di Melissa Frulloni – Ricordiamo tutti molto bene quello che è successo lo scorso 14 maggio a Bibbiena, quando quattro gattini furono salvati dopo essere stati gettati nel cassonetto dell’immondizia. Fu grazie al prontissimo e capace intervento dei Vigili del Fuoco, della Polizia Municipale e del personale di Sei Toscana, che i gattini appena nati riuscirono a salvarsi da una fine terribile.
L’allarme venne lanciato da un abitante della zona che avvertì un flebile miagolio provenire da dentro il cassonetto grigio dell’indifferenziata, proprio mentre stava gettando l’immondizia. I gattini erano stati abbandonati in un sacchetto, chiusi dentro un altro sacchetto e buttati tra i rifiuti! Il gesto inqualificabile del vigliacco protagonista di questo grave reato nei confronti di animali indifesi (che ricordiamo è punito anche penalmente) non ha avuto, per fortuna, esito positivo, proprio grazie alla sensibilità di alcuni cittadini e alla professionalità e la prontezza dei professionisti giunti sul posto.
Una volta recuperati i gattini sono stati affidati alle cure di Roberta Lorenzi, titolare del negozio Zampamondo. Roberta è da sempre attiva e pronta a dare una mano quando si tratta di animali in difficoltà, il suo amore per loro e il grande rispetto che nutre per ogni essere vivente l’ha portata nel tempo ad aiutare tutti che si tratti di gatti, cani, uccelli, roditori… È un porto sicuro in Casentino (insieme a molti altri volontari e volontarie, alle associazioni animaliste e ad alcuni veterinari) quando c’è bisogno di risolvere una situazione delicata e complessa.
“Abito vicino a dove è successo il fatto; quel giorno stavo tornando a casa ed ho visto tantissima gente intorno ai cassonetti, Vigili del Fuoco, Municipale e non ci ho messo molto a capire quello che stava succedendo. Purtroppo sembra impossibile, ma ancora oggi, nel 2025 e in un luogo come il Casentino ci sono persone che non sterilizzano e “risolvono” il “problema” delle nascite annegando i gattini, uccidendoli o peggio, gettandoli vivi nei cassonetti e condannandoli ad una morte terribile. In questo caso i quattro mici erano stati chiusi in ben due sacchetti di plastica, così da escludere ogni possibilità di sopravvivenza. E invece, alla faccia del loro aguzzino e aiutati da non si sa da quale buona stella, sono riusciti a salvarsi e soprattutto a vivere tutti e quattro, cosa che purtroppo non era scontata quando sono stati recuperati.” Ci ha raccontato Roberta.

Le settimane successive al recupero sono state difficili e molto dure, soprattutto per uno di quattro gattini che aveva smesso di mangiare. Probabilmente la caduta all’interno del cassonetto gli aveva provocato dei traumi, sia alla testa che ad un fianco, come ci dice Roberta: “Ha avuto un paio di ricadute, momenti in cui ho pensato veramente che non ce l’avrebbe fatta, ma sorprendentemente si è sempre ripresa, lottando come una leonessa e stupendo tutti della sua grandissima forza, pur essendo così piccola e indifesa. Waky, l’abbiamo chiamata così; io e la mia famiglia abbiamo deciso di tenerla con noi, di non affidarla e prendercene per sempre cura. Gli altri gattini invece sono andati, uno a Milano, da una redattrice di Vogue, uno al capo dei Vigili del Fuoco a Cortona e l’altro è rimasto in Casentino. Tutti sono stati adottati e consegnati a persone di gran cuore che li ameranno incondizionatamente, come gli animali meritano.”
Prima di darli in affido Roberta ha vegliato sui quattro gattini giorno e notte, letteralmente. Avevano necessità di mangiare ogni 20 minuti e non si è mai separata da loro proprio come avrebbe fatto la loro mamma. Ha vissuto giornate faticose e nottate intense, ma non rimpiange nulla di quei momenti proprio perché sa che tutto quello che ha fatto ha permesso ai gattini di salvarsi e di iniziare una nuova vita con persone che gli vorranno veramente bene.
“Non riesco davvero ad immaginare come si può compiere un gesto del genere… Uso questo spazio per ribadire l’importanza della sterilizzazione, unico modo per evitare nascite indesiderate. E se proprio non potete sterilizzare, vi supplico di affidare i gattini a me o agli altri volontari che mai si sono tirati indietro per aiutare mici e persone in difficoltà. Carla Giovani è un altro punto di riferimento, così come ENPA Casentino e il nostro canile, ma anche i veterinari della zona. Uccidere non può essere una soluzione!” Ha concluso Roberta.
Nel sacchetto di plastica in cui sono stati trovati i gattini c’erano anche possibili indizi che potrebbero far risalire all’identità del vigliacco protagonista di questo grave reato. Sono già passati più di due mesi dalla vicenda e non sappiamo ancora come si sono evolute le cose.
Attendiamo ancora di sapere da chi di competenza come procedono gli accertamenti del caso, sperando che venga fatto tutto il possibile e che il responsabile venga punito giustamente come prevede la legge e il codice penale.
Non vorremo che questo grave atto finisca nel dimenticatoio e cercheremo con il nostro giornale di mantenere alta l’attenzione affinché ciò non accada.


