Il 31 luglio 2014 l’AEEG ha approvato le tariffe per gli anni 2014 e 2015 precedentemente deliberate dall’AIT. Come è noto gli utenti di Nuove Acque dovranno farsi carico di un aumento delle tariffe del servizio idrico del 5,2% nell’anno 2014 e di un ulteriore 6,5% nel 2015. In sostanza, se si aggiunge l’aumento tariffario del 2013, pari al 6,5%, i cittadini aretini in soli tre anni (dal 2012 al 2015) subiranno uno stratosferico incremento tariffario del 19,4%.

Ma purtroppo potrebbe non essere finita qui.

Infatti la delibera dell’AEEG fissa anche l’importo (massimo) che Nuove Acque potrebbe richiedere ai propri utenti dopo il 2015 come conguaglio per le tariffe degli anni 2012 e 2013. Questo importo è pari a 3.215.102 euro per una cifra media per utente di circa 30 euro.

Il conguaglio da richiedere ai cittadini non sarebbe obbligatorio, come del resto non lo è nemmeno il deposito cauzionale. Tuttavia il fatto che Nuove Acque abbia già iscritto come ricavo da conguaglio nei bilanci approvati 2012 e 2013 le cifre di 1.407.000 euro e di 2.336.000 euro fa capire chiaramente le intenzioni del gestore. Fra l’altro l’importo complessivo iscritto nei bilanci di Nuove Acque è persino superiore di ben 528 mila euro a quello massimo autorizzato dall’AEEG.

I motivi di questo conguaglio non sono indicati nella delibera dell’AEEG. Tuttavia si ritiene possibile ricostruire la principale e forse unica ragione. Si tratta del fatto che quando l’AIT deliberò le tariffe 2012 e 2013, il 30 aprile 2013, lo fece sulla base di una vendita stimata per anno pari a 15,7 milioni di metri cubi di acqua. I dati reali denunciati da Nuove Acque invece sono risultati molto minori: 15,4 milioni di metri cubi per l’anno 2012 e 14,6 milioni di metri cubi per l’anno 2013; ciò avrebbe comportato un minor introito rispetto a quanto previsto e da qui l’ipotesi del mega-conguaglio a carico dei cittadini.

Peraltro lascia forti perplessità anche il fatto che l’AIT, il 30 aprile 2013, quando ha predisposto le tariffe 2012 e 2013 (che i sindaci NON hanno approvato), ha stimato un consumo di 15,7 milioni di metri cubi per l’anno 2012 quando non poteva non sapere che quella annualità si era già chiusa con una vendita reale pari a 15,4 milioni di metri cubi. Stesso ragionamento lo possiamo fare anche per l’anno 2013 perché già al 30 aprile 2013 erano trascorsi 4 mesi e il trend della riduzione delle vendite di acqua non poteva essere disconosciuto dal gestore e dall’AIT.

Ma è tutto il meccanismo che è paradossale. Le alte tariffe del servizio idrico aretino (le più alte d’Italia) che aumentano ogni anno anche 10 volte rispetto alla inflazione determinano l’ovvia conseguenza della riduzione dei consumi da parte degli utenti che cercano per questa via di limitare il caro bolletta sul bilancio familiare. Ma il tentativo degli utenti viene vanificato perché il gestore DEVE incassare quella determinata cifra e se non lo fa perché i consumi diminuiscono allora applica a posteriori un conguaglio a suo favore, nei fatti aumentando retroattivamente le tariffe. Ma le tariffe retroattive, proprio su ricorso del Comitato Acqua Pubblica di Arezzo, sono state giudicate illegittime con sentenza del TAR poi confermata dal Consiglio di Stato; il fatto che ora questa possibilità venga prevista da un organismo amministrativo quale è l’AEEG non modifica questo dato: le tariffe retroattive, anche se chiamate conguaglio, sono illegittime.

Il Comitato Acqua Pubblica invita i Sindaci, che si devono riunire prossimamente per decidere se cancellare l’applicazione del deposito cauzionale, ad affrontare anche il tema del possibile conguaglio tariffario negando la possibilità che esso possa essere applicato dal gestore.

Comitato Acqua Pubblica di Arezzo.