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mercoledì, 30 Novembre 2022

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Omaggio agli alberi del Casentino

di Marco Roselli – Il 2020 si avvia alla chiusura e non potrà certo essere ricordato come un anno felice e spensierato per i motivi sanitari noti a tutti. Tutta l’umanità si sta adoperando per trovare soluzioni a un morbo che, anche adesso, appare tutt’altro che conosciuto e probabilmente conserva più di un mistero.
Molti studi sono stati fatti circa il ruolo dell’inquinamento nella gravità delle infezioni da Coronavirus e sembra piuttosto chiara la correlazione tra le sostanze chimiche inquinanti e lo stato di salute delle persone. (https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/cardiologia/inquinamento-e-covid-19-che-cosa-sappiamo).
Se questi studi sono veri o anche lo fossero solo in parte aderenti alla realtà, varrebbe ancora di più la pena proteggere una delle più importanti risorse che abbiamo nel nostro territorio: gli alberi.
“Le foreste della vallata sono un polmone che ci protegge e non si può dare per scontato o superfluo neppure un singolo albero” (cit. M.R.)
A supporto di questa mia frase, che può apparire superficiale e banale, sento la necessità di rendere noti dei dati pubblicati da ARPAT in un articolo del 10/11/2020, circa i cambiamenti climatici in Europa.
Di seguito vi rimetto le parti salienti della ricerca:
“A livello globale, nel 2019, proseguendo un trend già osservato nel 2017 e 2018, le emissioni di CO2 di origine fossile hanno continuato ad aumentare, anche se ad un tasso di crescita inferiore (+0,9% rispetto al 2018).
Queste emissioni sono invece diminuite di quasi il 3,8%, risultando inferiori del 25,1% rispetto ai livelli del 1990, nei Paesi dell’Unione europea e nel Regno Unito, la riduzione più significativa tra le principali aree economiche responsabili delle emissioni a livello mondiale. In confronto, Stati Uniti e Giappone hanno aumentato le loro emissioni rispettivamente dello 0,8 e dello 0,4% rispetto ai livelli del 1990, mentre Cina e India hanno rispettivamente 3,8 e 3,3 volte più emissioni di CO2 nel 2019 rispetto al 1990, a causa della loro rapida industrializzazione negli ultimi due decenni.”
Il senso delle stime e dell’articolo è che adottando le politiche giuste, i risultati in termini di riduzione dei gas serra si possono ottenere, così come si deduce dai dati dell’Europa.

Microsoft Word - VERSO IL 2021 con un omaggio agli alberi del Ca
L’articolo integrale è disponibile su http://www.arpat.toscana.it/notizie/arpat-news/2020/161-20/emissioni-globali-di-anidride-carbonica-di-origine-fossile.
E ancora vorrei portare all’attenzione dei lettori un altro articolo ARPAT di giovedì 12/11/2020, che illustra una serie di ricerche condotte dalla Fondazione Centro Euro-Mediterraneo (CMCC) sui cambiamenti climatici e le loro conseguenze prossime per l’Italia.
“In sintesi, i cambiamenti ipotizzati e riassunti nel report sono i seguenti:
– Temperatura in aumento; i modelli climatici sono concordi nel valutare un aumento della temperatura fino a 2 gradi nel periodo 2021-2050 (rispetto al 1981-2010). Nello scenario con cambiamenti climatici più intensi, si evidenziano variazioni maggiori in zona alpina e nella stagione estiva. In questo scenario si arriva ad ipotizzare anche un innalzamento della temperatura di 5 gradi a fine secolo.
– Meno piogge ma più intense; tra i principali risultati evidenziati dalle analisi degli scenari climatici vi è una diminuzione delle precipitazioni nel periodo estivo (più lieve in primavera) per il Sud e per il Centro Italia, mentre aumenterebbero le precipitazioni nel periodo invernale nel Nord Italia.
– Più giorni caldi e secchi; sia per lo scenario ad emissioni contenute che per quello ad emissioni elevate, emerge un consistente aumento di giorni con temperatura minima superiore a 20 gradi e, nella stessa stagione, un aumento della durata dei periodi senza pioggia.
– Aumento delle temperature superficiali e del livello del mare, dell’acidificazione delle acque marine e dell’erosione costiera.
Il documento rappresenta una solida base scientifica e tecnica, utilizzabile anche dai responsabili dei processi decisionali per le fasi di programmazione, pianificazione e allocazione delle risorse necessarie per mettere in atto politiche climatiche e territoriali adeguate.
Al tempo stesso può essere un utile strumento per diffondere l’informazione e aumentare la consapevolezza dei singoli sul cambiamento climatico.”
L’articolo integrale è disponibile su http://artpa.toscana.it/notizie/arpanews/20220/164-20/cambiamneti-climatici-in-italia.

Ritornando al Casentino forse dovremmo ripensare anche il nostro modo di vedere la problematica della salute, guardandola nel suo complesso, non solo come un elemento scollegato dall’ambiente circostante. Pensare che anche un singolo albero in ambito urbano è importante, e che la sua rimozione può avvenire solo se ampiamente motivata. Pensare che quando si fanno nuove urbanizzazioni le alberature non sono un impiccio da “levarsi dalle mani” e che “tanto siamo in mezzo al verde”, visto che nulla è scontato, come abbiamo appreso. Pensare che se le trattiamo bene, le piante, ci rendono ogni giorno quello che ci offrono da milioni di anni: aria pulita da respirare.

L’associazione Horticola Casentinese (associazione amatoriale che si occupa di ortoflorofrutticoltura e ambiente con sede a Bibbiena, presso caffetteria Il Podestà) ha voluto rendere omaggio ad alcuni alberi significativi per il nostro Casentino, utilizzando uno strumento che sembra essere desueto di questi tempi: un calendario cartaceo. Per ogni mese del 2021 è illustrata una specie arborea, andando a descriverne non tanto le caratteristiche botaniche (quelle si, sono reperibili ovunque su internet) quanto quelle tradizionali e simboliche.
A corredo delle descrizioni ci sono delle fotografie e non sono state scelte solo quelle esteticamente impeccabili, ma anche quelle significative di una certa pianta in un certo luogo.
A questo proposito, ad esempio, c’è il vecchio olmo di piazza Garibaldi a Soci (nella foto), il quale, con la sua resilienza, insegna a lottare contro le avversità (flagellato dalla grafiosi, eppure ha resistito!).

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I 12 alberi del calendario sono: ABETE, FAGGIO, QUERCIA, CASTAGNO, OLMO, ACERO MONTANO, MELO, PERO SELVATICO, FRASSINO, SORBO.
Con questo spirito l’associazione Horticola Casentinese spera che l’iniziativa sia gradita e possa ripetersi con molti altri soggetti tradizionali del nostro territorio.
La tiratura è limitata a soli 100 esemplari e il calendario è acquistabile esclusivamente presso Ri-Edicola di Soci al prezzo di 7 euro.

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