da Comitato aretino per il NO – Il Comitato per il NO si costituisce anche ad Arezzo per diffondere informazioni relativamente al referendum che si terrà il 29 marzo, tenuto sotto silenzio dalle principali forze politiche attualmente in campo, e per sostenere le ragioni di un NO, decisivo per la salvaguardia della democrazia e dello spirito della Costituzione.

La prima riunione del Comitato per il NO al referendum, aperta a tutti e tutte le persone interessate e a tutte le organizzazioni che vorranno aderire, si terrà lunedì 2 marzo alle 17,30, presso la sede provvisoria di Arezzo in Via Po 35. Nell’occasione saranno valutate le azioni da promuovere. Le adesioni potranno essere formulate anche tramite l’indirizzo di posta elettronica comitatodifesacostituzione@gmail.com .

La riduzione del numero dei parlamentari è una tappa significativa di un percorso di attacco al Parlamento come istituzione, che va avanti da decenni, e che mira a un rafforzamento del potere esecutivo, rappresentato dal Governo, ai danni del legislativo, cioè della volontà popolare rappresentata deal Parlamento. Non a caso tendevano esattamente a questo, pur per vie diverse, i due progetti di grande riforma della Costituzione, di Berlusconi nel 2006 e di Renzi nel 2016, giustamente respinti dal voto popolare.

Il Comitato per il NO tenta quindi di portare anche ad Arezzo una campagna a difesa del Parlamento come istituzione, in quanto unico organo a livello nazionale direttamente eletto dai cittadini, i cui membri devono essere scelti con una legge elettorale proporzionale con indicazione di preferenze, che li sganci dallo strapotere delle segreterie dei partiti – e delle lobby – e che garantisca quindi la selezione di una classe politica all’altezza delle esigenze del Paese.

Il Comitato per il NO ritiene che la riduzione del numero dei parlamentari non serva a restituire dignità e maggiori al Parlamento. E’ al contrario convinto che una drastica riduzione come quella proposta, in assenza di una opportuna legge elettorale, riduca la rappresentanza in maniera inaccettabile e incompatibile con la rappresentatività del corpo elettorale.

Ed è evidentemente pretestuosa e risibile la motivazione della riduzione della spesa portata a giustificazione del taglio. Il risparmio sarebbe una cifra irrisoria, pari allo 0,007 della spesa pubblica totale. Non è certo opportuno, peraltro, risparmiare sui costi della democrazia; meglio sarebbe risparmiare per esempio sulle spese militari.

Se proprio si voleva risparmiare sui costi delle Camere, lo si poteva fare diminuendo gli stipendi dei parlamentari, senza toccare quindi la rappresentanza.

Il Comitato aretino per il NO al referendum del 29 marzo sul taglio del numero dei parlamentari invita tutti i cittadini e le cittadine e le organizzazioni democratiche a mobilitarsi in difesa della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza antifascista, ancora una volta sotto attacco.